Il Commissario Montalbano torna nel 2013; la Rai voleva ‘tradirlo’

Alla vigilia dell'ultimo flim tv del ciclo 2011 de Il Commissario Montalbano, L'Età del Dubbio, si svelano alcuni retroscena del rapporto tra Rai e Montalbano

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    Manca poco alla messa in onda dell’ultimo flim tv del ciclo 2011 de Il Commissario Montalbano, L’Età del Dubbio, e già si avverte la nostalgia per Vigàta e per le vicende del commissario Salvo. A lenire il dolore della ‘separazione’ per fortuna è giunta la notizia della messa in produzione di altri quattro episodi tratti dai libri di Andrea Camilleri, che saranno trasmessi su RaiUno nel 2013. Intanto Carlo Degli Esposti, gran capo della Palomar - la casa di produzione cui si deve la serie più amata della fiction italiana – rivela alcuni retroscena della storia di Montalbano in tv.

    Alcuni dirigenti della Rai mi invitarono a ‘tradire’ la struttura del romanzo per conquistare più facilmente il successo tv… è una cosa che con lo sceneggiatore Bruni ci siamo sempre rifiutati di fare, puntando invece alla fedeltà del testo“: così Carlo Degli Esposti, ospite della puntata di sabato scorso di Tv Talk, ha raccontato i primi passi del commissario Montalbano nel mondo della fiction Rai, di cui è diventato fin dal primo episodio, datato 1999, uno dei suoi titoli più fortunati.

    Una serie che non è difficile definire ‘atipica’ per le ambientazioni, per l’uso del dialetto, per le storie narrate, anche per la scelta di non tradire il personaggio letterario se non nell”identikit’, che ha trasformato il baffuto e ‘capellone’ commissario letterario (ormai sulla soglia dei 60 anni), in un aitante e sensuale 40enne che di fatto ha fisicamente poco in comune con il suo alter ego ‘cartaceo’. Un azzardo vincente, che ha portato a un’identificazione magari pericolosa per l’attore Luca Zingaretti, ma che ha contribuito al successo di un ciclo che miete successi anche all’estero.

    Il Commissario Montalbano, infatti, è tra i titoli fictional più venduti sul mercato estero: ha conquistato la Germania, la Gran Bretagna, i paesi scandinavi arrivando fino in Australia e si prepara a sbarcare perfino negli Usa, nonostante l’oggettiva difficoltà dell’adattamento linguistico, difficile da rendere al di fuori dei confini italiani. Ciò nonostante, Il Commissario Montalbano è uno dei maggiori successi di vendite della Rai, che rischia di far impallidire anche il fenomeno (tutto anni ’80) de La Piovra.

    Il segreto sembra riposto non solo nell’assoluta fedeltà ai testi camilleriani (grazie anche alla ‘testardaggine’ di produttori e sceneggiatori), ma anche nella formula produttiva assolutamente inedita, illustrata con semplicità da Luca Zingaretti: “Alla fine non siamo altro che un gruppo di ragazzi, una sporca dozzina, che attende la convocazione del capo, ovviamente Camilleri. Fino a quando ci divertiremo andremo avanti. Fieri e felici del successo“.

    Questa ‘idilliaca’ rappresentazione del set in realtà ‘nasconde’ una ben più complicata ratio contrattuale, che ‘viola’ i più tradizionali standard della produzione fictional italiana. Come chiarisce Degli Esposti, i contratti con artisti e tecnici si firmano solo prima di ogni ciclo: “È la serie più longeva dal dopoguerra – dice con orgoglio il capo di Palomar - ed è l’unica serie nella quale nessuno si è mai impeganto per più delle puntate previste dal progetto, senza condizionamento contrattuale“.

    Una libertà produttiva e artistica difficile da trovare nel panorama fictional italiano, una libertà che evidentemente fa sì che tutto il gruppo viva le serie di Montalbano non come una costrizione ma come una ‘rimpatriata’. E tutto questo traspare e conquista il pubblico. Una libertà produttiva in linea con la libertà di spirito del Commissario, così come tratteggiato da Camilleri e portato sul piccolo schermo da Luca Zingaretti e dalla impagabile squadra della Palomar.

    E a proposito dei nuovi quattro titoli anticipati qualche giorno fa da Fabrizio Del Noce, Degli Esposti inizia a fornire alcuni dettagli. “Inizieremo, in questi giorni, a lavorare al romanzo Il sorriso di Angelica, già uscito nelle librerie” dice Degli Esposti che poi aggiunge: “Quanto agli altri romanzi da cui trarre i nuovi episodi Camilleri ha comunicato a me e a Luca Zingaretti che ha altri due libri in scrittura, rassicurandoci sulla possibilità di averne un quarto al più presto. Ma sappiamo poco dei nuovi soggetti, i titoli li decide solo Andrea Camilleri e non lo ha ancora fatto. Ci dà la possibilità di accedere ai suoi scritti solo quando lo decide lui“. In realtà qualcosa l’abbiamo già anticipata, visto un nuovo volume è in uscita a maggio (Il Gioco degli Specchi), mentre per altre tre storie sono noti solo i ‘titoli provvisori’.

    Slittano, però, le date della messa in onda: se Del Noce aveva parlato di un ritorno di Montalbano su RaiUno già nell’Autunno 2012, Carlo Degli Esposti ragiona piuttosto sul 2013: “Impiegheremo un anno per realizzare i nuovi quattro episodi – dice il capo della Palomar - Inizieremo le riprese nel 2012 e quindi andranno in onda nel 2013“.

    Non ci resta che sintonizzarci questa sera su RaiUno per seguire L’Età del Dubbio e salutare il Commissario: speriamo che si tratti davvero un arrivederci e che l’attesa di un nuovo incontro non duri troppo.