Isola dei Famosi 6 e Einstein, copioni a confronto

Einstein e Isola dei Famosi 6, due sceneggiature che mancano di pathos e di emozione e procedono per giustapposizione di 'scenette' senza che i protagonisti riescano ad esprimere 'sentimenti' e motivazioni

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    Ieri sera è andata in onda la seconda ed ultima puntata di Einstein su RaiUno, mentre su RaiDue si celebrava la settima puntata dell’Isola dei Famosi 6, caratterizzata dalla telefonata in diretta di Massimo Ciavarro, che ha indirettamente smentito le voci di una causa per negligenza sanitaria alla produzione, e dall’ennesimo gossip di pessimo gusto tra Belen e Rossano. Due prodotti tv certo diversi, ma accomunati da un copione ‘singhiozzante’ e senza emozioni.

    Prima una notazione sugli ascolti di ieri sera: vince di nuovo Zelig che sfiora i sei milioni di telespettatori (5.898.000) e raggiunge il 23,5% di share. Cresce l’Isola che arriva al 23% con 5.142.000 spettatori, mentre la seconda puntata di Einstein fa il 19,4% di share (5.358.000 spettatori). In media la miniserie ha raccolto 5.219.500 spettatori e il 16% di share. Senza Crimini Bianchi recupera anche la serata Hot/Doc di Italia1.

    Ma torniamo a noi.

    Sappiamo di star facendo un azzardo mettendo a confronto un reality e una miniserie, sebbene entrambe possano rientrare nella macro-categoria della ‘fiction’, intesa come narrativa audiovisiva. Fiction tv e reality in fondo sono due modi di raccontare storie, che rispondono a precise regole di narrativa: protagonisti, eventi, scontri, vittorie sono ingredienti fondamentali sia di una sceneggiatura strutturata e chiusa come quella della fiction sia della scaletta più volante e aperta di un reality. Ma guardando entrambi i programmi abbiamo avuto la stessa sensazione: mancano le emozioni.

    Partiamo da Einstein: nonostante la regia di Liliana Cavani, la miniserie ha mostrato di soffrire dello stesso male di molte fiction biografiche o traspositive, un male che definiremmo ‘giustapposizione’. Le scene si susseguono per giustapposizione, non per una qualche tensione emotiva: dopo l’incontro con Mileva, la prima moglie, è tutto un susseguirsi di ‘ricordi’ che procedono quasi a compartimenti stagni. Il primo incontro, il matrimonio, il lavoro all’ufficio brevetti, le tensioni familiari, la scoperta della teoria della relatività, il tentativo di copia da parte del collega, l’ostilità del mondo accademico, etc, etc. Tutte ‘scenette’ che si inseguono senza trovare nel personaggio, nelle sue motivazioni, nel suo carattere alcun appiglio. La sensazione generale è quella di uno scollamento, di un album di foto sfogliato senza che nessuno davvero aiuti a rivivere i momenti immortalati dalle immagini.

    Un male che si ritrova, come detto, anche in molte trasposizioni fictional di opere letterarie: è come se la materia narrativa fosse troppa per essere sintetizzata in 180/200′, per cui si procede in modo semi-lineare per raccontare ‘tutto’. Difficile che si scelga un punto di vista, una chiave di lettura: si mette tutto davanti agli occhi, ma alla fine è come se non si vedesse nulla.

    Qualcosa del genere sta succedendo anche all’Isola dei Famosi. Nonostante l’andirivieni di naufraghi, gli improvvisi ritiri, gli abbandoni per malattia, nelle sette puntate fin qui viste dell’Isola non c’è emozione, tutta imbrigliata nella rigida scaletta che impone, mai come quest’anno, un percorso di lettura e non ha spazio per i ‘fuori programma’, quelli che invece fanno un reality.

    Certo, si può dire che ormai dopo 6 edizioni il gioco sia talmente noto da non portare con sé nessun tipo di pathos: lo spettatore a casa sa cosa aspettarsi e quindi è più anestetizzato rispetto a quanto accade in studio o sull’Isola. La fame è sempre la stessa, i battibecchi sempre gli stessi, le attitudini sempre uguali e via così. In parte è vero: non ci commuoviamo per il pugno di riso che mangiano, né diamo molto peso alle discussioni spesso inutili che contraddistinguono le lunghe ore passate a Cayo Paloma, ma il punto non è questo. Ci riferiamo piuttosto all”intreccio’ narrativo della trasmissione, non tanto al contenuto del reality.

