“Incontri educativi” per lo sciopero degli attori

Si è svolto lunedì il primo “incontro educativo” in cui agli attori è stato spiegato perché dovrebbero votare sì alla richiesta di sciopero, ma altri due meeting sono previsti per il 17 dicembre, uno a New York e uno a Los Angeles

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    sciopero sceneggiatori

    Si è svolto lunedì il primo “incontro educativo” in cui agli attori è stato spiegato perché dovrebbero votare sì alla richiesta di sciopero, ma altri due meeting sono previsti per il 17 dicembre, uno a New York e uno a Los Angeles.

    Contrariamente a quanto ci si aspettava, non è emersa una specifica timeline per lo sciopero, ma Alan Rosenberg, presidente Sag, ha ribadito l’importanza di votare sì alla protesta, una cosa non scontata non solo per le divisioni anche all’interno del sindacato, ma perché programmare una votazione a cavallo del Natale non è mai una buona idea.

    Se Rosenberg e la Membership First portano avanti la campagna per il sì, la Unite for Strength imvita gli attori a votare no, ma Rosenberg ribatte alle ‘accuse’ spiegando che “autorizzare lo sciopero è un segnale importante da dare alle majors per farle tornare a negoziare in buona fede“. In un messaggio video postato sul sito ufficiale del sindacato degli attori, Rosenberg ha anche ribadito che non è detto che lo sciopero, anche se autorizzato, sarà poi effettuato, “perché in tempi così economicamente difficili, è nostro preciso volere tentare di evitare uno sciopero“.

    Le voci critiche, comunque, non mancano: come avevamo spiegato, se un attore appartiene alla Sag e all’Aftra, non potrà scioperare, ma per contratto sarà obbligato a lavorare sotto i termini già accettati dal sindacato degli artisti di tv e radio, “e quindi, spiegava un autorevole e anonimo membro del board di New York, scioperare adesso, con i tempi di crisi e buona parte degli attori ‘costretti’ a lavorare sotto i termini Aftra, sarebbe semplicemente ridicolo. E se i membri voteranno per uno sciopero, poi avranno anche uno sciopero, che avrebbe un impatto assai negativo per tutti noi. Se i negoziatori avressero condotto le trattative in maniera intelligente, avremmo chiuso il contratto secoli fa“.

    Se la situazione si trascinasse ancora a lungo, l’AMPTP potrebbe tentare di cambiare la data del futuro contratto degli attori: al momento la scadenza è fissata per il 30 giugno 2011, molto vicino a quella degli sceneggiatori, il cui contratto scadrà il primo maggio, sempre 2011; i due sindacati negli ultimi tempi si sono molto avvicinati, e nel futuro non è escluso che potrebbero allearsi per trattare insieme: visti gli scioperi, attuati o minacciati, degli ultimi tempi, è uno scenario che i produttori non augurerebbero a nessuno