Indignati: la diretta di RaiNews offende Butti. Meglio il silenzio del Tg1?

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    RaiNews ha seguito ieri pomeriggio, in diretta, quanto avvenuto nelle vie di Roma, messe a ferro e fuoco dal solito gruppo di ‘manifestanti’ (meglio, teppisti) che hanno infelicitato il corteo degli Indignati italiani. Una diretta da servizio pubblico – solo Sky Tg24 ha seguito con la stessa costanza gli eventi – che però non è piaciuta al senatore del PdL Alessio Butti: “E’ inaccettabile e offende la storia della Rai“. Perché? Semplice: i giornalisti di RaiNews non hanno condannato in toto la manifestazione, ma hanno scisso la protesta pacifica dal gruppetto di facinorosi. In alto la risposta piccata, e in diretta, del direttore Corradino Mineo, che fa cenno anche alla condotta di Minzolini: negli stessi minuti, infatti, il CdR del Tg1 si lamentava della mancata diretta.

    Il pomeriggio di ieri è stato dominato dagli scontri che hanno letteralmente vanificato la serena manifestazione indetta dagli Indignati italiani, che avevano scelto Roma come sede della propria pacifica protesta, prevista in contemporanea in altre 950 città del mondo. Il solito, inarrestabile (?) gruppo di facinorosi, mascherati alla bisogna e pronti a divellere pali e rompere vetrine, incendiare cassonetti e auto parcheggiate, armati di bombe carta e di bastoni, ne ha approfittato per assediare Piazza San Giovanni, punto di raccolta finale del corteo, e dar vita a una vera e propria guerriglia di cui ha dato completa copertura solo RaiNews, ormai avanposto dell’informazione Rai sottoposta da tempo agli assalti dei vertici, apparentemente intenzionati a depauperarlo piuttosto che sostenerlo.

    Non a caso Corradino Mineo guida le sue ‘truppe’ come l’ultimo dei giapponesi, ribadendo a ogni piè sospinto l’impegno profuso dalla sua struttura – sempre più indebolita -, dai suoi giornalisti e dai suoi tecnici nel garantire un’informazione completa in casa Rai, ormai considerata quasi un’onta, non un merito.

    E così, nel bel mezzo degli scontri in piazza, Mineo si è trovato a rispondere a un duro attacco sferrato dal senatore PdL Butti (sì, sempre quello che ha redatto il discusso Atto d’Indirizzo per il pluralismo dell’Informazione Rai, che voleva i talk show a targhe alterne, che sperava di far passare un articolo che impediva a più trasmissioni nell’arco di una stessa settimana di occuparsi di uno stesso argomento, che è riuscito a tacitare il pubblico dei talk e che ha vietato le docufiction nel talk e nei tg Rai): in una nota stampa, Butti ha fortemente criticato la condotta di RaiNews, di cui non ha gradito il modo in cui sono stati commentati gli eventi.

    La diretta di Rai News è inaccettabile e offende la storia della Rai” scrive il senatore Butti, capogruppo nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, che aggiunge: “Mentre scorrono le immagini di devastazioni, di scontri e di guerriglia urbana si fa di tutto per minimizzare e per dare la sensazione di una manifestazione pacifica, che di pacifico non ha nulla. Siamo di fronte al travisamento della realtà ma soprattutto alla distorsione dei fatti. Cosa diranno adesso Zavoli e Garimberti, così solerti nell’intervenire in censure e critiche nei confronti del Tg1 e del direttore Minzolini? O Mineo gode di immunità aziendale?“.

    Un’accusa obiettivamente ingiusta, che colpisce la scelta di Mineo di rappresentare le due facce della manifestazione degli Indignati anche grazie a uno split screen che mostrava al pubblico il pacifico corteo che si articolava per le vie di Roma, vera anima della protesta, e gli scontri alimentati dai soliti violenti (vero cancro delle manifestazioni italiane, ci sia concesso) che con l’iniziativa in sé avevano davvero poco a che fare. Mineo ha risposto in diretta, sottolineando anche la pedestre manovra di ‘confronto’ con Minzolini, a difesa del direttore del Tg1 che in quel momento peraltro veniva fortemente contestato dal CdR del Tg1. Mentre, infatti, Butti dettava alle agenzie la sua riprovazione verso la diretta di RaiNews, il CdR del Tg1 protestava contro la decisione del proprio direttore e della Rai di non concedere la diretta.

    Il cdr del Tg1 rivendica il diritto-dovere di informare i telespettatori di fronte a quanto sta accadendo a Roma nella manifestazione degli Indignados. Abbiamo chiesto all’azienda spazi per edizioni straordinarie o almeno finestre informative, ma i responsabili aziendali hanno respinto la richiesta del Tg1 e stanno continuando a mandare in onda programmi registrati. Possiamo fare la diretta solo sul nostro sito Internet” scrive il Comitato di Redazione del Tg1, che ci ha tenuto a chiarire la propria posizione ai telespettatori. “Stigmatizziamo la decisione aziendale e ringraziamo i nostri colleghi che stanno facendo un ottimo lavoro in situazioni difficili” aggiungono quindi i giornalisti del Tg1, rispondendo così anche alle accuse di Butti.

