Ikea, per Giovanardi lo spot gay friendly viola la Costituzione

Carlo Giovanardi polemizza con la famiglia gay di Ikea: "Viola la Costituzione"

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    E’ inutile, in Italia una campagna pubblicitaria di respiro ‘europeo’ non si può fare: e a pagarne lo scotto è ancora una volta Ikea, autrice di una campagna stampa per il lancio del nuovo punto vendita a Catania con protagonista una coppia gay intenta a scegliere l’arredamento per la propria casa. Nulla di eclatante, ma per il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi la campagna lede l’articolo 29 della Costituzione. Roba da non credere. In alto un servizio sul caso, firmato TG3.

    Dopo la ‘famiglia’ mafiosa dall’accento meridionale, che ha fatto innervosire diverse associazioni del Sud Italia, ecco la coppia gay che fa andare di traverso la colomba pasquale a Carlo Giovanardi.

    E’ grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione“: così Carlo Giovanardi, intervistato da Klaus Davi per Klaus Condicio, polemizza con Ikea e con la sua campagna ‘Siamo aperti a tutte le famiglie’.

    Al sottosegretario non piace per niente quel riferimento alla ‘famiglia’, sancita dalla Costituzione – secondo Giovanardi – come unione tra un uomo e una donna e che pertanto trova nella campagna Ikea una ‘minaccia’ all’istituzione familiare, tanto da essere etichettata come “un’entrata a gamba tesa contro la nostra Costituzione, offensiva e di cattivo gusto“.

    Pronta la replica della società svedese: “L’Ikea non offende la Costituzione e non è contro la famiglia citata dall’articolo 29. La Costituzione stabilisce qual è l’oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court“. E aggiunge: “Noi abbiamo a che fare con una realtà quotidiana in continua evoluzione, ci sono tipologie di famiglie molto variegate. Ikea quindi completa e aggiunge altre famiglie della realtà domestica, come quelle delle coppie di fatto, dei single, quelle composte da nonni e nonne, tutte riconosciute anche dall’Istat“. “La campagna è finita e non rinneghiamo quello che abbiamo scritto” conclude Ikea.

    Inevitabile, poi, per l’opposizione giocarsi la carta del Bunga Bunga: “L’ineffabile sottosegretario alla famiglia del governo del Bunga Bunga, ci rifila la sua filosofia moraleggiante – dice il responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, Franco Grillini – La verità è che nel resto d’Europa sono state varate norme che riconoscono tutte le forme familiari: dai Pacs alle unioni civili, ai matrimoni gay“. E noi discutiamo sulla costituzionalità di un manifesto…

    Giusto per darvi un’idea di quanto va in onda in Europa, vi proponiamo in basso alcuni spot ‘gay friendly’ di Ikea.