Il dibattito si farà, ma i quindici candidati sfuggono il duello

Il dibattito si farà, ma i quindici candidati sfuggono il duello

    veltroni berlusconi

    Stabilito che un dibattito ci sarà, resta da vedere chi parteciperà al duello previsto per l’11 Aprile in prima serata su Rai Due: al già annunciato forfait di Silvio Berlusconi, che ha spiegato come la vera sfida tra lui e Walter Veltroni sarà alla trasmissione Matrix su Canale 5, condotta da Enrico Mentana, “che ha previsto 45 minuti per ciascuno l’ultimo giorno”, si aggiungerà infatti Veltroni, che il giorno dopo l’annuncio della Commissione di Vigilanza ha fatto sapere che “Così com’è stata organizzata, la trasmissione non è utile ai fini elettorali: mettere insieme 15 candidati tutti in uno studio sarebbe come una sequenza di urla tanto più nocivo per cittadini quanto lontano da ciò che abbiamo fatto nella nostra campagna elettorale”.

    Questo non significa che il duello tra i due maggiori competitor non si ci sarà (anche se i giorni ormai scarseggiano): ancora una volta Veltroni si è detto disponibile “a un confronto tv con il Cavaliere anche sulle sue reti, dove vuole. Uno può dire che non lo vuole fare il dibattito, ma non può dire una cosa non vera al Paese. È stato detto che non si può fare perché c’è la par condicio: non è assolutamente vero, si è fatto il dibattito tra Casini e Bertinotti, perché non si dovrebbe fare tra Veltroni e Berlusconi?”. La disdetta dei due leader di PD e PDL non va già ai cosiddetti piccoli (anche se Daniela Santanché, Casini e Bertinotti devono ancora decidere, ndr), che secondo le ultime rilevazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, relative al periodo dal 27 marzo al 2 aprile, registrano, in materia di par condicio, un divario incolmabile negli spazi loro riservati rispetto a quelli dei due maggiori partiti: Cesa, UDC, definisce l’evitare il confronto come “l’ennesimo inciucio tra i Berlusconi e Veltroni, da noi definito Veltrusconi, che porta ad un fatto negativo”, mentre Bertinotti parla di “un duopolio in tv che è una metafora di quello politico, ce ne basta uno. Quando ci sono due televisioni e una è commerciale, il servizio pubblico diventa come quello commerciale. Ci vuole una sinistra che rompe i giochi e che porti nella politica le istanze dei lavoratori”. Enrico Boselli, che aveva abbandonato Porta a Porta per protestare contro una campagna elettorale che “si svolge con regole truccate dove i partiti minori non hanno la giusta visibilità”, questa volta ci sarà: “Il confronto, dice in riferimento a Berlusconi, è controproducente per chi ha tre televisioni a disposizione.

    Per me, che devo fare le denunce all’Agcom per avere degli spazi minimi, questa è un occasione da non perdere e soprattutto un’occasione di confronto utile. In democrazia il confronto tra le idee non può mai essere svantaggioso per nessuno, sopratutto se si guarda all’interesse degli elettori e non a quelli propri o di partito. Quindi – conclude Boselli – io ci sarò e sarei felice se ci fosse anche Walter Veltroni”. In mezzo a 15 litiganti, chi certo non gode è Bruno Vespa, che sicuramente pensava ad un boom di ascolti soprattutto grazie a “Veltrusconi”: senza contare che il padrone di casa dovrà tenere conto nella rigidità delle regole della par condicio, e contemporaneamente tenere a freno gli animi di almeno una decina di aspiranti candidati a Palazzo Chigi…in bocca al lupo!

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