    Inutile dire che la Rai ha immediatamente contestato il comunicato del CdR del Tg1: “Tutte le richieste per le dirette e le edizioni speciali sui fatti legati ai disordini di Roma, avanzate dai direttori delle maggiori Testate della nostra Azienda, sono state immediatamente autorizzate dalle strutture competenti” ha fatto sapere la Rai in una nota stampa. “Anche il Tg1 intorno alle 18.00 è andato in onda come richiesto. Non capiamo quindi le esternazioni di chi sostiene che l’Azienda avrebbe negato tali spazi. La conferma si può avere dagli stessi direttori dei Tg” chiosa la nota: peccato che gli scontri siano iniziati intorno alle 15.00, ‘solo’ tre ore dopo.

    Vista la provocazione del senatore Butti, che ha chiesto immediatamente conto alla Commissione di Vigilanza Rai, hanno reagito i membri di minoranza della Commissione: “Rainews sta dando conto dei fatti e di tutto ciò che sta accadendo nel corso della manifestazione degli ‘indignati’. Nel Pdl non poteva mancare chi tenta di usare anche questo evento per attaccare Zavoli e Garimberti e per difendere l’indifendibile Minzolini” commenta Vinicio Peluffo, membro Pd della Vigilanza Rai. Gli fa eco Giorgio Merlo, vice presidente della Vigilanza Rai: “L’informazione di Rainews è stata corretta e non faziosa. La polemica del Pdl è priva di fondamento, anche perché si è parlato di una grande manifestazione popolare dove era francamente difficile nascondere le scene di violenza e di guerriglia organizzata che l’hanno, purtroppo, caratterizzata“.

    Fa sentire la sua voce anche Pancho Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in Vigilanza Rai: “Il senatore Butti si tolga una volta per tutte i paraocchi, la cronaca della manifestazione degli indignati da parte di Rainews è da scuola di giornalismo. Il vigilantes del Pdl deve aver visto troppo Tg1 ed è quindi ormai tanto assuefatto a un’informazione faziosa da vedere Minzolini dappertutto, anche quando guarda il suo contrario. [...] Il vigilantes prenda atto che ha perso un’occasione per tacere. La convulsa smania di censura del centrodestra fa di questi scherzi: alla redazione di Rainews va tutta la nostra stima e solidarietà, a Butti, invece, solo la nostra indignazione“.

    Il bello, se possibile, deve ancora venire, però: dopo le polemiche, Butti lancia un nuovo comunicato: “Accolgo con compiacimento la nota del Cdr di Rainews, la difesa a testuggine di esponenti di centrosinistra e l’autocelebrazione in diretta del direttore Corradino Mineo. Rassicuro tutti: sto guardando Rainews ed il mio televisore funziona. Piuttosto ai colleghi del centrosinistra consiglierei di non inviare comunicati stampi redatti da altri e di guardare personalmente la televisione. Forse sono loro ad aver avuto problemi di sintonizzazione o per lo meno non hanno visto la diretta di Rainews dall’inizio della manifestazione, quando si minimizzavano gli scontri. Tutto ciò conferma che le mie critiche erano giuste ed infatti nel corso della trasmissione c’è stata una correzione di rotta dei servizi e del tono delle stesse analisi in studio ed in strada. Adesso c’è il servizio pubblico, pagato da tutti i cittadini contribuenti, ma non certo prima“. Insomma ha ribadito di aver ragione e, in più, di avere avuto anche il merito di portare RaiNews sulla ‘retta via’: forse perché verso la fine della diretta qualcuno ha iniziato a parlare di Black Bloc?

    Beh, la diretta l’abbiamo seguita anche noi e ci sia concesso solo un appunto, rivolto a una delle giornaliste in collegamento dalle vie laterali della manifestazione. Ad un certo punto ha iniziato a riportare voci su ‘agenti provocatori’, poliziotti sobillatori in borghese, manovre delle forze di polizia volte ad esasperare gli animi, anche di un ragazzo investito da una camionetta (che a noi ha ricordato immediatamente quanto successo qualche anno fa in un derby Roma-Lazio interrotto per i disordini tra tifosi): insomma tutto il classico corredo di rumors che circolano ‘dentro’ le manifestazioni, spesso diffuse proprio da simpatizzanti dei facinorosi o da giovanotti alle prime esperienze, nel quale – troppo ingenuamente – è caduta la cronista, evidentemente impossibilitata a raccogliere informazioni di prima mano e di fonti diverse dalla posizione in cui stava. Beh, Mineo ha immediatamente stigmatizzato le informazioni raccolte ‘freddando’ la giornalista: “E’ la solita mitologia da manifestazione che si ripete da cinquant’anni a questa parte, dalle manifestazioni del ’68” dice il direttore, liquidando rapidamente le ‘notizie’ della sua giornalista e disinnescando la deriva da ‘contro-informazione’ che, questa sì, poteva dare un’immagine distorta della realtà.