Il boss delle cerimonie su Real Time: ironico o diseducativo? Il dibattito di TvTalk

Il boss delle cerimonie su Real Time: ironico o diseducativo? Il dibattito di TvTalk

Il boss delle cerimonie, su Real Time, è un programma di culto: ma è anche diseducativo?

    Il boss delle cerimonie, in onda su Real Time, si sta rivelando un grande successo di ascolti, ma anche una fonte inesauribile di polemiche: per questo, non poteva non attirare l’attenzione di TvTalk, che ha affrontato il “caso” questo pomeriggio. Ospite della trasmissione di Raitre era Raffaele Brunetti, regista del Boss delle cerimonie, che ha raccontato: “Il nostro show non pretende di raccontare tutta Napoli e tutta la napoletanità: non si può raccontare una città intera in un programma. Tuttavia il fenomeno dei matrimoni che descriviamo costituisce una realtà che c’è e merita di essere illustrata. La nostra è una trasmissione ironica e autoironica, come sono autoironici tutti i napoletani: e i dati di ascolto sono eccezionali“.

    Silvia Motta ne ha dato conferma: Il boss delle cerimonie nelle prime tre puntate ha totalizzato una media di “550mila spettatori e uno share del 3.2%, con punte superiori al 4“.

    Tutto bene, dunque? Assolutamente no: per esempio Federico Arienzo, vicepresidente della Municipalità 2 del comune di Napoli, ha fondato su Facebook il gruppo di protesta Chiediamo la chiusura del programma Il boss delle cerimonie. A TvTalk, ha raccontato: “Non appena ho visto il promo e le immagini del programma mi sono accorto che c’entravano ben poco con quel che la voce narrante raccontava. Quella è una rappresentazione non vera della realtà napoletana: immagino che le stesse scene si vedano nei matrimoni di Roma o Milano“.

    Sul tema è intervenuta anche Marisa Laurito: “In televisione bisognerebbe essere snob: il piccolo schermo non dovrebbe diseducare, e questo programma dà una visione limitata di Napoli, che appartiene a un pubblico abbruttito“.

    La replica di Brunetti è stata sulla difensiva: “Gente come Alessandro Siani, Massimo Ranieri e Nino D’Angelo si è formata nei matrimoni. E poi il nostro programma è stato molto apprezzato su Internet.

    Non può essere messa in discussione la libertà delle persone di divertirsi come vogliono nel giorno più bello della loro vita. Il boss delle cerimonie ha uno stile fiabesco e surreale, ed è così ironico che su Facebook vengono riportate le battute più belle“.

    E ancora, in conclusione: “Questi matrimoni rappresentano uno spettacolo naturale che senza di noi sarebbe rimasto segregato: perché non farlo vedere a tutti? Pensare che gli spettatori siano immaturi significa avere una considerazione bassa del pubblico televisivo. Se questo programma fa così paura, vuol dire che ce n’era bisogno“.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Rai 3Real Time