I Red Hot Chili Peppers citano in giudizio i produttori di Californication

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    “Concorrenza sleale, svalutazione del nome e arricchimento ingiusto”: per questo motivo i Red Hot Chili Peppers hanno citato in giudizio i produttori di Californication, rei di aver usato come titolo della serie tv il titolo di un loro famoso album.

    A sua discolpa, Showtime Networks insiste nello spiegare che i produttori hanno usato il “nome” di un adesivo che hanno visto su una macchina in Oregon nel 1970 (ammazza, che memoria), ma i Red Hot sostengono che la parola Californication nella mente del consumatore è “immediatamente associato” non alla serie, quanto all’album della band. Anthony Kiedis, cantante della band, ha fatto sapere che “Californication è il titolo di un cd, di un video, e di una canzone della band, e il ‘ladrocinio’ che ne ha fatto la Shwotime “non è giusto”. Se la Showtime continuerà ad usare quel nome, fa sapere la band, chiederemo anche i danni, la ‘restituzione’ del marchio, oltre a tutti i soldi incassati grazie allo sfruttamento del nome “Californication”. Tom Kapinos, produttore dello show, ha invece spiegato (a Luglio) ai giornalisti che “Nel 1970 c’erano degli adesivi che dicevano ‘Don’t Californicate Oregon’, perché molti californiani venivano in Oregon, e ho pensato che questo fosse un grande, grande titolo per lo show”. La tesi non è campata per aria, se non fosse che (coincidenza?) nello show c’è un’altra traccia dei Red Hot: la segretaria di Charlie, l’agente del protagonista, si chiama infatti ‘Dani California’, che è il titolo di una canzone del gruppo americano. A questo, però Tom Kapinos si è rifiutato di rispondere. Noi, molto più prosaicamente, ci limitiamo ad osservare come passi la svalutazione del nome, passi l’arricchimento illecito, ma come si può parlare di “concorrenza sleale” se “Californication è ‘immediatamente associato’ non alla serie ma ad album – singolo – video”?.