Il video della caduta dello stuntman morto sul set di “Vite sospese”

Il video della caduta dello stuntman morto sul set di “Vite sospese”

Inchiesta aperta per la morte dello stuntman sul set di "Vite sospese"

    Il video della caduta dello stuntman morto sul set di “Vite sospese”

    La morte di Niccolò Ricci, lo stuntman che ha perso la vita interpretando il ruolo di un operaio edile vittima di un’incidente sul lavoro, ha scosso il mondo delle produzioni fictional italiane. “Non si può morire per due soldi”, dicono i familiari, mentre si cerca di capire la dinamica dell’incidente. E spunta un video girato con in telefonino, in alto nel servizio del TG5.

    Morti bianche” il titolo della puntata della serie Vite Sospese che si stava girando giovedì scorso presso le acciaierie Falck di Sesto San Giovanni (Mi), “morte bianca” quella che ha tolto la vita allo stuntman trentenne, impegnato in un volo da un’impalcatura con la quale avrebbe dovuto solo simulare un incidente sul lavoro. Una tragica combinazione di cui gli inquirenti stanno cercando le cause.
    Le indagini sono condotte dalla Procura di Monza che ha aperto fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti. A disposizione della Procura, giudata dal procuratore Antonio Pizzi, le cassette nelle quali sono state riprese le scene girate in giornata, compresa quella fatale che è costata la vita al trentenne torinese.

    Secondo un testimone, Ricci si sarebbe sbilanciato all’indietro al momento del lancio e questo errore gli sarebbe stato fatale, facendogli così battere la testa contro uno spuntone metallico dell’impalcatura. Di certo Niccolò Ricci non era alle prime armi, visto che da ben sette anni lavorava per l’agenzia romana Cinestar, specializzata nella “fornitura” di controfigure alle produzioni tv.

    Ci si attendeva un commento ufficiale da parte di RaiFiction, committente della serie, il cui sito è stato offline per molte ore dopo la notizia, e da RaiDue, rete sulla quale dovrà andare in onda Vite Sospese, ma fino ad ora non c’è stato nessun comunicato. Anche la Videomedia Italia, filiale dell’omonima società spagnola che produce il format, non ha rilasciato alcuna nota ufficiale, ma si è limitata a rispondere alle domande dei giornalisti. “Tutta la società è affranta e non si spiega come sia potuta avvenire la tragedia” fanno sapere da Videomedia, che si è però premurata di far sapere, tramite il proprio ufficio stampa, che “i set interni ed esterni sono organizzati in modo appropriato, con tutto il necessario per salvaguardare l’incolumità fisica della troupe e del cast”. L’amministratore delegato, Alessandro Ippolito, si è comunque dichiarato “a completa disposizione della magistratura per le indagini”.

    “Non ci spieghiamo la tragedia se non come una disgrazia più che un incidente - ha poi dichiarato Antonio Alessi, organizzatore generale di Videomedia -. Sul set erano state prese come sempre tutte le misure di sicurezza: c’erano l’ambulanza, i vigili del fuoco, il minimo che possiamo garantire quando lavoriamo. Eravamo nelle mani dei migliori professionisti: Niccolò Ricci, oltre che un amico, era un collega esperto, un ottimo professionista che vorrei fosse ricordato innanzitutto per questo. Faceva lo stunt a tutti gli effetti da cinque anni, ci seguiva dall’inizio e aveva già collaborato con noi in altri film e in altre fiction. La ditta per cui lavorava, Cinestar, rappresenta il meglio che c’è in Italia nel settore. E la scena era stata preparata ampiamente da più di dieci giorni: Niccolò stesso e il suo collega l’avevano provata dalla mattina alle otto”.

    Le riprese della fiction, giunta a metà lavorazione, andranno avanti, anche se ci vorrà un po’ di tempo per superare lo shock. La serie in 18 puntate sarebbe dovuta arrivare sul piccolo schermo a settembre, ora si pensa solo a completare il lavoro con la massima attenzione, in memoria di Niccolò.

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