    Cerchiamo di spiegarci meglio: l’impressione che abbiamo sull’Isola 6 è che la scaletta sia estremamente rigida, strutturata per argomenti definiti, al di là di quegli elementi standard come gli rvm sulla settimana dei nominati, il filmatino hot etc etc. In base a quel che accade in settimana si costruisce la lista degli rvm e degli interventi dei naufraghi dalla Selva. E’ sempre stato così, direte voi: vero, ma mai la scaletta era stata così asfissiante. Fino alla scorsa edizione gli rvm e i sassi lanciati da Simona nello stagno della Selva (o Cueva, etc etc) erano semplici ami per far abboccare i naufraghi e farli ‘esporre’. Ora invece parte l’rvm, la discussione la dirige Simona da studio, gli opinionisti ci mettono solitamente il carico e poi non viene lasciato ai concorrenti nemmeno il tempo di ribattere. Due lunghissimi terzi della trasmissione, la parte centrale, sono dedicati agli eventi della settimana, con classico giro ‘di tavolo’ tra i vari naufraghi, chiamati in causa senza che però si riesca a tenere un filo narrativo omogeneo, ma saltando letteralmente di palo in frasca. Mentre si parla delle gemelline De Vivo si stacca sulla storia d’amore tra Patrizia e Carlo, per poi tornare a Rossano che regala a Peppe una lettera del figlio e solo 20 minuti dopo si parla dello scontro furioso tra i due.

    Non funziona, non c’è fluidità tra le parti, soprattutto perché si ha l’impressione che gli autori non vogliano dare voce ai naufraghi. E sì che di spunti ce ne sono davvero tanti: senza considerare la confessione di Carlo, che dichiara di non fare sesso da ben otto anni, ne ricordiamo almeno due, riferendoci solo a ieri sera, la questione Ciavarro e le insistenti voci di relazione tra Belen e Rossano. Questione che, aggiungiamo noi, è finora trattata molto male dagli autori: vogliono fare gli inciucioni, svelando che Rossano ha chiesto di cancellare delle immagini notturne, e poi si tirano indietro nel nome della moglie di lui (Ivana Trump) e del fidanzato di lei (Marco Borriello). O si va fino in fondo o è meglio non parlarne proprio: i sospesi nei reality danno solo l’impressione di ‘combine’. Davvero discutibile, poi, il moviolone chiesto da Mara Venier su un incontro ravvicinato tra i due: mentre camminavano, di giorno, andando verso due direzioni opposte, Rossano e Belen si sono ‘scontrati’, o meglio ‘strusciati’ per la Venier, che insinua una mano sospetta di Rossano accarezzare le parti ‘basse’ dell’argentina. Mostrato più volte al rallenty, la scena è servita per lanciare altri ‘gustosi’ pettegolezzi ai naufraghi in Selva e al pubblico a casa. Ci sembra tutto un po’ forzato, a dire il vero, e anche davvero poco interessante. Una discussione consumatasi per lo più in studio, ad uso e consumo degli opinionisti e del pubblico a casa, anche perché i naufraghi non hanno visto la scena e quindi non l’hanno potuta commentare. Sembra che si giochi alle loro spalle.

    Al di là di questo, vanno considerati anche i tanti momenti di tensione che Simona fa addirittura finta di non vedere: esemplare la chiusura di ieri, quando Patrizia, salvando Rossano nella reazione a catena che decide il naufrago da mandare ai lavori forzati, manda in bestia Vladimir che esclama alla contessa :”Tu con me hai chiuso“. Rivediamo il momento.

    Beh, è già mezzanotte e un quarto, Simo è in ritardo e fa finta di non sentire per chiudere la trasmissione. Se la scaletta fosse stata meno densa di eventi già successi, e un po’ stantii, e si fosse lasciato più tempo alla diretta dei naufraghi si sarebbe potuto andare a fondo della storia. Ma così non è: tutto si svolge sotto il rigido controllo di Simo e della sua scaletta. Se ai reality si toglie l’imprevedibilità, il fuori programma, anche il fuori onda, non c’è più il ‘brivido’.

    E dire che l’ha capito anche la De Filippi, che ormai ascolta (da vero Grande Fratello) tutte le conversazioni in microfono dei suoi Amici per imbastirci ‘casi di puntata’ (si veda la sospensione di Domenico Primotici o la punizione a Leonardo).

    Insomma nella scrittura fictional e nella scaletta, apparentemente non scritta, del reality ci vuole pathos, partecipazione, immedesimazione, coinvolgimento. E né Einstein l’Isola dei Famosi hanno saputo sfruttarla e costruirla. Per l’Isola c’è ancora tempo: la speranza è che riducendosi i concorrenti si riesca a dare un po’ di aria in più, anche se questa sarebbe l’ulteriore dimostrazione di una scrittura mal calibrata.