Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? su Rai Uno il 30 settembre

Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? su Rai Uno il 30 settembre

Il caso Enzo Tortora - Dove eravamo rimasti? partirà su Rai Uno domenica 30 settembre, non senza aver prima scatenato polemiche tra i famigliari del protagonista

    Il caso Enzo Tortora Dove eravamo rimasti

    Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? andrà in onda domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre su Rai Uno e promette scintille: la miniserie televisiva avrà come protagonista un uomo che, all’apice della sua carriera televisiva, perse tutto a causa dell’accusa di affiliazione alla Nuova Camorra Organizzata. Fama, libertà, affetto, Enzo Tortora perse tutto, quel 17 giugno. Era il 1983, e nessuno avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe stato trasportato nel carcere di Regina Coeli, dove passò i sette mesi più brutti della sua vita. Come soltanto i grandi uomini sono in rado di fare, Tortora riuscirà a trasformare l’accaduto in una opportunità per il cambiamento: la sorella Anna, interpretata da Carlotta Natoli, e le figlie Silvia e Gaia, i cui panni saranno vestiti, invece, da Eugenia Costantini e Blu Yoshini, oltre alla compagna Francesca (Bianca Guaccero) riusciranno a stargli vicino, non soltanto nella lotta all’ingiustizia subita, ma anche in una incredibile battaglia, quella di migliorare le condizioni di detenzione dei carcerati (una lotta che ‘non è contro la giustizia, ma per la giustizia’, queste le sue parole).

    Con l’appoggio di Raffaele Della Valle (Thomas Trabacchi) e dell’avvocato Dall’Ora (Luigi La Monica), e forte anche delle porte in faccia ricevute da moltissimi amici, Tortora è riuscito a far valere le proprie opinioni e a trionfare, grazie all’appoggio dei Radicali, in quel periodo interessati – come oggigiorno, del resto – a rendere vivibili le carcerci (strumento che, in Italia, non è punitivo – vale la pena ricordarlo – ma riabilitativo).

    Tortora sarà eletto deputato europeo, ma, nonostante tutto, deciderà di rinunciare all’immunità parlamentare per affrontare la giustizia direttamente, senza sotterfugi e con tanta tanta determinazione: l’onestà alla fine trionfò e, seppur in condizioni fisiche e psichiche provate, Enzo ebbe la meglio sulle accuse dei pentiti e su una difesa sempre più inconcludente. Nel settembre 1986 il giudice Mariani – interpretato da Enzo Decaro – lo assolse con piena formula e lui, tornato al lavoro, saluterà il pubblico di Portobello con una frase che dà il titolo al film: ‘Dunque… Dove eravamo rimasti?‘.

    La fiction parte tra le polemiche: ‘Mio padre strumentalizzato’

    Prodotta dalla Italian International Film di Fulvio Lucisano in colloborazione con Rai Fiction, per la regia dello stesso Ricky Tognazzi, che interpreterà Enzo Tortora, la fiction non piace per niente ai familiari di questo eroe che tanto manca al Nuovo Millennio. A spiegarlo, la produttrice Paola Lucisano al quotidiano Il Corriere della Sera:

    Effettivamente, Silvia non condivideva fino in fondo la necessità di portare avanti questo progetto, nel timore che la vicenda del padre venisse strumentalizzata. Ma noi abbiamo accolto tutte le loro richieste, anche quella di affidarci soprattutto, come abbiamo fatto, al libro Fratello segreto scritto da Anna Tortora, la sorella di Enzo che gli è sempre stata vicino, piuttosto che ad Applausi e sputi scritto da Vittorio Pezzuto. Poi abbiamo inviato alle figlie l’ultima stesura della sceneggiatura, dopo di che non abbiamo più avuto loro riscontri‘.

    Lo stesso Tognazzi è in difficoltà:

    Contatti con la famiglia ci sono stati anche prima della lavorazione. Le figlie avevano paura che il film potesse diventare il pretesto per l’ennesimo attacco alla magistratura.

    D’altro canto fiumi d’inchiostro sono stati scritti su questa dolorosa storia, migliaia di filmati… Scremare tutto questo materiale è stato difficile, per trovare l’essenza della verità. Per quanto mi riguarda, non ho certo puntato su un’imitazione del personaggio, ho solo cercato di calarmi, con discrezione, nei suoi panni, tentando di emulare il suo spirito combattivo, che ha trasformato la sua tragica avventura in un’opportunità‘.

    Alla famiglia non va giù che la vicenda sia stata strumentalizzata. Gaia ne è convinta:

    Immediatamente dopo l’uscita dell’articolo mi è stato inviato in gran fretta il testo. L’ho letto attentamente, ma non mi è piaciuto: è tutta una cosa romanzata che non esiste proprio, che non ha attinenza con la realtà. Ma il signor Tognazzi, a suo tempo, mi aveva risposto che quando si fa una fiction bisogna spingere su determinati aspetti, piuttosto che su altri. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho il dovere di tutelare i sentimenti di riservatezza di mio padre e soprattutto la sua verità. Non so nemmeno se la guarderò in tv‘.

    Parte tra le polemiche, ma promette grandi sorprese e due serate davvero intense, questa serie tv. Siete pronti?

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