In America va di moda lo streaming: nel 2011 1 mln di telespettatori ha abbandonato la tv

In America va di moda lo streaming: nel 2011 1 mln di telespettatori ha abbandonato la tv

Streaming, in America va di moda: nel 2011 1 mln di telespettatori hanno abbandonato la tv via cavo e si sono abbonati ai servizi di streaming tipo Hulu e Netflix

da in Netflix, Web, hulu
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    hulu e netflix

    Oltre un milione di telespettatori nel 2011 hanno disdetto l’abbonamento via cavo in favore di servizi streaming quali Netflix e Hulu che propongono una programmazione da vedere ogni qualvolta se ne ha voglia, senza dover sottostare agli orari di palinsesto della messa in onda americana: lo ha rivelato nei giorni scorsi uno studio del Convergence Consulting Group (un gruppo che studia i vari aspetti di internet), che forse anche i ‘capoccioni’ italiani dovrebbero studiare a fondo, considerata la povertà dei siti internet delle reti nostrane e la mancanza di mezzi alternativi alla televisione con cui usufruire dei vari programmi.

    Che negli Stati Uniti il web sia una ‘potenza’ di cui tenere conto anche sul fronte ascolti lo dicevamo qualche settimana fa, nei giorni scorsi è arrivata la conferma ufficiale: secondo uno studio del Convergence Consulting Group, nel 2011 oltre un milione di persone hanno abbandonato l’abbonamento alle tv via cavo in favore di servizi quali Hulu e Netflix, numeri che salgono a quasi 3 milioni (2.65 per la precisione) se si considerano i dati relativi al 2008; in Canada il fenomeno è più contenuto – ma è anche vero che i siti canadesi di streaming e l’offerta proposta è molto più bassa – ma anche qui 220.000 persone hanno detto addio alla tv tradizionale.

    Fermo restando che tutte le tv via cavo americane insieme superano i 100 milioni di abbonati – un numero destinato ad aumentare anche se nel 2012 un altro milioncino di persone dovrebbe dire addio alla tv [e comunque il solo Netflix vanta oltre 20 milioni di abbonati, che non sono brusconlini] – il successo dei siti di streaming è sicuramente di origine economica (perché abbonarsi a due, tre, quattro tv via cavo – in America ce ne sono duecento – quando Hulu e Netflix offrono molta più offerta?) ma anche dovuto al fatto che i servizi in streaming offrono una tv personalizzata e vicinissima ai gusti dell’utente, tutta in un unico sito.

    Certo, la quantità di scelta costa, secondo il CCG nel 2010 Netflix pagava 1.1 miliardi di dollari per i diritti degli show che trasmetteva in streaming, prezzo quasi quadruplicato nel 2011, in cui il sito a pagato 3.9 miliardi, aumentando contemporaneamente i prezzi degli abbonamenti di circa 7 dollari: un rincaro che non ha fermato lo spostamento dalla dittatura del palinsesto alla ‘tv quando vuoi tu’ – che peraltro ora, non paga di riproporre la programmazione di network grandi e piccoli, si sta organizzando per produrre contenuti originali.

    E mentre in America le televisioni si ingegnano – i siti dei grandi e piccoli network sono di un’altra dimensione rispetto a quelli delle reti nostrane, una differenza che i telespettatori ripagano visto che circa il 19% del pubblico guarda gli episodi delle serie tv diffusi sui siti ufficiali delle reti – in Italia televisioni grandi e piccole ancora considerano (nel 99% dei casi) il web come un nemico, non solo quando i contenuti sono diffusi dagli utenti su piattaforme tipo YouTube, ma anche quando i contenuti sono diffusi in maniera ‘ufficiale’.

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