Il calcio parlato è in crisi?

Il calcio parlato è in crisi?

Chiudono Le Partite non Finiscono Mai e Controcampo: il calcio parlato è in crisi?

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Ultimo aggiornamento:

    Antonello Piroso e Sandro Piccinini

    Mentre Antonello Piroso annuncia il taglio della rubrica calcistica del lunedì di La7, Le Partite non Finiscono Mai, Sandro Piccinini ventila la cancellazione, nella prossima stagione, di Controcampo. Un segnale piuttosto forte della crisi del calcio parlato sulla tv generalista, vittima di Sky e, a quanto pare, anche della struttura dei palinsesti, troppo sbilanciati a favore delle prime serate.

    Partiamo da La7: Antonello Piroso, responsabile della redazione sportiva di La7 da fine agosto, ha deciso di togliere dal palinsesto Le Partite non Finiscono Mai, la rubrica di approfondimento sul campionato di calcio che ha preso il posto dello storico Processo del Lunedì, di Aldo Biscardi. Nonostante lo stile evidentemente diverso e la notevole preparazione di conduttori e ospiti, Piroso, al quale le idee non difettano, lo ritiene un format superato, troppo simile nella struttura al predecessore. “Possibile che dal 1980, anno di esordio del Processo, i programmi sul calcio siano soltanto con un conduttore, un opinionista, un provocatore e un comico? Per me la formula si è esaurita e mi pare che anche le altre trasmissioni del genere soffrano”: così Piroso ha motivato la sua decisione, analizzando il panorama dell’informazione sportiva: “Sky dà tutto in tempo reale: partite, moviole e commenti. Alle 18 si sa già tutto. I programmi della domenica sera costruiscono il dibattito soprattutto sul posticipo, ma è dura. Figurarsi il lunedì: o fai Biscardi con la sua chiave tra bar sport e avanspettacolo oppure che fai?”. Da qui la scelta di introdurre un nuovo format che partirà a febbraio, su cui però non si sbilancia. Si sa che vuole raccontare il calcio in un altro modo, rivisitando l’esperienza di Sfide, programma cult di RaiTre ideato da Simona Ercolani (passata poi Pupe e Secchioni) e Giovanni Filippetto, che ora fa parte del team di La7. “Punto su un programma diverso, originale, che ci caratterizzi”, dice Piroso, che guarda con interesse allo stile a Sportweek, il settimanale della Gazzetta dello Sport. Titolo ancora da definire, ma la conduttrice è stata scelta: il nuovo programma sarà affidato a Cristina Fantoni, che però dovrà fare a meno delle opnioni di Aldo Agroppi.

    Sul versante Mediaset, Sandro Piccinini vede avvicinarsi la cancellazione dell’edizione pomeridiana di Controcampo, che chiuderà con questa stagione tv.

    Per lui la crisi del calcio parlato è da attribuire alla concorrenza della televisione generalista, non di Sky. Il giornalista, in un’intervista a La Repubblica, elenca con dovizia di particolari la situazione in cui si è venuto a trovare il calcio sulle reti Mediaset. Nell’occhio del ciclone soprattutto i programmi serali, considerato che, come dice Piccinini “non esiste più la seconda serata televisiva. Si parte a ridosso dei posticipi quando su RaiUno o Canale 5 ci sono ancora la De Filippi o la grande fiction. Perché in famiglia dovrebbero interrompere e cambiare canale?”. A questo va aggiunto Calciopoli, che ha raffreddato l’entusiasmo degli italiani, e con esso un paio di campionati completamente rivoluzionati o scontati. Gli ascolti, per Piccinini, potrebbero salire se la trasmissione venisse spostata su Canale 5, ma “all’azienda non converrebbe, invece a quell’ora della domenica insieme a Canale 5 portiamo a casa il 40%. E lì tutto torna. Il punto non sono i pochi spettatori, il punto è il costo spropositato dei diritti per queste trasmissioni“. Anche lui, amareggiato, spera in una “rivoluzione” di formato, magari da posizionare al lunedì, in aperto scontro con La7, ma per ora si rintana nelle telecronache.

    I costi troppo alti sono al centro anche delle riflessioni di Paola Ferrari, conduttrice de La Domenica Sportiva e ultima al comando di 90° Minuto, chiuso quando la Rai cedette i diritti del calcio a Mediaset. A ben vedere per la Rai, nonostante l’amarezza per la chiusura di una trasmissione storica come 90° Minuto, si direbbe sia stato un affare: gli ascolti della Domenica vanno bene e al momento sembrano gli unici a voler continuare così. La Rai, del resto, guarda alla tradizione.

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