Isola dei Famosi 7, la troupe in rivolta

Isola dei Famosi 7, la troupe in rivolta

Lavoratori in rivolta all'Isola dei Famosi 7, costretti a vivere come i naufraghi

da in L'Isola dei Famosi, Magnolia, Primo Piano, Reality Show, Simona Ventura, giorgio-gori, Isola dei Famosi 7
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    La numerosa troupe al lavoro in Nicaragua per l’Isola dei Famosi 7 è in protesta. I lavoratori (italiani e non) inviati a Corn Island sono sul piede di guerra per le difficili condizioni in cui si trovano a vivere e a lavorare: pochi bagni, ricoveri di fortuna, spostamenti pericolosi per una paga di 120 euro lordi all’ora (comprensivi di trasferta e straordinari) che ha fatto gridare ai ‘lavori forzati’. Una situazione cui ieri in diretta Simona Ventura ha cercato di ‘mettere una pezza’ ringraziando in diretta in apertura di puntata tutto il personale. Ma oggi arriva un risposta irritata e puntigliosa di Giorgio Gori, patron di Magnolia: “I lavori forzati sono un’altra cosa: avrete presto un secondo elicottero e il cibo è decente“.

    Clima rovente sull’Isola dei Famosi 7 e questa volta non parliamo di quel che accade davanti alle telecamere del reality condotto da Simona Ventura e prodotto dalla Magnolia – che ieri ha vissuto la sua sesta puntata -: protesta la troupe (formata da oltre 100 persone) spedita in Nicaragua che si è ritrovata a vivere quasi come i naufraghi.

    L’Espresso, che ha raccolto le rimostranze dei lavoratori, parla di quattro bagni per 54 persone, di cibo scarso e scadente (come dimostra anche la foto in apertura), di palafitte insufficienti (e in ogni caso senza zanzariere pur essendo in zona paludosa) e di tende (senza sacchi a pelo per tutti) per gli altri, costretti anche a dividersi in 54 solo 4 bagni. Senza parlare dell’acqua razionata e del cibo scadente: una situazione insostenibile, considerato che il lavoro dura quattro mesi e che la troupe è lì dalla fine dello scorso dicembre.

    Certo, il guadagno è superiore a quanto molti di noi riescono a portare a casa (120 euro lordi al giorno), ma il ‘minimo’ garantito da contratto sulla logistica è decisamente insufficiente: e così i lavoratori si sono rivolti alla neonata associazione sindacale Clb (Coordinatori Lavoratori del Broadcast), che ha fatto rimbalzare le segnalazioni dei ‘co-naufraghi’ dell’Isola 7 a L’Espresso. “Bisognava uscire allo scoperto – ha detto Stefano Bacci, presidente della Clb – sfidando la paura di perdere possibilità di lavoro nel futuro. Qui si tratta di professionisti qualificati che operano per un programma dai budget milionari“.

    Se Simona Ventura ha tentato la via della ‘riconciliazione’ ringraziando in diretta la troupe per il lavoro che svolge quotidianamente, Giorgio Gori, a capo della Magnolia messa duramente sotto accusa, non ci sta e replica con durezza a mezzo stampa: “’Lavorare in location è un pò come andare al fronte, e solo dei veri professionisti, disponibili a operare anche in condizioni di oggettivo disagio, possono affrontare 4 mesi in prima linea. Di certo non è un villaggio vacanze.

    Ma ben altro è parlare di lavori forzati“, tanto più che, specifica Gori, i problemi cui fanno riferimento i lavoratori sarebbero da attribuire a un problema occasionale dovuto a delle difficoltà di trasferimento (causa maltempo) che hanno costretto molti ad accamparsi su un’isola allestita per ospitare solo 20 persone. Non una condizione permanente, quindi, ma eccezionale, dovuta a causa di forza maggiore. “La gran parte dei lavoratori risiede a Corn Island, dorme negli alberghi o in casette prefabbricate e mangia in modo più che dignitoso” ha inoltre riferito Gori che ha annunciato anche l’arrivo di un secondo elicottero, che va ad aggiungersi al primo non previsto (ma allora da dove si sarebbero dovuti tuffare i naufraghi concorrenti?).

    Alche il cibo scarso e scadente sarebbe stato causato dalle difficoltà di rifornimento, ma smentisce problemi di igiene. Insomma si finisce per dare un’immagine capricciosa e lamentosa di decine di persone contrattualizzate a tempo determinato. Di certo la nuova location ha dato problemi dal primo momento, come testimoniò Busi alla seconda puntata; e che l’organizzazione non fosse proprio impeccabile lo ha dimostrato anche l’incidente a Luca Ward. La Magnolia, però, è sempre stata attenta agli aspetti logistici e organizzativi (siamo lontani da talpe, fattorie e missioni in India): cosa succede davvero sull’Isola dei Famosi?

    (Foto: L’Espresso)

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