Isola dei Famosi 2012, il ritorno di Rossano Rubicondi agita i naufraghi

Isola dei Famosi 2012, il ritorno di Rossano Rubicondi agita i naufraghi

Rossano Rubicondi sbarca a Cayo Paloma, ma i naufraghi non fanno i salti di gioia

    Rossano Rubicondi_isola2012

    Rossano Rubicondi è tornato sull’Isola dei Famosi, ma i naufraghi non hanno fatto i salti di gioia. Sia gli Eroi che gli ex-Eletti non hanno preso bene il suo ritorno e ognuno ha le proprie ragioni: Guendalina, ad esempio, non gli perdona il ritiro, che l’ha costretta a restare ‘da sola’ con il Divino Otelma, con Mariano e con Max; persino la new entry Antonella Elia ritiene che sia ‘ingiusto’ un suo rientro in gara dopo aver deciso di abbandonare il gioco. L’unico davvero contento di riabbracciarlo è il Divino Otelma.

    Col senno di poi, Otelma deve aver ‘benedetto’ la sua decisione di non abbandonare il gioco, come minacciato due settimane fa: non avrebbe, infatti, avuto modo di ritrovare al suo fianco l’amico Rossano Rubicondi, tornato in Honduras apparentemente rinvigorito e sereno dopo il chiarimento con la moglie Milu Virno.

    Il suo rientro in gioco, però, ha lasciato l’amaro in bocca a molti: inutile dire che Guenda sperava in ‘carne’ fresca da conquistare, visto che Jivago non ha dato seguito alle sue avances, preferendo la compagnia di Andrea e le sedute di yoga con Antonella Elia, e che il bel Manuel Casella – ora peraltro leader – è accasato con figlia a carico.

    Ed è proprio la Tavassi a ‘lamentarsi’ di più – e con tutti – per il ritorno di Rubicondi: il suo modo di fare (‘È come un gatto, ti si fila solo quando gli pare a lui‘, dice Guenda) non gli va giù e del resto per lei non è facile avere a che fare con qualcuno che la ‘ignora’.

    Intanto Rubicondi è in prova fino a giovedì: durante la puntata, infatti, il gruppo dovrà comunicare al ‘pentito’ e alla produzione se intende farlo restare in gioco. La situazione è tesa e i naufraghi sono divisi: come spiega Max a Rossano, una parte di loro lo ritiene utile in quanto fresco di forze e quindi indispensabile per le vittorie di squadra, un’altra, invece, lo percepisce come una minaccia per la vittoria finale. Andiamo bene…

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