Il Tg1 crolla al 16%, Minzolini non lascia: ‘Colpa della F1′

Il Tg1 crolla al 16%, Minzolini non lascia: ‘Colpa della F1′
da in Augusto Minzolini, Rai 1, TG 1
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    Minzolini_ascolti

    Continua l’emorragia di ascolti del Tg1, che nell’edizione delle 20 di domenica 27 novembre ha raccolto 4.178.000 spettatori per uno share del 16% contro i 5.295.000 (20,41%) del Tg5, con il Tg3 delle 19 risultato il telegiornale più seguito della serata per le reti Rai. Mentre il Comitato di Redazione del Tg1 chiede un cambio di rotta e addebita l’ennesimo crollo alla faziosità del direttore, Augusto Minzolini non intende lasciare il vertice del Tg dell’Ammiraglia Rai, attribuendo il risultato allo scarso traino del programma di commento al Gp della F1. Le polemiche sui suoi ascolti sono frutto di mere strumentalizzazioni politiche: questa la reazione del direttore Minzolini.

    Il Tg1 torna a farsi superare dal Tg5 (era già successo quest’estate) e scoppia la bagarre in casa Rai. I più avvelenati sembrano essere proprio i giornalisti del Tg1, che ieri hanno diffuso una nota di fuoco, firmata dal CdR, contro il direttore Minzolini. E’ il punto più basso nella storia del Tg1. Ed è un delitto annunciato, scrive il CdR del Tg1 dopo aver letto i dati d’ascolto dell’edizione delle 20 di domenica 27 novembre.

    Il CdR non nega il problema dello scarso traino di domenica scorsa, affidato ai commenti post GP di F1 invece che alla consueta Eredità di Conti, ma è convinta delle responsabilità di Minzolini: Basta - scrive il CdR – è ora che l’azienda ci ascolti e non nasconda più la testa sotto la sabbia. Quella del Tg1 è una emergenza dovuta certo a una linea politica, più che editoriale, faziosa e schierata, impressa dal direttore Minzolini che ha fatto perdere al nostro Tg1 una credibilità che deve essere assolutamente recuperata. Così come devono essere recuperate professionalità importanti messe ai margini. Temporeggiare significa solo sperperare soldi pubblici e mettere a rischio posti di lavoro in un momento di crisi. Facciamo di nuovo appello al presidente e al direttore generale perché prendano provvedimenti immediati per rilanciare quello che vogliamo continui ad essere il primo telegiornale italiano.

    Sulla scia del CdR del Tg1 si è schierato gran parte del PD, ma Minzolini non intende fare passi indietro e con un ‘contro’comunicato di fuoco respinge ogni responsabilità, attribuendole alla programmazione di RaiUno e alla strumentalizzazione politica dei suoi detrattori.
    Siamo chiari: non si è mai vista una fiera dell’ipocrisia, della faziosità e tante strumentalizzazioni come in questa occasione, ha risposto sempre a mezzo stampa il direttore Minzolini che si difende snocciolando dati (L’anno scorso questo Tg ha perso una sola volta rispetto alla concorrenza e per ritrovare un’analoga performance bisogna tornare al 1999, un’altra era televisiva) e facendo confronti con il suo predecessore (Nell’interim ha perso 20 volte) e con Gianni Riotta (In due anni ha perso otto volte pur avendo un preserale più competitivo dell’attuale che comincia avere i suoi anni). Le ‘rivendicazioni’ sui suoi ascolti, quindi, manifestano un grado di strumentalità elevato nei commenti negativi di oggi che puntano a creare le condizioni per rimuovere il sottoscritto per ragioni squisitamente politiche.

    Sono anni – continua Minzolini – che il giorno in cui Raiuno trasmette il Gran Premio del Brasile di Formula 1, con annesso l’inutile programma di commenti fine gara, il Tg1 perde la gara di ascolti con il Tg5 perché al posto del traino preserale ha un handicap preserale. E’ successo nel 2009, nel 2010 (unica sconfitta del Tg1 in quell’anno), si è ripetuto quest’anno. Non è avvenuto nel 2007 e nel 2008 solo perché il Gran premio, che cominciava un’ora dopo, finiva a ridosso del tg (per cui era un ottimo traino) e non c’era l’inutile – ripeto – trasmissione di commento. Ebbene quest’anno, forte dell’esperienza maturata, due giorni fa ho posto il problema alla direzione palinsesto, ho insistito, ma non c’è stato niente da fare per cui ho avvertito i dirigenti che andavamo incontro ad una sconfitta annunciata di cui non mi sento responsabile ma semmai vittima.

    Anzi - prosegue il direttore – debbo dire che l’handicap è stato un peso ancor più gravoso del previsto (l’anno scorso dopo il noioso commento era stato inserito un concerto di Biagio Antonacci per le Forze armate) per due motivi: innanzitutto perché l’attenzione per un gran premio di un campionato già deciso da due settimane non poteva che essere bassa nella platea degli spettatori, e poi perché la gara, visto che le classifiche erano già determinate, non ha avuto colpi di scena. Tant’è che alle 19,30 Raiuno faceva segnare un ascolto del 7% salito al’8 poco prima del Tg1. Quelli del Tg1, quindi, sarebbero da considerare ‘ascolti record’: Abbiamo recuperato dieci punti e non sono pochi visto l’affollamento di presenze che c’è nella fascia di programmazione che va dalle 20 alle 20,30. La colpa del calo, quindi, è tutta da attribuire all’inerzia e alla scarsa flessibilità dell’azienda che, seppure avvertita per tempo, non ha trovato una soluzione come quella, ad esempio, suggerita dal sottoscritto di portare la trasmissione di commento su un’altra rete.

    Beh, se questa volta è colpa dell”inutile trasmissione di commento al GP’, il progressivo calo di ascolti denunciato anche dai vertici Rai è da attribuire alla ‘vecchiaia’ de L’Eredità?

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