Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend, gli ospiti rischiano di ‘ingabbiare’ Fiorello

Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend, gli ospiti rischiano di ‘ingabbiare’ Fiorello

La seconda puntata de Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend

da in Fiorello, Il Più Grande Spettacolo Dopo il Weekend
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    Seconda puntata della trasmissione Il più grande spettacolo dopo il weekend

    Se lunedì scorso l’ansia da prestazione di Fiorello era da attribuire al ritorno su RaiUno, questa volta a far mancare la salivazione allo showman siciliano nei primi minuti della seconda puntata de Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend deve aver contribuito lo straordinario risultato d’ascolto della scorsa settimana, che ha visto la colonnina dell’Auditel attestarsi su una media di 10 mln di telespettatori e uno share del 40% circa. Fiorello, però, si riprende, nonostante questa sia stata una puntata a nostro avviso più faticosa della precedente: la presenza di due ospiti internazionali ha rischiato di far piombare su #weS (com’è chiamato ‘affettuosamente’ su Twitter) l’effetto Festival di Sanremo. La prima parte ne ha un po’ risentito, ma Fiore ha resistito.

    Scaletta più rigida e palpabilmente più ‘presente’ ieri sera rispetto al debutto, che sembrava scorrere di più sulla scia dell’improvvisazione e della leggerezza. La partecipazione dei Coldplay ha appesantito la prima parte dello show: bravi sì nella loro esibizione sul set in stile Roma antica (bellissimo l’effetto tv a casa, con luci e regia davvero avvolgenti), ma meno disposti di altri a ‘fare da spalla’ a Fiorello, pur accettando – fuori scaletta – di duettare con Enrico Cremonesi. Per quanto limitata da Fiore, si è percepita la senzasione dell’ospite ingombrante in stile Sanremo.

    Meglio con Bublé e non solo per la miglior disposizione d’animo del cantante canadese, avvezzo in patria a far da mattatore negli One Man Show, ma soprattutto per la trovata di introdurre un ‘personaggio’ inedito, il Fiorello trombettista, che fa da agente disturbatore in uno scambio che – causa ‘difficoltà linguistiche’ – poteva risentire dei tempi morti della traduzione. Da qui la scelta del ‘linguaggio universale’ della musica, capace di scatenare l’effetto comico (con le mille stonature di Fiore) anche senza l’ausilio del dialogo.



    Superato lo scoglio dei super-ospiti internazionali, ci si è messa anche una Laura Chiatti forse ‘intimidita’ dall’idolo della sua adolescenza a rendere la vita difficile a Fiorello, che se l’è ‘cavata’ concentrando su di sé il peso dello sketch a base di vampiri e Twilight messo su per dare un senso alla presenza della Chiatti, notata più per la sua gonnellina plastificata che per la ‘brillantezza’ della sua performance.



    Insomma, per gran parte della prima metà della puntata, Fiorello non ha ‘potuto’ contare su delle ‘spalle’ all’altezza, ma non per questo si è fatto trascinare nel gorgo della noia: è riuscito a uscirsene più volte, incasellando appena possibile monologhi e ‘omaggi’ alla satira politica. L’inizio con Ciao Ciao Ministri e con il Governo Monti in bianco e nero fa il suo effetto in apertura di puntata (qui i video).

    Il meglio, però, viene alla fine, quando Fiore si lascia finalmente andare con la parodia di X Factor e con l’imitazione di Salvo Sottile a Quarto Grado.
    Insomma, Fiore deve aver sentito più della scorsa volta la responsabilità della gestione dello show e soprattutto dei suoi tempi: la scaletta ridotta di un quarto d’ora e la presenza dei Coldplay con la loro esibizione live da cineteca lo hanno ‘frenato’, o almeno questa è stata la sensazione. Come anche per Sanremo – anhe se il paragone è decisamente azzardato – meglio giocare in casa.

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