Isola dei Famosi 7, Rossano furioso con la produzione: “Incompetenti!”

Incidente sfiorato per Rossano Rubicondi, che in collegamento con Quelli che il Calcio, spara a zero sulla produzione dell'Isola dei Famosi 7: "Si continua a far lavorare degli incompetenti

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    Continuano le polemiche sull’organizzazione dell’Isola dei Famosi 7 e questa volta a tuonare è addirittura Rossano Rubicondi, l’inviato dell’Isola, che in diretta a Quelli che il Calcio spara a zero sulla produzione: “Qui continuano a lavorare degli incompetenti! Non c’è nessuna sicurezza; ho rischiato di rompermi una gamba per dimostrare la prova Leader ai naufraghi perché l’imbracatura per il lancio da una roccia era senza freno. Tutti se ne lavano le mani, della sicurezza non gliene frega niente a nessuno. Prima di me un ragazzo è andato in ospedale, ma io non posso neanche farmi controllare perché è Pasqua e non c’è un aereo. Non possiamo uscire di casa e non sapere come torneremo!“. Una protesta veemente che spinge prima la Ventura a chiedere un collegamento con un responsabile della produzione, poi a prendersela con Rubicondi, che fa credere che qualcuno si diverta a provocare incidenti. In alto il tuffo della prima puntata.

    L’Isola dei Famosi 7 sembra assomigliare sempre di più a La Fattoria, non per i contenuti ma per la disorganizzazione: le prime serie avvisaglie di qualche problema di troppo in questa settima edizione del reality di Simona Ventura, per la prima volta in Nicaragua, era stato il tuffo dei naufraghi dall’elicottero, che ha provocato seri danni a Luca Ward, intenzionato a chiedere i danni alla Magnolia per le fratture rimediate, che lo constringono a mesi di fisioterapia e lo hanno messo a richio di paralisi. Nella seconda puntata è stata la volta di Aldo Busi, infine sono giunte le documentate rimostranze dei lavoratori, che hanno denunciato condizioni logicistiche da naufraghi. In basso la loro video testimonianza.

    Ora a denunziare gravi lacune nell’organizzazione e in particolare nella gestione della sicurezza – cosa ancor più grave – è addirittura Rossano Rubicondi, inviato sull’Isola e frontman del reality per il pubblico italiano. Fa effetto sentirlo inveire in maniera così netta e furiosa contro la produzione: parla di incompetenti, incoscienti, menefreghisti e irresponsabili, tutti pronti a scaricare le responsabilità sugli altri senza che si riesca a trovare mai qualcuno con cui prendersela.

    Un’accusa che coinvolge in primis la Magnolia, “che continua ancora a far lavorare questa gente qui, nonostante ci siano già stati tre naufraghi in ospedale“. La Ventura si mostra inizialmente vicina alle proteste di Rossano, che ha rischiato di rompersi qualche osso e che ovviamente non è disposto ad andare in ospedale e/o fermarsi per dei mesi per infortunio, si è poi aggrappata a una frase del suo sfogo (“qui ridono della sicurezza”) per attaccare l’inviato e difendere i 120 lavoratori della delegazione nicaraguegna.

    Di fronte al rifiuto di Rossano Rubicondi di tornare in video per il secondo collegamento sul finale della puntata, Simona gli rivolge un messaggio in contumacia: “Caro Rossano avrai avuto le tue ragioni, ma ti parlo a nome delle 120 persone che si fanno un mazzo così per portare avanti questa trasmissione che è un vanto di RaiDue e che guadagnano molto meno di te”. Compare poi un un delegato della produzione che cerca di riportare calma e tranquillità: “Capiamo lo sfogo di Rossano che ieri ha avuto davvero paura. Ha frenato troppo tardi e ha rsichiato di farsi male. La paura è stata tanta. Ma riferendomi a quanto successo all’altro ragazzo, può capitare un problema nel provare i giochi. Lo capiamo ieri ha avuto paura, ma per fortuna non si è fatto nulla. Ma quando si prova un gioco ci si può far male, come successo ieri al ragazzo che ha preso una botta al polpaccio. E vorrei tranqullizzare tutte le famiglie delle 120 persone che lavorano qui in condizioni difficili”.

    Simona continua quindi a difendere la produzione: “Se Rossano vuole andar via ne possiamo parlare, ma non può gettare fango su di voi e sulla produzione che con le unghie e con i denti sta portando a casa questa edizione. Io starò sempre dalla vostra parte perché voi davvero lavorate sodo”. Insomma, Rossano potrebbe tornare in Italia prima del tempo.

    L’impressione, però, è che i tagli al budget si siano tradotti in minore professionalità (costa meno) e in condizioni di vita difficili per gli stessi lavoratori, meno motivati e interessati a quanto accade sull’isola. Quando ci si trova in un ambiente di lavoro ‘ostile’ è difficile far girar bene le cose. Ma non si scherza sulla sicurezza di chi lavora: il grave è che nessuno – stando alle parole di Rossano – sia disposto a prendersi la responsabilità di un’edizione che sta dando davvero una pessima immagine.