I Vicerè come La Meglio Gioventù: prima al cinema (dal 9 novembre) e poi in tv

Esce venerdì nei cinema italiani I Vicerè di Roberto Faenza

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    Alessandro Preziosi (Consalvo) e Lando Buzzanca (il padre Giacomo) in una scena de I Vicerè

    Doppia distribuzione per la trasposizione cine-televisiva de I Vicerè, il romanzo di Federico De Roberto “tradotto in immagini” da Roberto Faenza, che ne ha curato regia, soggetto e sceneggiatura. Dal 9 novembre sarà distribuito nelle sale cinematografiche in una versione di 120′ per poi essere trasmesso su RaiUno (in data da definirsi) in due puntate. La promozione è in pieno svolgimento e prevede nella sola giornata di oggi la partecipazione di Lando Buzzanca a Domenica In e di Alessandro Preziosi a Parla con Me. In alto il trailer del “film” in uscita venerdì nelle sale italiane.

    Non è usuale trovare un prodotto televisivo in uscita al cinema: il caso de I Vicerè è in sè particolare, dal momento che è stato pensato fin dall’inizio per una distribuzione doppia, sia cinematografica che televisiva. Un’operazione che lo differenzia da La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana (2003), proposto dalla produzione (la Bibì Film di Angelo Barbagallo) al Festival del Cinema di Cannes dopo essere rimasto bloccato per due anni, senza esuarienti spiegazioni, negli “archivi” di RaiFiction, coproduttore della miniserie. Selezionato per la sezione Un certain regards, la vinse, consacrandosi come una delle migliori produzioni televisive della Rai, e uscì al cinema in due parti registrando un ottimo successo di pubblico e critica. Successo che si ripetè qualche mese dopo, quando fu trasmesso in prima serata su RaiUno. Anche per I Vicerè, come fu per La Meglio Gioventù, la distribuzione cinematografica è affidata alla 01 Distibution.

    Un fenomeno, quello della doppia distribuzione,come detto non usuale, anche se destinato a crescere, come dimostra la scelta di Marco Tullio Giordana (accompagnato dal solito Barbagallo, da RaiFiction, RaiCinema e da 01 Distribution) di far uscire prima al cinema e poi in tv la sua prossima opera, Sangue Pazzo, girato questa primavera e di cui avremo modo di parlare più in là. Non si può poi dimenticare l’ultima opera di Ken Loach, It’s a free world…, (In questo mondo libero…) presentato in anteprima a Venezia e uscito nelle sale di tutto il mondo meno che in Gran Bretagna, dove è stato trasmesso in esclusiva da Channel4, coproduttore del film.

    Non si può dire però che I Vicerè abbia avuto la stessa fortuna dei suoi “predecessori” con i festival cinematografici: è ancora aperta la polemica tra il regista Roberto Faenza e la Festa del Cinema di Roma, che ha rifiutato l’opera per non meglio specificate ragioni artistiche, come riportava una nota Ansa di ieri.

    Ma veniamo finalmente al film/miniserie, entrando nella storia e nelle sue caratteristiche. Un lungo lavoro di analisi e di esegesi sembra aver accompagnato la realizzazione di questa trasposizione, che si avvale nella sceneggiatura del contributo di Filippo Gentili, Andrea Porporati, Francesco Bruni, Tullia Giardina e Renato Minore, nonchè della consulenza storico letteraria di Antonio Di Grado, professore di Letteratura Italiana all’Università di Catania, e Sandro Bonella. Faenza sottolinea con enfasi, e lo si nota già nel trailer, il lungo oblio che ha accompagnato il romanzo di Federico De Roberto, “censurato”, a suo modo di vedere, per oltre 100 anni. “Un paese che propone tre versioni dei Promessi Sposi”, ha dichiarato Faenza, “non può continuare a trascurare I Vicerè. Credo che il romanzo di Federico De Roberto sia adattissimo a raccontare i limiti del paese in cui viviamo, la sua capacità di fingere trasformazioni che lasciano tutto uguale”.

    La stora narrata da De Roberto si svolge nella Sicilia della metà dell’Ottocento, a cavallo tra il declino della dominazione borbonica e la nascita stato italiano. Su questo sfondo si agitano le vicende della famiglia Uzeda, ultimi discendenti dei Vicerè di Spagna. Il “passaggio” epocale che investe la società dell’epoca viene ricostruito attraverso il protagonista, Consalvo, e il suo percorso di formazione: dall’esperienza seminariale ad una gioventù scapestrata, che però lascia spazio alla consapevolezza di dover diventare uomo, scontrandosi anche con la rigida famiglia borbonica e reazionaria sconvolta dalla sua decisione di presentarsi alle elezioni del 1882 tra le fila della sinistra, mentendo sulle proprie inclinazioni politiche. Una scelta motivata non solo dai forti contrasti che lo oppongono al padre, reo per Consalvo della morte della madre, ma soprattutto dalla consapevolezza che sia il solo mezzo per poter mantenere intatto il proprio potere e non essere travolto dalla nuova classe dirigente. Una storia complessa e avvincente, nella quale si ripropone l’adagio gattopardesco “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

    Nutrito il cast, che annovera Alessandro Preziosi nelle vesti del protagonista Consalvo Uzeda, Lando Buzzanca nel ruolo di suo padre, il Principe Giacomo (e così Buzzanca si “propone” come trait d’union tra la coppia Vittoria Puccini, con la quale ha lavorato ne La Baronessa di Carini, e Alessandro Preziosi), Cristiana Capotondi, che interpreta Teresa, sorella di Consalvo e Lucia Bosè, Donna Ferdinanda, la prozia di Consalvo.

    I Vicerè è prodotto da Elda Ferri per Jean Vigo Italia, la spagnola I.C.C., in collaborazione con Rai Cinema e Rai Fiction. E’ stato girato in 12 settimane nell’estate 2006, in buona parte a Catania (dove è ambientato il romanzo) e nel palazzo Chigi di Ariccia, già utilizzato da Luchino Visconti per alcune scene del Gattopardo. I costumi sono firmati da Milena Canonero, premio Oscar per Barry Lyndon e Momenti di gloria, la scenografia è di Francesco Frigeri, mentre il direttore della fotografia è Maurizio Calvesi.