Il canone RAI nel 2008 sarà di 106 Euro, polemiche

Il canone RAI nel 2008 sarà di 106 Euro, polemiche

L'aumento del canone Rai 2008, polemiche

    Paolo Gentoli Canone Rai 2008

    Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni ha firmato il decreto che fissa a 106 euro l’ammontare del canone Rai per il 2008, il 2% in più rispetto a quello pagato quest’anno. L’aumento del canone ha generato le immancabili polemiche da parte degli esponenti dell’opposizione e dell’Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Telespettatori).

    Al comunicato che annunciava l’aumento del canone Rai sono state diverse le reazioni da parte di esponenti dell’opposizione.

    Davide Caparini, capogruppo della Lega in commissione Trasporti e comunicazioni alla Camera ha dichiarato che “Il canone Rai non va pagato: in un moderno stato liberaldemocratico l’obiezione ad imposte inique è un diritto, ancor più quando, come nel caso del canone Rai, è la legge stessa a prevederlo”. Caparini ribadisce che “L’aumento del canone Rai è l’ennesima conferma che le sinistre al governo significano più tasse per tutti. Il canone – aggiunge il capogruppo leghista – è un balzello ingiusto, perché colpisce indiscriminatamente e non in base al reddito, oltre che inutile, perché dovrebbe mantenere quello che chiamano servizio pubblico, ma che in realta’ e’ uno scandaloso disservizio”.

    Paolo Romani, vice presidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera e componente della commissione di Vigilanza Rai ha definito l’aumento del canone inopportuno in quanto esborso che si va a sommare alle altre mille tasse che gli italiani sono sìcostretti a pagare.

    Non poteva ovviamente mancare la replica di Giorgio Merlo, esponente del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai: “L’aumento del canone di 2 euro non appartiene alla polemica politica e non può essere grossolanamente strumentalizzato. Semplicemente – spiega Merlo – allinea il canone al tasso di inflazione, come previsto dall’art.

    47 del testo unico sulla televisione. Semmai – aggiunge l’esponente del Pd – aumenta l’impegno della Rai per essere sempre di più servizio pubblico e sempre meno rincorsa al modello della Tv commerciale”. Il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai ha poi ribadito il ruolo del servizio pubblico che “resta un vero baluardo di pluralismo, democrazia ed imparzialità”.

    Per quanto mi riguarda mi trovo in linea con quanto espresso dall’Aiart, ossia che oggettivamente l’aumento è modesto ma che la scarsa qualità dei programmi ( e io aggiungo l’abbondanza di pubblicità) non merita nemmeno questo piccolo aumento, anzi, sono d’accordo nel dire che la dirigenza della Rai dovrebbe avere il buon gusto di non chiedere (quantomeno) l’adeguamento del canone. Oltre a questo, riguardo quanto dichiarato da Merlo, non posso non avere i miei dubbi che questo aumento possa in qualche modo aumentare “l’impegno della Rai per essere sempre di più servizio pubblico e sempre meno rincorsa al modello della Tv commerciale”, sinceramente l’impegno in tal senso io non lo noto, ma magari sono io che non colgo bene.

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