I Simpson diventano simbolo della caduta dell’autorità dei genitori

I Simpson diventano simbolo della caduta dell’autorità dei genitori

Una ricerca italiana definisce effetto Homer Simpson la tendenza dei ragazzi italiani di rivolgersi ai genitori chiamandoli per nome

    I Simpson

    I Simpson sono diventati l’emblema della progressiva perdita dell’autorità dei genitori nei confronti dei propri figli. Uno studio italiano definisce “Effetto Homer Simpson” il tipo di rapporto familiare, tendenzialmente informale, determinatosi negli ultimi anni.

    Che I Simpson non fossero una comune serie animata lo si sapeva da tempo; che non fossero particolarmente amati dai genitori italiani è stato confermato nei giorni scorsi (qui l’articolo sulla valutazione del Moige nei confronti della famiglia di Springfield); che siano una buona rappresentazione dei costumi familiari e sociali del nostro tempo viene acclarato da uno studio che verrà pubblicato domani su Diva e Donna.

    Secondo la ricerca dell’Axe Effect Trend Lab, osservatorio istituito dalla multinazionale Unilever per monitorare atteggiamenti, comportamenti e trend dei giovani italiani, circa il 21% dei ragazzi italiani intervistati dichiara di rivolgersi al proprio padre chiamandolo per nome, mentre un altro 11% utilizza espressioni gergali (“ciccio”, “frà”, “zio”), a fronte di un 34% che usa il classico “mamma” e “papà”. La ricerca ha coinvolto 750 studenti di istituti superiori maschili, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, scelti a caso a Roma e Milano. Quale miglior modello, dunque, per esemplificare il dato (e ricevere l’attenzione dei media) se non quello di Bart Simpson che si rivolge al padre chiamandolo semplicemente Homer? Il fenomeno evidenzia una tendenza definita “preoccupante” ed educativamente sbagliata dagli esperti chiamati a commentare i dati, che permette ai ragazzi di instaurare un rapporto “paritario” con quella che dovrebbe essere l’autorità cui riferirsi nel percorso di crescita. Lo studio inoltre rivela che spesso i giovani sostituiscono le figure genitoriali con gli insegnanti, a cui spesso chiedono consigli e suggerimenti nei campi più disparati della propria vita.

    Riteniamo che il campione considerato e i risultati raggiunti siano in sè poco significativi (750 ragazzi in due metropoli, mentre il tessuto sociale italiano è per lo più costituito dalla provincia) ed inoltre che l’esempio portato per richiamare i media denoti una scarsa conoscenza delle dinamiche della serie. Ma ormai quando si diventa un simbolo (e I Simpson lo sono ormai in vari campi) è facile essere chiamati in causa per i motivi più disparati. Che poi la tendenza sia “pericolosa” e diseducativa non è una novità: basterebbe seguire qualche puntata di un interessante (e assolutamente educativo, per i genitori) programma prossimo ormai alla terza serie, S.O.S. Tata, trasmesso in questo periodo da Fox Life. Farsi chiamare “mamma” e “papà” è uno dei primi consigli che vengono dati ai genitori.

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