Il più grande: Francesco Facchinetti fa autocritica

Il più grande: Francesco Facchinetti fa autocritica

in una recente intervista a Visto Francesco Facchinetti ha ammesso il flop del suo nuovo programma, il più grande italiano di tutti i tempi

    Questa sera nella prima serata di Rai Due andrà in onda la quarta e ultima puntata de Il più grande (Italiano di tutti i tempi), programma di scarso successo, sia di pubblico che di critica, a cui però il direttore di rete Massimo Liofredi ha voluto comunque dare fiducia. Lo ha fatto forse più per il conduttore Francesco Facchinetti decisamente a suo agio sul palco di X Factor ma fuori luogo e inadeguato su quello de Il più grande. È lo stesso ex Dj Francesco a confessarlo a Top: “il programma non è nelle mie corde”.

    Insomma meno male che l’agonia de Il più grande (italiano di tutti i tempi) sta per finire: il programma, in onda alle 21.05 su Rai Due, non ha riscosso il successo sperato e sin dalla prima puntata sono emerse molte carenze. Nonostante questo è riuscito ad arrivare alla quarta e ultima puntata prevista (grazie all’iniezione di fiducia del direttore Massimo Liofredi) e così stasera si scoprirà chi tra gli illustri personaggi rimasti in gara (Caravaggio, Colombo, Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Enrico Fermi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Galileo Galilei, Anna Magnani, Laura Pausini, Luigi Pirandello, Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Totò) sarà proclamato il più grande italiano di tutti i tempi.

    Francesco Facchinetti però, prima della sua ultima fatica, ha espresso tutta la sua delusione per l’andamento della trasmissione facendo allo stesso tempo autocritica per lo scarso successo ottenuto dopo il clamore di X Factor.

    Il programma non è nelle mie corde, perché è un talk show e io sono piuttosto enfatico e pomposo” ha dichiarato il conduttore nell’intervista rilasciata a Top in cui ha anche confessato l’errore più grande che ha commesso insieme agli autori: modificare il format originale, “decisamente incentrato sulla cultura”, per dargli “invece più l’aspetto del varietà”.

    Colpa della “foga tutta italiana di riempire sempre con canzoni, grandi ospiti e petardi.

    Cose che alla fine dei conti non servono proprio a nulla, se non c’è la situazione – ha spiegato –. Dovevamo partire un po’ più tranquilli, per poi aumentare il tiro in corso d’opera. Alla fine della prima puntata – ha continuato Facchinetti – mi sono arrabbiato anche perché ho notato tante carenze, partendo dall’audio e passando dalla presentazione, dai video, dalle luci e dalla regia”.

    Insomma il programma non è nato sotto una buona stella, ma perlomeno ha avuto più fortuna di altri visto che non è stato chiuso anticipatamente. E siamo contenti che Francesco accetti le critiche e le ritenga costruttive (“alcuni giorni ricevi carezze ed elogi, cosa che mi succedeva da due anni, altri, invece, prendi degli schiaffoni”), perché anche e soprattutto grazie agli errori si cresce e si matura professionalmente.

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