Isola dei Famosi 6, trionfa il reality da servizio pubblico

Isola dei Famosi 6, trionfa il reality da servizio pubblico

L'Isola dei Famosi chiude in bellezza, con oltre 7 milioni di telespettatori e uno share del 31,5%

    La sesta edizione dell’Isola dei Famosi si è chiusa con la vittoria di Vladimir Luxuria e con il record di ascolti. Oltre sette milioni di telespettatori, per uno share del 31,49% hanno seguito l’Isola, con punte del 60%. Ovviamente soddisfatti dei risultati ottenuti Simona Ventura, Giorgio Gori e Antonio Marano, pur con qualche critica sulla collocazione scelta dalla Rai. “Il reality non è morto” dice Simo e con questo cast e questo finale anche il reality si dimostra un programma da servizio pubblico“.

    Partiamo dagli ascolti: una media di 7.214.000 telespettatori (31,49%) ha seguito l’ultima puntata dell’Isola, un dato che segna il record stagionale e chiude in bellezza non solo la sesta edizione del reality, ma anche l’autunno di RaiDue che peraltro ha potuto contare su 5 punti di share in più, rispetto alla scorsa edizione, nella striscia pomeridiana (senza contare i contatti su Rai4 e Sky Vivo). Nel dettaglio, l’Isola ha raggiunto punte superiori ai 9 milioni verso le 23.00 e picchi di share superiori al 60%, mentre al momento della proclamazione della vincitrice, intorno alle 00.45, si sono sfiorati i 7 milioni di telespettatori con il 64.57% di share.
    Zelig si è difeso bene, con 6.926.000 telespettatori e uno share del 22,96% fino alle 22.30 e 4.490.000 (20,70%) per Gilez. Niente hanno potuto I Vicerè, scesi a 5.138.000 telespettatori (17,54%).

    Un cast eterogeneo e di spessore (“Il migliore nella storia del reality“, ha detto Marano, “Un’edizione speciale: non c’è mai stata una finale che ha incoronato personaggi così diversi e così vicini alla gente, ognuno poteva immedesimarsi in uno di loro” ha sintetizzato Super Simo) ha caratterizzato questa Isola dei Famosi 6, al di là della presenza di Vladimir Luxuria, paladina delle minoranze e dei più deboli e ‘manifesto vivente’ della lotta contro i pregiudizi. Una caratteristica che ha fatto da leit motiv nella sua vita, anche nella fase più trasgressiva del Muccassassina, e che è emerso più volte anche sull’Isola sia nelle ‘piccole’ discussioni per il cibo sia nelle ‘grandi’ questioni morali, come il ‘tradimento’ di Belen, o la spoliazione dell’anziano e infreddolito Carlo da parte della Contessa ‘pezzente’.

    La trasgressiva meno rivoluzionaria che ci sia in giro in Italia. Lei, chiamata a difendere i diritti dei diversi, è stata scelta dagli spettatori perché si è fatta paladina della famiglia, della fedeltà, del rispetto della morale comune” ha scritto oggi Il Giornale, sintetizzando bene l’immagine che del ‘mostro transgender’ è emersa dal reality. L’Italia più bigotta ha così potuto conoscere una persona comune a tante altre, che ha vinto sulla ‘fedifraga’ Belen (anche se non in maniera schiacciante), dalla risposte confuse e smozzicate e dall’atteggiamento ‘maschilista’, troppo lontano dalla condotta ‘idealmente’ pudica delle ‘brave ragazze’ nostrane. Che sia stata proprio Belen, alla fine, la vittima del pregiudizio? In ogni caso, riprendendo ancora Il Giornale, “la vittoria di Vladimir è la vittoria di una persona comune, con le sue debolezze e le sue invidie, non di una eroina che va contro tutti“.

    Una lettura diversa, ma assolutamente condivisibile, la dà questa mattina La Repubblica: “Fra ragazzoni belli e ottusi e splendide furbacchione vince la via di mezzo, grazie all’uso di uno strumento tanto difficile da reperire sull’isola quanto il cibo, cioè il cervello“.
    Il cervello come elemento identificativo della ‘via di mezzo’, della ‘mezza donna’ invidiosa della femminilità ‘naturale’ di Belen (a detta dell’argentina), del ‘mezzo uomo’ che incuriosisce Patrizia De Blanck che le chiede “Ma tu ce l’hai o non ce l’hai?”. Il concetto di transgender è passato in quest’Isola dei Famosi a mezzo del cervello di Luxuria e dei valori ‘tradizionali’, spesso dimenticati, come lealtà, onestà, sincerità che l’hanno talvolta portata a parlare troppo e ‘male’.

