I miei vinili su Sky Uno, Riccardo Rossi a Televisionando: ‘Musica e ricordi con sei amici, da Fiorello a Mentana’, intervista

Riccardo Rossi arriva in prima serata su Sky Uno HD con un nuovo programma musicale (in onda per tre martedì alle 21.15), I miei vinili, dove ospita sei personaggi famosi, da Fiorello a Mentana, ciascuno con 5 vinili e le sue storie da raccontare. Ma in queste settimane ritroviamo il comico romano anche nella giuria di Cuochi e fiamme 2017, su La7 ogni giorno alle 16,20. Nei giorni scorsi, inoltre, è uscito il suo nuovo libro, 'Così Rossi che più Rossi non si può', edito da Cairo. Tutto questo, e molto altro, nell'intervista di Televisionando.

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    I miei vinili su Sky Uno, Riccardo Rossi a Televisionando: ‘Musica e ricordi con sei amici, da Fiorello a Mentana’, intervista

    Da martedì 6 giugno 2017 Riccardo Rossi conduce su Sky Uno HD ‘I miei vinili’, un programma musicale dedicato alla passione per la musica e ai ricordi legati ai dischi in vinile. Il programma – che anche Sky Arte trasmetterà dal 13 giugno tutti i martedì dalle 20.00 – proporrà due episodi a sera a partire dalle 21.15, e quindi due ospiti per 3 settimane. Protagonista della prima puntata de ‘I miei vinili’ sarà Anna Foglietta, a seguire Enrico Mentana, Stefano Fresi, Luca Barbarossa, Rosario Fiorello e Carlo Vanzina. ‘I miei vinili’ è girato a Roma, all’interno dell’ormai storico negozio Goody Music: Riccardo Rossi ci ha lavorato quando aveva 20 anni e qui accoglie e intervista l’ospite di turno, con un giradischi davanti e 5 vinili scelti dall’ospite. Alla vigilia della partenza, l’attore e conduttore romano ci ha raccontato questo suo nuovo progetto, che arriva in tv mentre Rossi è impegnato anche su La7 nel ruolo di giudice della nuova edizione di Cuochi e fiamme.

    Martedì 6 giugno inizia su Sky I miei vinili, un programma che vede al centro della scena un ospite e tanti dischi. Ci racconti questo progetto?

    Con i miei ospiti parleremo di tante cose davanti a un disco che suona, come si fa poi spesso con gli amici, a casa. A un certo punto, soprattutto se hai un giradischi, è bello e divertente tirare fuori i vinili, rigirarli tra le mani, vederne la copertina, riascoltarli. Noi lo facciamo in tv, con sei personaggi famosi, ciascuno con i suoi 5 vinili preferiti a cui si accompagnano delle storie e dei ricordi.

    Il programma, quindi, racconta di qualcosa che fa un po’ parte della vita di tutti: a tutti noi, infatti, è capitato di ascoltare una canzone che ci riporta indietro nel tempo, che risveglia i nostri ricordi. È da qui che nasce l’idea?

    Sì, proprio da qui è nata questa idea, a me e Claudio Donato, che è stato tra l’altro il mio primo datore di lavoro, visto che da ragazzo lavoravo nel suo storico negozio di dischi, il Goody Music. In questo negozio è nata la mia cultura musicale, perché a casa mia si poteva ascoltare solo musica classica. Lì, invece, ho cominciato ad ascoltare e a conoscere la musica d’importazione alla fine degli anni ’70 primi anni ’80, e mi sono formato, musicalmente parlando. Con il passare degli anni poi, io e Claudio Donato siamo diventati amici: ogni tanto ci vediamo, parliamo, e in una di queste occasioni ha condiviso con me questa sua idea. Da quella chiacchierata è nato questo progetto in cui Sky ha creduto. Abbiamo realizzato queste prime sei puntate, nate un po’ come un esperimento, ma che spero possano poi diventare di più.

    In ogni puntata ospiti un personaggio noto. E sono interessanti i tuoi sei ospiti (Anna Foglietta, Enrico Mentana, Stefano Fresi, Luca Barbarossa, Rosario Fiorello e Carlo Vanzina) perché, oltre al fatto di essere famosi, vanno a coprire diverse fasce d’età e diverse fasce di pubblico. Li avete scelti in quest’ottica?

    Questo programma è un po’ un esperimento. Abbiamo quindi trovato sei amici che avessero voglia di mettersi in gioco e di prestarsi a questa sfida. Sono quindi grato a tutti loro, per avermi dato la loro disponibilità. Al tempo stesso, però, ho voluto anche un po’ spiazzare il pubblico: vedere come un giornalista famoso, un cantante, due attori, un intrattenitore e un regista potessero avere ognuno i propri dischi con dietro una storia da raccontare. I vinili sono di epoche diverse o anche degli stessi anni, cambiano i gusti, ma ciascuno di loro ha una storia legata solo a quel disco. Tra l’altro il vinile va a pescare giocoforza nei ricordi dell’adolescenza, quando con i primi soldini andavi a comprarti il disco: all’epoca o c’era il cinema o c’era il disco, e tu sceglievi. La cosa bella è che il disco ti rimaneva, lo ascoltavi sempre, faceva un imprinting senza che tu te ne rendessi conto. Tutto questo sarà nel programma.

