I Simpson elogiati dall’Osservatore Romano

In un articolo intitolato "Le virtù di Aristotele e la ciambella di Homer", l'Osservatore Romano sottolinea come i Simpson siano "realistici ed intelligentemente sceneggiati", anche se non mancano episodi dal linguaggio eccessivamente crudo, con troppa violenza e scelte estreme da parte degli sceneggiatori"

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    Indovina chi elogia i Simpson? L’ultimo giornale che vi aspettereste, ieri mattina l’Osservatore Romano, il giornale del Vaticano, ha dedicato un articolo al ventennale dei Simpson, “una sintesi di cultura pop e nichilismo con personaggi senza i quali – scrive il giornalista Luca M. Possati – molti non saprebbero ridere“.

    In un articolo intitolato “Le virtù di Aristotele e la ciambella di Homer“, si sottolinea come i Simpson siano “realistici ed intelligentemente sceneggiati“, anche se non mancano episodi dal “linguaggio eccessivamente crudo, con troppa violenza e scelte estreme da parte degli sceneggiatori“.

    Ma al centro della serie c’è anche molta religione, dai sermoni interminabili del reverendo Lovejoy, passando per il radicalismo ingenuo di Flanders, per finire con i faccia a faccia di Homer con Dio: sicché non è impossibile – secondo l’Osservatore Romano – parlare di una “teologia dei Simpson: la confusione e l’ignoranza di Homer sulla religione – scrive il quotidiano – sono uno specchio dell’indifferenza e dei bisogni dell’uomo moderno“.

    Homer rappresenta l’uomo medio e può essere vittima di una confusione religiosa e spirituale, ma in fin dei conti “il protagonista dei Simpson e Dio si conoscono bene, ed Homer trova in Dio il suo ultimo rifugio“: a questo proposito, Possati cita l’episodio in cui Homer chiede l’aiuto di Dio piangendo e dicendo “Non sono un uomo molto religioso, ma se tu sei lassù, salvami Superman!“.