    Ma di cervello in questa edizione ce n’era tanto, almeno a nostro avviso. A partire da quello candidato alla vittoria di Massimo Ciavarro, la cui corsa verso il trofeo è stata interrotta da un’ulcera perforante; a quello silenzioso, ma ben funzionante, di Antonio Cabrini; a quello di Alessandro Feliù, nip dall’occhio azzurro e dal bel fisico che ha però lottato con tutte le sue forze; a quello di Valeria Marini, sì proprio lei, che ha saputo giocare per una settimana il ruolo della naufraga. E solo per citarne alcuni, senza andare nel composito modo dei Nip. Dal quale è uscito il vincitore morale di questa edizione, Carlo Capponi, il bidello delle banane, delle faccette, dei pianti, delle uscite apparentemente a vanvera che sottendono una verve da showman consapevole, ma anche della voglia di rivalsa che passa per la tv e soprattutto per l’affetto del pubblico e della Contessa De Blanck. L’unico personaggio degno di una parodia perchè più sfaccettato, meno monoblocco di altri, intoccabili nella loro granitica consapevolezza di sè. Un personaggio che si ama o si odia, una persona che ha lottato per tutta la vita contro i preguidizi e che non a caso ha trovato, ricambiato, in Vladimir Luxuria una grande amica e un alter ego.

    A dimostrare che non solo di reality si tratta hanno contribuito gli ultimi slanci polemici della diretta di ieri, tra Patrizia De Blanck, Carlo Capponi e Vladimir Luxuria.

    Se le cose si vivono non si dimenticano e il clima da ‘volemose tutti bene, l’abbiamo sfangata anche questa volta’ ha attecchito sì nello studio di Via Mecenate ma non al 100%. E ci dà davvero l’ida che quella sull’isola sia stata una realtà vissuta, non un reality da portare a termine. Di fronte ai soliti commenti complottisti nei confronti dei reality chissà perché siamo più propensi a difendere l’Isola: ha una credibilità diversa, che passa per Simona Ventura, una che non ti indora la pillola pur di farti partecipare, per avere il tuo nome sul cartellone – come dice Vladimir -, una che non ha paura di fare il tifo, di eleggerere e difendere i suoi pupilli e amici (vedi Rossano Rubicondi) e magari condizionare il pubblico. La prima a crederci è lei è il risultato si vede. Come diciamo spesso, il reality, come la fiction, racconta delle storie, e Simona quest’anno ha saputo sceglierle. Qualche errorino di valutazione c’è stato (da Giuseppe Lago a Flavia Vento, passando per Michi Gioia) ma fa parte del gioco: perchè emergano i personaggi qualcuno deve pur fare da spalla.

    In conclusione anche quest’anno l’Isola ha dimostrato che i reality non sono certo tutti uguali: un reality da servizio pubblico l’ha definito Marano che con Simona Ventura guarda alla prossima edizione confidando in un cambio di collocazione. “Il lunedì è stato un errore” ha detto Marano nella conferenza stampa finale, “l’ho anche messo per iscritto in una lettera indirizzata ai vertici aziendali. Ma al di là della media del 21% di share, stato anche molto contento di sentire alcuni consiglieri Rai che avevano votato per la chiusura del programma dirmi che si sono ricreduti“. Certo, paragonare la vittoria di Luxuria in un reality italiano a quella di Barack Obama alle presidenziali Usa, paragone uscito ieri a Scorie, è un po’ eccessivo. Un aspetto importante c’è, però: il pubblico agèe (e meno agèe) dell’Isola ha potuto guardare in faccia (senza trucco, lustrini, paillettes da Gay pride) un tabù.

    Per Vladimir, intanto, il peggio viene adesso: è vero, come ha detto Gori, che ha vinto anche contro i pregiudizi dei ‘compagni’ ed è vero che ha sostenuto di non volersi presentare alle Europee, ma ci aspettiamo subito che tanti ora salgano sul carro del vincitore. In bocca al lupo (è proprio il caso di dirlo) Luxuria.

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