I Soprano, Steve Van Zandt ritiene improbabile il film

I Soprano, Steve Van Zandt ritiene improbabile il film

Un film dai Soprano? Scordatevelo: così, grosso, modo, si può leggere l’intervista che Steve Van Zandt ha rilasciato a Good Day New York: 'Non credo che un film si farà mai, penso proprio di no‘

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    Un film dai Soprano? Scordatevelo: così, grosso, modo, si può leggere l’intervista che Steve Van Zandt ha rilasciato a Good Day New York, programma di FOX dove l’attore/musicista si è fermato per promuovere la nuova serie Lilyhammer che Netflix trasmetterà a partire dal 6 febbraio e dove i telespettatori ansiosi di rivedere Van Zandt nel ruolo di un mafioso, seppure sui generis.

    Intervistato da Rosanna Scotto di Good Day New York Steve Van Zandt seppellisce le poche speranze che ai fan dei Soprano erano rimaste di poter vedere il film: la serie ha chiuso, con un finale ambiguo, anni fa, più volte si è parlato – tra conferme e smentite, mai comunque di David Chase, il quale anni fa aveva detto che avrebbe fatto un film se tutto il cast della serie fosse stato disponibile – ma l’attore ha spiegato di non credere che ci sarà un film, non ultimo perché ‘mezzo cast è morto. Silvio – ha aggiunto Van Zandt a proposito del suo personaggio – è ancora vivo dopo che gli hanno sparato sul parcheggio del Bada Bing, quindi se il film ci fosse, Silvio vi apparirebbe, ma non credo che un film si farà mai, penso proprio di no‘.

    Se siete in astinenza da Steven Van Zandt che fa il mafioso, non vi resta che aspettare lo sbarco in Italia di Lilyhammer, dark comedy norvergese con protagonista l’attore nel ruolo di Frank ‘The Fixer’ Tagliano, che dopo essersi pentito ed aver ‘cantato’ sul suo boss, entra nel programma di protezione testimoni.

    Doveva essere il boss e invece è stato sorpassato da un tizio che, geloso, tenta di ucciderlo: e siccome tutti lo amano, il protagonista è choccato e ha una reazione sopra le righe, e invece di andare in Nevada o Arizona, sceglie di andare in Norvegia‘, ha spiegato Van Zandt nel corso di Good Day New York.

    Come avevamo spiegato nei giorni scorsi fanatico di sport, il nostro vuole essere trasferito a Lillehammer (da lui chiamata Lilyhammer), la località norvegese che ospitò le Olimpiadi invernali del 1994, che lui pensa essere un paradiso di aria buona, neve frega e belle strade, molto lontano da Los Angeles e dalla mafia…salvo scoprire che forse certi metodi mafiosi tornano utili anche nella tranquilla Norvegia.

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