In Rai profilattico vietato: è giallo sulla mail da censura anni ’50

In Rai profilattico vietato: è giallo sulla mail da censura anni ’50

Giallo su una mail inviata dall'assistente del direttore di Radio1 ai conduttori della rete: si vietava di usare la parola 'profilattico'

da in Rai
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    Ha l’amaro sapore della censura Anni ’50 quanto sta accandendo in Rai in questi ultimi giorni: una mail inviata dall’assistente del direttore di Radio1, tale Laura Di Pasquale, ai responsabili e ai conduttori delle principali trasmissioni di Radio1 in vista della Giornata mondiale di lotta all’Aids – che cade ogni anno il 1° dicembre – dava precise disposizioni sul divieto di usare la parola ‘profilattico’, affermando peraltro che la disposizione era stata caldeggiata dal Ministero della Salute. Il caso è venuto a galla, scatenando le reazioni del mondo politico, civile, sociale, atterrito dall’ottusità di un servizio pubblico che sembra davvero rimasto agli anni della censura linguistica del monopolismo DC-centrico.

    Partiamo dai fatti: alla vigilia della Giornata mondiale di lotta all’Aids – celebrata ogni anno il 1° dicembre – giornalisti e conduttori di Radio1Rai si son visti recapitare una mail dall’assistente del direttore di Radio1 contenente le disposizioni relative alla maratona informativa legata proprio alla Giornata contro l’Aids. Nelle ultime ore – si legge nella mail – il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominata esplicitamente la parola profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test HIV in caso di potenziale rischio.

    Ovviamente si è scatenato l’inferno: tra i primi a smentire una bestialità del genere è stato proprio il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, convinto piuttosto che la prevenzione passa anche attraverso il preservativo o il profilattico e netto nel dichiarare che il suo dicastero non si permetterebbe mai di vietare il vocabolo.
    Subito dopo è arrivata la smentita ufficiale della Rai, che nel ribadire la piena autonomia editoriale di Reti e Testate ha sottolineato di non aver mai dato indicazioni in tal senso, ribadendo piuttosto l’impegno dell’Azienda nel sostenere sempre con maggior forza la campagna di sensibilizzazione per la lotta all’Aids.

    I primi a scatenarsi, comunque, sono stati i rappresentanti del Cdr del Giornale Radio, che in una nota stampa hanno parlato di un’ingerenza gravissima nella linea editoriale, resa ancor più inaccettabile dal fatto che a firmare la mail non è stata la Direzione ma un’assistente del direttore Preziosi, un’impiegata che è andata molto oltre le proprie competenze; da qui la richiesta alla direzione perché venga chiarita la dinamica dell’accaduto e si convochi un’assemblea straordinaria mercoledì 7 dicembre.

    Tutti a lavarsene le mani, quindi, e così alla fine il cerino acceso è rimasto delle sole mani del direttore di Radio1, Antonio Preziosi, sommerso da un’ondata di sdegno: Preziosi si è difeso dicendo di non saperne sostanzialmente nulla, liquidando il tutto come ‘un errore di comunicazione’: una direttiva dal Ministero sarebbe dunque arrivata alla Rai e girata alla De Pasquale, che l’avrebbe inoltrata senza avvisare i responsabili. Ma il portavoce di Balduzzi ha sottolineato che il ministero si sarebbe limitato a fare presente il claim della campagna annuale di sensibilizzazione nella Giornata puntava sullo slogan ‘Non abbassare la guardia, fai il test’, precisando che ogni altra iniziativa è responsabilità dei dirigenti Rai.

    Il giallo si infittisce: possibile che un’assistente si sia assunta ‘da sola’ la responsabilità di ‘aggiungere’ il divieto di usare la parola profilattico? Ci sembra strano. Che si sia trattato di un eccesso di zelo da parte dei vertici di RadioRai in virtù di un’atavica impronta filo-cattolica o di una ‘captatio benevolentiae’ nei confronti della neo Dg Rai, Lorenza Lei, già a capo della Testata Vaticano della Rai (considerato anche che Preziosi è in predicato per la guida del Tg1)?

    Fatto sta che in Rai non si è mail parlato tanto ed esplicitamente di profilattici come in queste ultime ore. L’atteggiamento moralista (e ottuso) della Rai, del resto, non è una novità: non a caso ci siamo subito resi contro che a X Factor 5 la ‘musica è cambiata’ quando abbiamo visto gli spot ‘pop-up’ dei profilatici nel corso del programma, ora su SkyUno. Siamo certi che l’incidente terrà banco nella prossima puntata de Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend: pensate davvero che Fiorello si lasci sfuggire l’occasione di ‘mettere a giro’ i vertici Rai in prima serata sulla tv ammiraglia dell’azienda?

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