Intercettazioni: per Minzolini atto intimidatorio, Santoro testimone a Trani

Intercettazioni: per Minzolini atto intimidatorio, Santoro testimone a Trani

Tiene banco sulla stampa l'indagine della procura di Trani sulla 'presunta' concussione che vede protagonisti Augusto Minzolini, Silvio Berlusconi e Giancarlo Innocenzi contro Annozero

    Augusto Minzolini, direttore del Tg1, in un’intervista a Libero allontana da sé ogni accusa di concussione e nega che gli sia giunta qualsiasi avviso di garanzia per l’indagine della Procura di Trani su alcune intercettazioni col premier Silvio Berlusconi e il membro dell’Agcom Innocenzi nelle quali il presidente del Consiglio chiederebbe di intervenire su Annozero di Michele Santoro. “Pura follia; un atto intimidatorio senza senso, fuori da ogni logica” ha detto Minzolini, mentre Michele Santoro, che andrà martedì a testimoniare a Trani, lancia pesanti accuse all’Agcom: “I funzionari dell’Agcom sono lottizzati. Quando mi toccheranno con provvedimenti diretti, dimostrerò che quest’organo non è indipendente e spero che le massime autorità dello Stato intervengano“.

    Con l’articolo di ieri de Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, è prmai deflagrata un’altra bomba che ha scosso il mondo della politica, dell’informazione e dei media. Al centro della questione un’indagine della Procura di Trani che avrebbe indagato per concussione Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, ‘sorpresi’ in alcune intercettazioni telefoniche a ‘complottare’ (secondo quanto detto da Il Fatto) per la cancellazione di Annozero, da sempre trasmissione poco amata dal premier.

    L’inchiesta, però, è nata per tutt’altri motivi: un titolare della carta Gold dell’American Express avrebbe denunciato alla procura di Trani i tassi ‘usurai’ previsti dal servizio revolving (in pratica quello che consente il pagamento rateale). Dopo una serie di accertamenti presso la sede romana dell’AmEx e da alcune intercettazioni telefoniche su dirigenti italiani della multinazionale sarebbe emerso che alcuni di loro millantavano alte conoscenze al Tg1, utili per bloccare servizi giornalistici sulla vicenda, servizi, però, che andarono in onda. Estendendo le intercettazioni, gli inquirenti si sarebbero imbattuti nelle telefonate tra i tre indagati su Annozero.

    “Pura follia! Un atto intimidatorio senza senso, fuori da ogni logica” ha detto Minzolini in un’intervista a Libero. “Mi accusano di aver parlato con Berlusconi. E che accusa è? E mi accuserebbero anche di aver parlato con la mia redazione? Significa che secondo i magistrati dovrei fare il direttore sordo, perché non devo sentire il presidente del Consiglio, e muto, perche’ non dovrei dare indicazioni alla redazione. Insomma, sono colpevole di non essere sordomuto, altro che concussione...” si sfoga il direttore del Tg1 al quale non sarebbe giunto alcun avviso di garanzia. “Le telefonate con Berlusconi? Da quando faccio il direttore del Tg1, quasi un anno, direi quattro o cinque volte. Parlo con lui e con un’infinità di altri politici, anche di opposizione. Telefonano, io ascolto.

    E poi decido di testa mia rispettando tutti e soprattutto dando ai cittadini la possibilità di capire” dice ancora Minzolini.

    Ci va giù duro, invece, Santoro, che martedì verrà ascoltato dagli inquirenti di Trani: nel mirino, oltre al premier, l’Autorità Garante per le Cominicazioni: “I funzionari di quell’Authority sono lottizzati. Gli esposti venivano confezionati all’interno dell’organismo e poi passati ai partiti. E’ uno schifo, una violazione della Costituzione, accettata da tutti senza ribellarsi” afferma Santoro che poi stila anche il curriculum di Innocenzi, commissario dell’Agcom ‘entrato’ nell’inchiesta. “Innocenzi è un ex dipendente Fininvest, poi parlamentare di Forza Italia e sottosegretario di Maurizio Gasparri nel governo Berlusconi. La maggior parte delle cause contro di noi sono state avviate da lui. Già in passato è stato sorpreso con il sorcio in bocca ma non è successo niente”.

    Accuse alla quali risponde indirettamente Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, intervistato da Il Messaggero: “Nessuna pressione che possa essere stata messa in atto ha condizionato le nostre deliberazioni – ha dichiarato Calabrò – Nessuna trasmissione è stata censurata preventivamente dall’Agcom e questo è dimostrabile e dimostrato“. E ha aggiunto: “Di pressioni nella mia lunga carriera ne ho ricevute tante. Sempre meno col passar degli anni perché hanno capito che sono una persona tetragona. Ma ripeto: l’importante è che le pressioni non incidano sulle decisioni. E questo all’Agcom non è accaduto“.

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