Il Tg1 dell’era Maccari: aperto a tutti e senza epurazioni

Il Tg1 dell’era Maccari: aperto a tutti e senza epurazioni

Alberto Maccari illustra le linee-guida del suo mandato alla direzione del Tg1: un telegiornale aperto a tutti e senza epurazioni

    Tg1, Alberto Maccari

    Il neodirettore del Tg1, Alberto Maccari, detta le linee-guida del suo breve mandato: nominato direttore ad interim del Tg che fu di Augusto Minzolini, Maccari punta a una crescita degli ascolti (decisamente in calo negli ultimi mesi), a una linea editoriale ‘senza pregiudizi’ politici e a una direzione senza epurazioni.

    In un’intervista rilasciata oggi a Repubblica, Alberto Maccari illustra i punti chiave del suo mandato, che scadrà il 31 gennaio 2012. In questo mese e mezzo di gestione, Maccari cerca essenzialmente di rimettere il Tg1 in carreggiata, sia sul piano dei contenuti che su quelli degli ascolti, in attesa di passare il testimone al nuovo direttore.

    Nella vita e nel lavoro bisogna sempre migliorare: il mio progetto è raccogliere quanto più pubblico possibile, aumentare la qualità del prodotto e degli ascolti: così parlò Maccari all’indomani della sua nomina alla direzione del Tg1, nomina che definisce inaspettata. In effetti mancavano ormai pochi giorni alla sua pensione (fissata per il 4 gennaio) e tutto poteva immaginare salvo che Lorenza Lei puntasse su di lui per un interregno alla direzione del Tg1.

    Io voglio fare un buon giornale, apprezzato da tutti gli italiani senza distinzioni di destra, sinistra o centro, com’è nella tradizione e nella storia del Tg1, dice Maccari che intende evidentemente trascinare fuori dalle secche il Tg1 di Minzolini, in attesa di un nuovo ‘condottiero’. Di certo la redazione potrà vivere un po’ più serenamente nel prossimo mese: Maccari non ha assolutamente intenzione di fare rivoluzioni o imporre diktat, tanto meno procedere con le ‘epurazioni’ che hanno ‘costellato’ il mandato di Minzolini. Non è questo il modo corretto di affrontare il problema – dice il neodirettore – Sono sicuro che saremo tutti insieme a servizio del telegiornale.

    E una cosa è certa: con me nessuno sarà mai espulso dal lavoro.

    Beh, forse una rivoluzione c’è, quella del buon senso.

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