I Grammy si faranno, nonostante lo sciopero

I Grammy si faranno, nonostante lo sciopero

I Grammy Awards si faranno, nonostante lo sciopero: grossi nomi dell’industria musicale, tra cui Beyonce e i Foo Fighters, tanto per citarne due, hanno confermato mercoledì la loro presenza alla cerimonia di premiazione prevista per il 10 febbraio

    foo fighters

    I Grammy Awards si faranno, nonostante lo sciopero: grossi nomi dell’industria musicale, tra cui Beyonce e i Foo Fighters, tanto per citarne due, hanno confermato mercoledì la loro presenza alla cerimonia di premiazione prevista per il 10 febbraio.

    “Il lavoro della Recording Academy (che ieri ha ribadito di non essere il nemico, ndr) è vitale per l’industria musicale, e abbiamo ogni intenzione di essere lì con tutta la comunità musicale per festeggiare, ha spiegato Matthew Knowles papà/manager di Beyonce “A Beyonce è stato chiesto di partecipare, e ci sarà: abbiamo un incredibile performance che sarà annunciata presto. Auguriamo ai Grammy ogni bene”. Importanza ribadita da Neil Portnow, il presidente della Recording Academy che organizza la cerimonia di premiazione: “Quest’anno, più che mai, la pietra miliare del cinquantesimo anniversario degli Awards e della fondazione della Recording Academy rappresenta un evento cruciale e un raggio di speranza per l’intero settore. E siccome per i nostri artisti significa letteralmente milioni e milioni di dollari in promozione, marketing e dischi venduti, assume un’importanza ben maggiore di tre ore e mezza di programmazione televisiva”. Quanto a Dave Grohl, il leader dei Foo Fighters ha detto che la band ha intenzione di suonare partecipare a My Grammy Moment, una competizione in cui musicisti sconosciuti si danno battaglia per suonare con la band. “E’ un contest che dà opportunità di comporre, scrivere, suonare e studiare musica, doti che devono essere assolutamente passate alla futura generazione”. La WGA, dal canto suo, ha già annunciato che protetesterà con picchetti, e a chiesto alla Screen Actors Guild (SAG) di unirsi a lei.

    wga strike

    Ed a proposito di sceneggiatori, United Hollywood, il blog “non ufficiale” dello sciopero, spande ottimismo a destra e a manca all’indomani del patto tra AMPTP e DGA, sostenendo che nel contratto “ci sono alcuni punti genuini. Certo, molti punti necessitano di spiegazioni e altri danno preoccupazione, ma è un accordo da studiare”. Se gli studios e gli sceneggiatori tornassero al tavolo delle trattative, la stagione televisiva potrebbe essere parzialmente salvata, e così pure gli Oscar, ma l’AMPTP, come già fatto a dicembre, ribadisce che gli sceneggiatori devono “assolutamente” eliminare i sei punti considerati dai produttori “irricevibili.

    Speriamo comunque, sottolinea l’AMPTP, che questo patto con i registi sia l’inizio della fine per questo periodo estremamente difficile dell’intero settore. Invitiamo gli sceneggiatori a tornare al tavolo delle trattative, o quantomeno ad iniziare delle trattative ‘informali’ che portino ad un patto tra noi. Gettiamoci alle spalle queste discussioni, e facciamo tornare al lavoro tutta l’industria dell’intrattenimento”.

    wga awards

    Infine, mentre la WGA Ovest ha cancellato i ‘suoi’ WGA awards (premi dati alle migliori sceneggiature, ndr), la WGA Est ha annunciato una cerimonia ‘informale’: niente red carpet, solo nomination e premi, con ospiti e altri membri dei sindacati invitati alla cerimonia: “Abbiamo scelto di onorare i nominati e i vincitori dei nostri premi anche se scioperiamo contro gli studios e i network”, ha spiegato Michael Winship, presidente della WGA Est. “Sarà un evento semplice che ci unirà ancora di più”.

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