In diretta tv il salvataggio dei 33 minatori cileni

In diretta tv il salvataggio dei 33 minatori cileni

Dopo 69 giorni si conclude l'odissea dei 33 minatori cileni, intrappolati dal 5 agosto a 700 metri di profondità, dalle 5 di questa mattina sono iniziate le operazioni di salvataggio dei 33

    Il primo a essere salvato è stato Florencio Ávalos (in alto il video) alle 05:11 di questa mattina, mezzanotte ora locale. Dopo 69 giorni di sepoltura a 700 metri di profondità, i 33 minatori cileni a San José, nel deserto di Atacama hanno iniziato a vedere la luce. “Siamo minatori, non trattateci da star” hanno detto ai tanti giornalisti che li hanno assaliti appena in superficie.

    Il loro salvataggio è seguito momento per momento in diretta via web, via tv e via radio da milioni di persone in tutto il mondo e la capsula Fénix, usata per trattenere in salvo i 33, è diventata un simbolo dell’orgoglio cileno un modo di dimostrare al mondo che il Paese andino è più vivo che mai.
    Come ha detto anche il presidente Sebastián Piñeyra: “Né il Cile né i minatori saranno più gli stessi“. Ma come stanno i 33 eroi cileni? In tutti loro si registra un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardaca durante la salita, dati che tornano alla normalità una volta che si riposano. Secondo quanto ha spiegato il ministro della Salute cileno, Jaime Mañalich, “le cose stanno andando molto bene. Non dovremmo avere nessun tipo di problema a portarli in superficie. L’operazione è molto soddisfacente e la loro situazione psicologica è molto tranquilla“, ha detto.

    Tutti i minatori sono portati in ospedale per un controllo delle loro condizioni di salute e vari mezzi di informazione seguono in diretta la cronaca di questo salvataggio. Per oggi tutto si è svolto senzsa problemi, anzi più in fretta del previsto: qualche preoccupazione l’ha destata Mario Gómez Heredia, di 63 anni, il più anziano dei 33 minatori,che soffre di gravi problemi respiratori, ipertensione e di silicosi, la malattia dei minatori. Dopo essere ritornato in superficie, Gómez, ha abbracciato la sua famiglia e inginocchiatosi ha ringraziato Dio. Una delle sue figlie ha detto: “Non sono mai stata così felice, papà è nato per una seconda volta“. Come tutti i suoi colleghi, indossava degli occhiali di sole per proteggersi dalla luce, commissionati dal governo cileno alla Luxottica. Il modello di certo andrà a ruba.

    Copme dicevamo, sono centinaia i giornalisti assiepati a Campo Speranza: le operazioni si possono seguire in diretta si può seguire tutto via internet. Il primo minatore, Florencio Ávalos, è uscito fra gli applausi: “¡Cheacheí, Chi, Eleé, Lé, Viva Chile!“, il ritornello che precede ogni salita e discesa del Fénix. In superficie ad attendere Florencio sua moglie Mónica Araya; il padre, Alfonso e i suoi figli Alex (16) e Byron (8), accompagnati dallo zio Wilsson. Il piccolo Byron è scoppiato a piangere quando ha visto dopo 69 anni. Mentre la sua famiglia lo abbracciava fra le lacrime nell’accampamento Esperanza una sirena sottolineava il salvataggio più miracoloso della storia della miniera. Il secondo a lasciare la prigione sotterranea è stato un euforico e scherzoso Mario Sepúlveda che ha urlato: “¡Viva Chile mierda!“.

    Sepúlveda ha detto che oggi ha sotterrato 40 anni della sua vita per iniziare una nuova tappa, ha chiesto ai media di non trattarli come “artisti”. “Voglio che continui a trattarmi come Mario Sepúlveda, il minatore“., uno dei più famosi perché registrava la loro vita sotterranea. “Sono felice, sono emozionato di stare di nuovo qui, in superficie. Ci hanno ridato la vita. Sono stato con Dio e il diavolo, hanno litigato per causa mia e ha vinto Dio, mi ha preso la mano migliore“, ha detto Mario.

    Ecco l’intervista dopo l’uscita:

    Il terzo, Juan Illanes, ex militare di 52 anni, è tornato in superficie alle 7:10 ed è stato ricevuto dalla moglie. Il quarto è stato l’unico straniero, il boliviano Carlos Mamani, ad attenderlo la moglie con una bandiera del Paese, il bebé e il presidente Piñera. Mamani era arrivato solo cinque giorni prima della frana del cinque agosto. Per salutarlo è arrivato Evo Morales. Alle ore 9:10 è tornato in superficie Jimmy Sánchez, 19enne, il più giovane. Padre di un piccolo di appena tre mesi, ha giurato di sposare la fidanzata Helen Avalos, 17 anni, anche se il padre di lui non è molto d’accordo.

    Dopo il quinto salvataggio, uno stop di 27 minuti ha permesso ai tecnici di cambiare una ruota del Fénix. Il sesto è stato Osmán Araya. 30 anni, sposato e tre figli, lavorava nella miniera da soli quattro mesi e voleva lasciarla perché pensava fosse poco sicura. Dopo aver saluto i parenti, i minatori si spostano in un modulo di isolamento, dove incontrano un numero ridotto di familiari. L’ultimo a essere salvayo è stato Víctor Zamora. Vengono poi trasportati all’ospedale di San José en Copiapó, capitale della regione di Atacama, qui rimarranno per due giorni.

    Dopo il ritardo iniziale, il salvataggio prosegue bene, la Fénix impiega 20 minuti a scendere, 20 miniti di preparazione e altri 15 per risalire. Con questo ritmo, 55 minuti, verranno salvati tutti fra le 24 e le 48 ore. Questo l’ordine di uscita dei 33, rimangono ancora 18 minatori da salvare: Omar Reygada, Esteban Rojas, Pablo Rojas, Darío Segovia, Yonny Barrios, Samuel Avalos, Carlos Bugueño, José Henríquez, Renán Avalos, Claudio Acuña, Franklin Lobos, Richard Villarroel, Juan Carlos Aguilar, Raúl Bustos, Pedro Cortez, Ariel Ticona e il capo di turno, Luis Urzúa. Il presidente cileno ha ricordato che “tutti i minatori volevano essre gli ultimi a uscire, come il capitano, che per ultimo vuole lasciare la barca“. Seguite anche voi in diretta streaming le operazioni di salvataggio su questo link. Alle 17:23, 12:23 ora locale, 15 minatori sono riusciti a rivedere la luce. Secondo un ultimo aggiornamento ci vogliono adesso solo 40 minuti per risalire la superficie al Fénix quindi presto tutti i minatori ancora intrappolati (al momento 18) verranno salvati.

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