Il governo azzera il beauty contest, presto asta pubblica per la vendita delle frequenze tv

Il governo azzera il beauty contest, presto asta pubblica per la vendita delle frequenze tv

Il governo ha azzerato il beauty contest

    UGL   Terzo congresso federale

    Niente da fare per Mediaset & co, nessuna frequenza televisiva verrà regalata alle televisioni. Come ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera: ‘Il beauty contest verrà azzerato‘. Tra nove giorni scadrà la pausa di riflessione che il governo si era preso per riflettere sulla questione abbastanza delicata delle frequenze tv, ma il ministro Passera ha già deciso il da farsi e ha spiegato come avverrà l’assegnazione: ‘La prossima asta sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse‘. Un’asta pubblica e le frequenze, in sostanza, vanno divise, un ottimo segnale dal governo che significa la riapertura dei giochi e un segnale dall’alto che il mercato della tv non è un’oligarchia.

    La decisione del governo Monti farà discutere i sostenitori del beauty contest, in primis Mediaset. L’ipotesi più accreditata è che la banda larga 700 – ambita dagli operatori del Web perché una rete super rapida – sarà messa all’asta per tre anni, fino, al 2015, anno in cui l’Onu ha stabilito che lo spostamento delle reti televisive all’accesso a Internet. Il futuro, dunque, sarà oggetto di questa asta, ma come avverrà ? Le frequenze tv – definite dal ministro a gennaio ‘bene pubblico’ – verranno divise. Si punta a introdurre regole diverse in funzione di alcune prese di posizione internazionali e di un’apertura del mercato verso soggetti diversi da quelli puramente televisivi. Le compagnie telefoniche – Tim, Vodafone, Wind e 3 – si sono tirate fuori. Spetterà, poi, ad Agcom il compito di decidere i tempi e le modalità di partecipazione all’asta.

    Azzerato dunque tutto ciò che aveva stabilito qualche mese fa il governo Berlusconi, il beauty contest voluto dall’allora ministro Paolo Romani, in poche parole la concessione gratuita dei canali a chi aveva già i requisiti, in poche parole un modo per allontanare l’ingresso di Sky nel digitale terrestre e per favorire Mediaset.

    Un’assegnazione che avrebbe favorito i soliti noti e in primis Mediaset. Finita l’era Berlusconi, dopo l’insediamento del governo Monti, il neo-premier e il superministro Corrado Passera avevano, prima, manifestato qualche dubbio sul beauty contest per poi sospenderlo. Il tempo di riflessione che il governo aveva deciso di prendere a gennaio è finito, e prima ancora della scadenza, è arrivata la notizia dell’asta. L’incasso per lo Stato per quest’asta ammonterebbe a 1-1,2 miliardi di euro. Sappiamo già che la decisione del governo Monti farà discutere e che Mediaset sarà una delle reti che gradirà meno la fine del beauty contest.

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