Ikea, per Giovanardi lo spot gay friendly viola la Costituzione

  • Commenti (4)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

E’ inutile, in Italia una campagna pubblicitaria di respiro ‘europeo’ non si può fare: e a pagarne lo scotto è ancora una volta Ikea, autrice di una campagna stampa per il lancio del nuovo punto vendita a Catania con protagonista una coppia gay intenta a scegliere l’arredamento per la propria casa. Nulla di eclatante, ma per il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi la campagna lede l’articolo 29 della Costituzione. Roba da non credere. In alto un servizio sul caso, firmato TG3.

Dopo la ‘famiglia’ mafiosa dall’accento meridionale, che ha fatto innervosire diverse associazioni del Sud Italia, ecco la coppia gay che fa andare di traverso la colomba pasquale a Carlo Giovanardi.

E’ grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione“: così Carlo Giovanardi, intervistato da Klaus Davi per Klaus Condicio, polemizza con Ikea e con la sua campagna ‘Siamo aperti a tutte le famiglie’.

Ikea gay

Al sottosegretario non piace per niente quel riferimento alla ‘famiglia’, sancita dalla Costituzione – secondo Giovanardi – come unione tra un uomo e una donna e che pertanto trova nella campagna Ikea una ‘minaccia’ all’istituzione familiare, tanto da essere etichettata come “un’entrata a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensiva e di cattivo gusto“.

Pronta la replica della società svedese: “L’Ikea non offende la Costituzione e non è contro la famiglia citata dall’articolo 29. La Costituzione stabilisce qual è l’oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court“. E aggiunge: “Noi abbiamo a che fare con una realtà quotidiana in continua evoluzione, ci sono tipologie di famiglie molto variegate. Ikea quindi completa e aggiunge altre famiglie della realtà domestica, come quelle delle coppie di fatto, dei single, quelle composte da nonni e nonne, tutte riconosciute anche dall’Istat“. “La campagna è finita e non rinneghiamo quello che abbiamo scritto” conclude Ikea.

Inevitabile, poi, per l’opposizione giocarsi la carta del Bunga Bunga: “L’ineffabile sottosegretario alla famiglia del governo del Bunga Bunga, ci rifila la sua filosofia moraleggiante – dice il responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, Franco Grillini – La verità è che nel resto d’Europa sono state varate norme che riconoscono tutte le forme familiari: dai Pacs alle unioni civili, ai matrimoni gay“. E noi discutiamo sulla costituzionalità di un manifesto…
Giusto per darvi un’idea di quanto va in onda in Europa, vi proponiamo in basso alcuni spot ‘gay friendly’ di Ikea.

Dom 24/04/2011 da Giorgia Iovane in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
24 aprile 2011 20:28
Subtract karmaAdd karma

BERLUSCONI che va con le Minorenni invece, è normale… tutto regolare!!?!!

Rispondi Segnala abuso
24 aprile 2011 23:16
Subtract karmaAdd karma2 Punti

Non c’hanno proprio un casso da fare ‘sti qui! Giovanardi parla di attacchi, ma di quelli -continui- alla costituzione da parte del suo capo non ne parla? Non li sa riconoscere? E’ così idiota come faccenda, che non dovremmo neanche parlarne!

Segnala abuso
Marianna 25 aprile 2011 12:03
Subtract karmaAdd karma

Che tristezza Giovanardi e tutti i primitivi che la pensano ancora come lui. Siamo un Paese retrogrado sotto tantissimi aspetti… Svegliatevi!!! ps Troppo carine le campagne pubblicitarie dell’Ikea!

Rispondi Segnala abuso
25 aprile 2011 13:35
Subtract karmaAdd karma

Invece tutti quei tentativi di distruggere la Costituzione messi in atto dai suoi colleghi no???? Quelli non la violano la Costituzione??? E poi chi va con le prostitute minorenni non è più pericoloso per le famiglie che lo spot??? Ma basta, ma non hanno niente da fare??? Ma ringraziassero il cielo che c’è ancora qualche azienda che investe in Italia e crea posti di lavoro, adesso cercano pure di farle fuggire.

Rispondi Segnala abuso