Il PD prepara un esposto all’Agcom per lo speciale Matrix

Il PD prepara un esposto all’Agcom per lo speciale Matrix

Il PD prepara un esposto all'Agcom per lo speciale Matrix: polemica per break pubblicitari diversi per le due interviste

    Veltroni e Berlusconi allo Speciale Matrix

    Lo Speciale Matrix di venerdì sera ha conquistato l’Auditel, ma il Partito Democratico sta preparando un esposto all’Autorità Garante per le Comunicazioni per delle “irregolarità” riscontrate nel corso della trasmissione. Oggetto del contendere un break pubblicitario di 90 secondi durante l’intervento di Berlusconi, non conforme a quello da 4 minuti andato in onda nella prima parte dedicata a Veltroni.

    Il PD protesta per la disparità di trattamento: la pubblicità che ha interrotto Veltroni è stata più lunga di quella che ha inframmezzato l’intervista di Berlusconi. Ermete Realacci, responsabile comunicazioni del Pd, ha sollevato dalle responsabilità la redazione del programma, ma è intervenuto per sottolineare la “stranezza“, segno, a suo avviso, di scarsa attenzione e poco rispetto delle regole. Intanto, il capogruppo del PD in commissione di Vigilanza, Fabrizio Morri, presenterà un esposto all’Agcom per sollecitare l’Autorità a verificare eventuali violazioni dell’obbligo di parità di trattamento e del rispetto della legge sulla par condicio. “Non sfugge a nessuno – sostiene Morri – che questo evento ha comportato sicuramente un danno per Veltroni e un vantaggio per Berlusconi in relazione agli ascolti“.

    Già, gli ascolti. Anche quelli sono stati “usati” dai Partiti quasi fossero sondaggi elettorali o, ancor peggio, exit poll. I dati diffusi ieri dall’Auditel hanno indicato che la trasmissione ha raccolto, nella media tra le due parti, 5.839.000 spettatori con il 24,26% di share, il miglior ascolto di sempre per la trasmissione di Enrico Mentana.
    Nel dettaglio la prima parte, iniziata alle 21.20 e terminata alle 22.15 con un break alle 21.50, che ha visto protagonista Walter Veltroni ha avuto 5.516.000 spettatori con il 21,2% di share.
    Più alta la quota di pubblico per Silvio Berlusconi, entrato in studio alle 22.13 per rimanerci fino alle 23.08, orario che comprende il siparietto sulle schede elettorali con Mentana: 6.118.000 spettatori con il 27,6% di share. Inutile dire che il picco di ascolto è stato raggiunto in chiusura, alle 23.07, proprio nel momento culminante dello scambio tra il candidato del PdL e il conduttore che cercava di zittirlo, che ha totalizzato il 35,4% di share con 6.831.000.

    Come da tradizione tutta italiana sono immediatamente partite, da ambo le parti, puntualizzazioni e analisi dettagliate delle curve d’ascolto con le quali si è cercato di dimostrare che, alla fine, nessuno ha perso. Il team di Veltroni ha subito evidenziato il diverso traino avuto dalle due sezioni di trasmissione, sostenendo che Veltroni, al momento del suo ingresso in studio, ha potuto contare su una platea di 4 milioni di spettatori (share del 17.68%), residui del crollo successivo al termine di Striscia la Notizia (6.632.000, share 26,6%) finora – televisivamente parlando – considerato il miglior traino possibile. Al contrario il leader del PD avrebbe lasciato in eredità all’avversario oltre 6 milioni di spettatori, lanciandolo così verso la “vittoria” tv.

    A prescindere dai dati, dalle curve, dai rilevamenti e via dicendo, ci sembra francamente assurdo servirsi di un dato d’ascolto (condizionato dalla serata, dalle fasce di età, dall’emittente, dalla controprogrammazione, dalla fascia oraria etc. etc.) per stabilire un risultato politico: un dato Auditel non può essere letto come espressione della volontà elettorale né è ammissibile che intorno ad esso nasca una polemica volta a dimostrare il maggior o minor valore di un candidato. Abbiamo l’”impressione” che si sia ormai superata la soglia del ridicolo. Del resto la disparità del dato era implicita nella scelta di entrare in studio l’uno dopo l’altro: la soluzione c’era, un bel confronto in diretta, un faccia a faccia che invece nessuno ha voluto. Complimenti.

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