Il segreto dell’acqua: estorsione della mafia a danni della fiction con Riccardo Scamarcio

Il segreto dell’acqua: estorsione della mafia a danni della fiction con Riccardo Scamarcio

La mafia ha tentato un'estorsione ai danni della fiction Il segreto dell'acqua, produzione di Magnolia Fiction con protagonista Riccardo Scamarcio

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    La mafia ha tentato un’estorsione a danni della fiction ‘Il segreto dell’acqua’ con Riccardo Scamarcio. Che la mafia sia interessata al mondo del cinema e della televisione è cosa ormai risaputa. Tuttavia oggi la giustizia ha trionfato: a Palermo sono state arrestate 41 persone per i reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, interposizione fittizia e anche possesso e uso di armi da fuoco. Di tutto un po’, insomma.

    L’indagine che ha permesso di arrivare all’arresto di 41 persone per mafia e che ha coinvolto ben tre note famiglie mafiose è stata coordinata dal Procuratore aggiunto Antonio Ingroia. A quanto pare Cosa Nostra aveva da tempo messo gli occhi su una nota fiction, andata regolarmente in onda nei mesi passati: stiamo parlando di ‘Il segreto dell’acqua’.

    Come ricorderete, ‘Il segreto dell’acqua’ era interpretata dal nostrano Riccardo Scamarcio, ma anche da Michele Riondino e Valentina Lodovini: erano loro tre i protagonisti di questa fiction. A quanto pare la mafia aveva cercato di intrufolarsi in questa produzione: è questo l’inquietante retroscena che è emerso da un’operazione antimafia che la Polizia ha messo in piedi e che ha permesso di arrestare ben 41 persone con capi di accusa importanti come estorsione e associazione mafiosa.

    A quanto emerso dalle prime indiscrezioni, i boss mafiosi di queste tre famiglie del mandamento della Noce avrebbero guidato e manipolato alcune assunzioni sul set della produzione ‘Magnolia fiction‘, tenutasi a Palermo per girare alcune scene. Già all’epoca, però, i responsabili della produzione si erano accorti che qualcosa non andava e aveva prontamente denunciato alle autorità competenti della Squadra Mobile il tentativo di estorsione.

    Quello che i responsabili di ‘Magnolia Fiction’ non potevano sapere, era che all’epoca la loro denuncia era andata a sommarsi a un’indagine ben più vasta che era stata avviata mesi prima dalla Dda di Palermo e che aveva già intercettato alcuni esponenti di spicco di queste cosche mafiose.

    A questi 41 arrestati vengono contestati per il momento svariati reati, che vanno da quello base di associazione mafiosa, all’estersione, all’interposizione fittizia, al traffico di stupefacenti, al possesso e uso di armi da fuoco. Insomma, non si sono certo fatti mancare niente. Come accennavamo prima l’indagine è il frutto di un coordinamento fra il Procuratore aggiunto Antonio Ingroia e i pm Lia Sava, Francesco Del Bene e Gianluca De Leo.

    Grazie a delle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori durante questi mesi sono riusciti piano piano a ricostruire i vertici di queste cosche, arrivando a stabilire addirittura l’intero organigramma delle tre famiglie mafiose del mandamento della Noce, cioè quella dal medesimo nome, quella di Altarello e quella di Cruillas-Malaspina. Sono poi anche stati identificati gli esattori del pizzo che i clan mandavano presso imprenditori e commercianti dei quartieri da loro controllati per esigere la riscossione delle estorsioni. Solo poche di queste vittime hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi subiti, collaborando così con gli investigatori.

    Su questa intera vicenda ‘Magnolia Fiction’ potrebbe fare un’altra serie televisiva o magari un bel film, chissà, magari con protagonista proprio lo Scamarcio nazionale.

    Articolo a cura di Manuela Chimera

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