I webisodes di Lost modello per un futuro contratto?

I webisodes di Lost modello per un futuro contratto?

Ad Hollywood e dintorni continua lo sciopero, ma una soluzione potrebbe venire da due delle più grandi - e duellanti - parti in causa

    wga strike

    Ad Hollywood e dintorni continua lo sciopero, ma una soluzione potrebbe venire da due delle più grandi – e duellanti – parti in causa: secondo il New York Times, infatti, la soluzione della querelle starebbe nel prendere ad esempio quanto già fatto da ABC Studios e i producer di Lost per i mobisodes di “Missing Pieces”.

    Come avevamo già spiegato, i webisodes di “Lost: Missing Pieces”, spezzoni di due/tre minuti con svelati i retroscena di Lost, non sarebbero stati interessati dallo sciopero perché le due parti avevano negoziato un contratto diverso. E’ vero, nota il NYT, che i “Missing Pieces” vengono trasmessi solamente sui telefonini e online, mentre al centro della disputa tra Writers Guild of America e la Alliance of Motion Picture & Television Producers ci sono le serie tv poi trasmesse anche su altri media, ma se le due parti sono riuscite a trovare un terreno comune in questo caso, perché non possono farlo anche altrove? Gli episodi di “Missing Pieces” vedono infatti coinvolti i produttori esecutivi di Lost, Carlton Cuse e Damon Lindelof, oltre a personaggi non proprio minori come Matthew Fox, il dottor Jack Shephard: attori, produttori e quanti altri coinvolti nella realizzazione dei mobisoded vengono pagati per il loro lavoro e ricevono una parte dei guadagni derivati dalla “messa in onda” (su web). Nello specifico, “Lost: Missing Pieces” fa guadagnare ad ogni sceneggiatore 800 dollari, grazie ai quali la ABC ha il via libera per trasmetterlo per 13 settimane sui cellulari degli utenti Verizon. Dopo quel periodo, i mobisodes vengono ritrasmessi su internet e altri media, e gli sceneggiatori ricevono compensi compresi tra l’1,2 e il 2 % dei guadagni fatti (per la cronaca, la Writers Guild ne chiede il 2,5 % per accordarsi e porre fine allo sciopero). A dare la ‘benedizione’ alla tesi del NYT, è stato proprio Cuse, che – commentando l’accordo raggiunto cinque mesi fa – ha spiegato come questo “fosse un buon modello, dove si crea una partnership tra produttori e studio nella ‘creazione’ di un nuovo medium (internet, appunto)”. Per contro, però, l’accordo tra le due parti è stato negoziato tra singoli soggetti (Losties da un lato e ABC Studios dall’altro), cosa ben diversa dal farlo tra tutti gli studios da una parte e tutti gli sceneggiatori dall’altra: l’accordo ffirmato, inoltre, contiene una clausola che specifica chiaramente come questo accordo non possa stabilire un precedente per futuri contratti, nè possa essere citato nelle trattative future.

    E se il patto funziona per ABC e Lost, la NBC e The Office sono ai ferri corti, perché il network ha messo in piedi un esperimento simile: “The Accountants”, pensato per il web, sceneggiato e recitato da molti attori presenti nello show principale, contiene al suo interno della pubblicità, ma gli sceneggiatori non ricevono né un compenso per il loro lavoro, né soldi dagli ‘sponsor’, con il risultato che il produttore e sceneggiatore Greg Daniels si è rifiutato di lavorare e sceneggiare alcunché prima della negoziazione di un contratto separato. Conclusione? “La cosa ironica, ha detto Cuse qualche giorno fa, è che i mobisodes sono venuti fuori ed hanno successo proprio nel bel mezzo dello sciopero”.

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