I Migliori Anni 2016 con Carlo Conti da aprile su Rai 1: 10 cantanti in gara e tre giurie

I Migliori Anni 2016 con Carlo Conti da aprile su Rai 1: 10 cantanti in gara e tre giurie

Anna Tatangelo e Ubaldo Pantani presenze fisse nel programma tv. Renato Zero e Roger Moore sono gli ospiti della prima puntata

    Il programma tv I Migliori Anni è prossimo a tornare in onda e a condurlo sarà ancora una volta Carlo Conti. La prima puntata de I Migliori Anni 2016 sarà trasmessa venerdì 29 aprile, in prima serata, su Rai 1 e aprirà le danze alla settima edizione del programma, lontano dagli schermi da ben 3 anni. L’ultima puntata, infatti, è stata trasmessa nel 2013. Le novità di questa nuova edizione riguardano la presenza nel cast di Anna Tatangela e Ubaldo Pantani. Ospiti della prima puntata saranno Renato Zero e Roger Moore.

    Conto alla rovescia per il debutto de I Migliori Anni 2016, che esordirà con la settima edizione il 29 aprile su Rai 1. La nuova edizione si articolerà in 5 puntate in cui saranno rievocati gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90, rivisitati attraverso canzoni, filmati e ospiti in studio. A giudicarli 3 giurie: una formata da 100 ragazzi presenti in studio, una composta dai telespettatori e l’altra sarà la parte social, ovvero il voto su Internet.

    A I Migliori Anni 2016 vedremo la cantante Anna Tatangelo presenza fissa nel cast del programma tv. A lei il compito di cantare ed esibirsi in un medley di una stella della musica. Ubaldo Pantani, invece, si occuperà della parte comica de I Migliori Anni 2016, ruolo ricoperto in passato da Nino Frassica. Pantani, impegnato la domenica in Quelli che il calcio, imiterà in ogni puntata diversi personaggi.

    Tra gli ospiti della prima puntata de I Migliori Anni 2016 c’è Renato Zero, già ospite di Carlo Conti nella 66° edizione del Festival di Sanremo. Zero canterà un brano del suo nuovo album Alt, che proprio in questa settimana è finito in vetta alla Superclassifica. Insieme al cantautore, in qualità di ospite internazione, ci sarà l’attore Roger Moore.

    Aggiornamento del 18 aprile 2016 a cura di Giulia Calchetti

    Alla fine, anche il programma tv ‘I migliori anni’ torna in onda e a condurlo, da aprile 2016 su Rai 1, sarà ancora una volta Carlo Conti. Certo, gli impegni del conduttore non sono pochi: ‘L’Eredità’, tuttora al pomeriggio smezzata con Fabrizio Frizzi, la nuova edizione di ‘Tale e Quale Show’, a cui in qualche modo prima o poi bisogna ricominciare a pensare (di sicuro se si vuole evitare un cast raffazzonato), e, su tutti, il ‘Festival di Sanremo 2016′, che Conti condurrà per la seconda volta dal prossimo 9 febbraio.

    Dopo tutto questo, però, il presentatore, che per molti sarebbe degno erede di Corrado o Bongiorno, avrà ancora voglia del videoschermo e, infatti, dopo circa due mesi dalle esibizioni della kermesse musicale ambientata al Teatro Ariston, lo ritroveremo al timone de ‘I migliori anni’, il cui ritorno in tv, stando ai palinsesti Rai 2015-2016, è atteso per fine aprile di quest’anno.

    Per quanto in questo caso la polvere è più superficiale che per altri format nuovi di zecca, o trasmissioni televisive già rodate, rispolverare un programma tv come ‘I migliori anni’, dopo 6 edizioni e a 3 anni dall’ultima puntata (a marzo 2013 ottenne la media di oltre 4,5 milioni di telespettatori e il 21.42% di share), significa innanzitutto rischiare.

    In effetti, il rischio più grande è che i telespettatori, abituati ancor più oggi che mai al tema televisivo della poltrone e relativi giudizi, finiscano per confondere la nuova edizione de ‘I migliori anni’ di Carlo Conti con l’anteprima del ritorno di ‘Ciao Darwin’ di Paolo Bonolis.

    Scherzi a parte, in fondo hanno in comune la lecita ispirazione a Renato Zero.

    ‘I migliori anni’, infatti, si rifà al cantautore ‘sorcino’ per via del titolo stesso del programma, che è appunto un brano musicale del grande ‘Renatone’; ‘Ciao Darwin’, invece, richiama la sua musica grazie all’ormai storica sigla ‘Matti’, con tutte le rivisitazioni del caso. A proposito di Renato Zero, qualcuno sa che fine hanno fatto gli speciali dedicati al cantante annunciati da Maria De Filippi?

    Fatte le dovute premesse, si diceva che è pur sempre rischioso – sia in termini di ascolti, sia in termini di confezione del prodotto televisivo – riportare in tv un programma che, più che riposarsi qualche anno, come di solito accade per i format cosiddetti a rischio ‘usura’ – è andato praticamente in letargo per un po’.

    Conti, però, ora ha deciso di riportarlo in tv, molto probabilmente insieme al suo suo staff autoriale (Ivana Sabatini, ti comprendiamo) e, da aprile 2016, assisteremo a ‘succulente’ novità per il varietà di Rai 1 in cerca di una ‘nuova strada’, che, per forza di cose, deve essere più ‘contemporanea’, ‘social’ o ‘moderna’. Come vi pare.

    Per prima cosa, quando si teme che l’effetto-noia del pubblico, che sì, ora si annoia di più rispetto al passato, tocca mettere mano al meccanismo. Ecco allora che ‘I migliori anni’, si rifà di nuovo il look, peraltro dopo aver ceduto negli anni passati al fascino di ‘Canzonissima’, dei mini-torneo à la Sanremo e, naturalmente, del televoto e delle ‘vallette’. Quest’anno, Sanremo Conti ce l’ha già, dunque meglio cambiare, ma a quanto pare non sarà così del tutto.

    Infatti, in un documento pubblicato da ‘Rai Pubblicità’, la concessionaria legata agli investimenti commerciali della Tv di Stato, relativo ai palinsesti 2015-2016 del Servizio pubblico, si scrive che le novità della 7.a edizione de ‘I migliori anni’ saranno numerose. Parte del regolamento, che man mano verrà sicuramente aggiornato in vista dell’approdo in televisione, e le fasi del nuovo meccanismo sono spiegate proprie all’interno del documento su citato.

    Ci sarà un torneo di 10 cantanti fissi, tra vecchie cover con cui esibirsi sul palco della Rai e la novità di poter presentare un brano inedito da far ascoltare ai telespettatori, ma anche tre giurie: demoscopica (formata da 100 diciottenni), un campione di 50 telespettatori in collegamento in ogni puntata (sulle stile di Auditel?) e il voto su Internet grazie ai canali ‘social’, che durerà una settimana.

    Lo scopo del programma, che tra l’altro anche in replica è stato uno dei contenuti-macigno del canale ‘Rai Premium’, a quanto pare però rimane lo stesso: ‘La memoria non ha per forza il retrogusto amaro della nostalgia‘, così recita lo slogan della trasmissione. Che dire, l’essenziale è invisibile agli occhi, spesso però sembra che spazio per vere novità in televisione, sopratutto in casa Rai, non ce n’è. A proposito, che fine ha fatto la prima edizione italiana del format ‘The Gran Plan’, annunciata per dicembre 2015 e al momento mai partita?

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