    In questa trasmissione, quindi, è la musica al centro di tutto?

    A me la musica piace molto e in questo programma si vedrà. Durante ogni puntata, per ogni disco, racconto un po’ le caratteristiche del vinile: come è nata la copertina, quanto ha venduto il disco, in che anno è uscito. Raccontiamo curiosità oggettive, riguardanti il vinile, e poi ascoltiamo i racconti dell’ospite che ha scelto quei cinque dischi per raccontarsi al meglio.

    Dacci un motivo valido per sintonizzarci il 6 giugno su Sky per seguire I miei vinili.

    Con questo programma avrete modo di conoscere veramente bene i miei ospiti. Se ci fai caso, si va più d’accordo – con un amico o con una compagna – se si hanno gli stessi gusti, più i gusti musicali che non quelli alimentari, perché la musica va a prendere qualcosa di estremamente profondo e vero di noi. Quindi, guardando ‘I miei vinili’, potrete scoprire i gusti musicali di Mentana, di Fiorello, della Foglietta, e pensare: ‘Con loro potrei andare d’accordo!’. A questo aggiungete che vedrete tutti gli ospiti in una veste assolutamente inedita che vi sorprenderà.

    i miei vinili riccardo rossi anna foglietta

    Se da una parte c’è la tua passione per la musica, dall’altra c’è la passione per la cucina: ti abbiamo infatti ritrovato in giuria a Cuochi e fiamme 2017. Sei felice di questo ritorno?

    Sì, La7 mi ha richiamato per questo ruolo di giurato, abbiamo appena finito di girare, ben 60 puntate. E mi ha fatto molto piacere tornare, perché Cuochi e fiamme è un programma per cui ho lavorato tanto e che mi ha dato anche molta popolarità. Poi c’è il cibo, dettaglio non da poco (ride, ndr).

    Nell’avventura a Cuochi e fiamme ti senti più giudice o intrattenitore?

    Sono entrambe le cose. Il mio compito nel programma, oltre quello di giudicare, è di vivacizzare un po’ la puntata e intrattenere. Il mio essere attore di teatro in questo aiuta: intrattengo il pubblico con i miei argomenti e riesco a piegare i miei gusti a quello che mi capita quel giorno nel piatto. Faccio un mix e lo comunico agli altri. E lo faccio sempre con sincerità, anche perché con dei gusti un po’ forti come i miei è difficile fingere che mi piacciano le cose troppo ricercate o particolari: meglio un buon piatto di pasta al pomodoro (ride, ndr).

    In questi ultimi giorni è uscito anche il tuo terzo libro, ‘Così Rossi che più Rossi non si può’, una sorta di riflessione dopo il giro di boa dei temuti 50 anni. Come nasce l’idea?

    Dopo il compimento dei 50 anni ho pensato di mettere insieme un po’ di pensieri e di riflessioni che si fanno dopo il compimento di questa età che, a dire il vero, oggi non spaventa più come un tempo. All’epoca dei miei genitori, ad esempio, ricordo quando mio padre compì 50 anni e io pensavo: ‘Ammazza quanti ce n’ha, oh’, e vedevo che lui era anche un po’ avvilito per questa cosa. Io invece oggi ho un atteggiamento un po’ diverso, che magari dipende anche dal fatto che sono scapolo e non ho famiglia, e quindi mi viene più facile mantenere questa vita un po’ scanzonata. In realtà gli anni ci sono, anche se l’altro giorno leggevo L’idiota di Dostoevskij, che già nel 1800 fissava in 60 anni l’età in cui un uomo può dirsi davvero uomo: diciamo che io ho ancora tempo. In questo libro, comunque, raccolgo delle riflessioni agrodolci, ma anche piene di speranza per il futuro. E per questo può essere considerato un libro per tutti, per chi viene prima dei 50 anni ma anche per chi viene dopo quell’età.

    Sei attore, autore in tv, conduttore e regista. Ma hai, tra tutte queste diverse forme di arte, la tua preferita?

    L’esperienza formativa più completa che mi è capitata è stata senza dubbio la regia. Dirigere il film ‘La prima volta (di mia figlia)’ è stata un’esperienza magnifica che non dimenticherò mai, l’esperienza lavorativa sicuramente più bella della mia vita (il film è andato in onda in prima tv su Raiuno sabato 3 giugno, ndr). Però, come attore, la cosa che preferisco è stare sul palco, dove ho un contatto diretto con il pubblico. La stessa empatia, lo stesso scambio di feeling positivo, lo ritrovo ad esempio con il pubblico di ‘Cuochi e fiamme’, che ho alle mie spalle: dal vivo è sempre un’altra cosa.

    In tv c’è qualcosa che non hai ancora fatto e che invece vorresti fare?

    Con ‘I miei vinili’ credo di aver trovato davvero quello che mi piace fare: è un po’ talk e un po’ spettacolo musicale, e il fatto che ci sia la musica come pretesto per chiacchierare a me piace molto.

    E un ruolo d’attore che ti piacerebbe?

    Quello ormai non mi tocca più. Il ruolo bello ora me lo dovrebbe dare un regista che mi contatta e mi dice: ‘Ho pensato a questo ruolo proprio per te’. Diciamo che non ho il desiderio di un ruolo specifico, mi piacerebbe più ricevere una proposta pensata per me.