Il Grande Fratello ha saltato lo squalo?

Il Grande Fratello ha saltato lo squalo?

L'Avvenire dichiara chiuso il ciclo del Grande Fratello: "Il GF è finito, mandate tutti a casa"

    GF11 Nathan Lelli espulsione

    Dopo aver celebrato i suoi dieci anni con un’edizione a base di Principi sgrammaticati, pitbull dal cuore tenero irretiti da una ‘virago’ tatuata che strizza l’occhio a una sexy coniglietta di Playboy, il Grande Fratello avrebbe chiuso coerentemente il suo ciclo, iniziato con una decina di spauriti ragazzi alle prese con un programma sconosciuto, spacciato per un esperimento socio-tv che delineò Pietro Taricone, giovane scaltro e sfacciato ma dallo sguardo ingenuo, il prototipo del concorrente ‘perfetto’, ‘O Guerriero da reality. E invece il GF ha voluto insistere, regalandoci una delle edizioni più brutte della sua storia, dominata dalle esplulsioni per bestemmia. Il GF ha definitivamente saltato lo squalo?

    Stando alle veementi proteste che settimanalmente riempiono le pagine dei giornali, il GF ha toccato il fondo. E’ quel che sostengono (a dire il vero da anni) le principali associazioni dei consumatori, UNC e Aiart (associazioni dei cattolici) in testa, cui si è recentemente aggiunto senza giri di parole anche l’Avvenire, quotidiano del Cei.

    Proprio l’Avvenire in questo giorni ha scagliato l’ultimo anatema, seguito al terzo caso di bestemmia in 100 giorni (quarto se si considera il giallo che riguarda Guendalina) che ha visto la squalifica (immediata questa volta) di Nathan Lelli: “Non ci sono più alibi. Non ci sono più scuse. Il Grande fratello è arrivato a fine corsa. E’ finito” scrive senza appello il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana.

    L’analisi travalica la questione bestemmia e l’Avvenire si scaglia contro Mediaset, contro quell’editore che aveva cercato di dare un segno importante eliminando, anche se con ritardo, Pietro, Matteo e Massimo e che ha spinto per l’allontanamento immediato di Nathan: “Finché fa ascolti, dicevano produttori e dirigenti Mediaset, va tenuto. E così hanno finto di non vedere che diventava ogni anno più volgare, più finto, più sbracato. Fino all’orrenda raffica di bestemmie che ha costellato quest’edizione“.

    L’Avvenire continua: “‘Non è colpa nostra se i laureati e le persone di un certo tipo vengono bocciate dal pubblico’ si è ‘giustificata’ l’altro giorno la presentatrice Alessia Marcuzzi. Invece è proprio vero il contrario: questa deriva, fatta a fini dell’Auditel, è colpa del programma.

    E’ il segno di una precisa selezione fatta verso il basso. E il risultato è una tv indegna, non più tollerabile. Il Grande fratello è finito: mandate tutti a casa“.

    Giusta e condivisibile la protesta dell’Avvenire contro l’assurda difesa d’ufficio del GF, esposta a mezzo Marcuzzi: il casting non lo fa certo il pubblico e i nominabili sono sempre indicati dagli autori. Questo rende le scelte dei concorrenti assolutamente limitate, e ancor più limitata è la possibilità del pubblico di far fuori i personaggi meno tollerati. Basti considerare che col trucchetto dell’immunità mensile (una vera follia targata GF 11) il reality si è assicurato un mese di questioni di bassa lega tra Davide e Rosa (e appena ha potuto il pubblico ha evitato l’ingresso dell’ex di Rosa, Agostino, che avrebbe reso ancora più irrespirabile l’aria nella casa), senza considerare quel che è stato capace di fare con la storyline tra Pietro e Guendalina, facendo piombare in casa la fidanzata del toscano, Ilaria Natali. E invece di stendere un velo pietoso sul comportamento piuttosto discutibile del toscano, tra i principali fomentatori di liti nella casa, ha deciso di ‘consacrarlo’ con l’intervista più lunghe finora concessa a un ex concorrente: una vera e propria riabilitazione, arrivata due settimane dopo la squalifica. Giusto il tempo di far calmare un po’ le acque… Questo ovviamente non vale solo per lui: una serie di atteggiamenti, frasi, azioni su cui sarebbe dovuto intervenire con una qualche forma di rimprovero formale è stata sistematicamente ignorata dal Gf, attento solo a sfruttarla a favor di Auditel.

    Personaggi di bassa lega, discussioni di infimo ordine, clima da guerra civile, ferma intenzione da parte degli autori di ‘ravanare nel torbido’ e più torbido è più ci si sguazza: l’Avvenire ha ragione, non sono cambiati solo i ragazzi in questi 10 anni, non è cambiato tanto il pubblico, quanto il reality, che ha così trasformato il suo ‘regolamento’ da essere ormai una succursale del peggior Uomini e Donne (e chiediamo scusa alla De Filippi per l’indegno paragone), del più triviale contenitore pomeridiano, del più sterile talk sul tradimento… E dire che solo due anni fa si seguivano le storie di Ferdi Berisha e di Marcello Torre Calabria. Che il declino sia iniziato proprio con la 10ma edizione?

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