I cartoni animati Disney più belli di sempre: La lista completa

I cartoni animati Disney più belli di sempre

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    I cartoni animati Disney più belli di sempre? Le storie raccontate, tutto sommato mozzafiato, non sono poche: Bambi, Biancaneve e i Sette Nani, Lilli e il Vagabondo, Cenerentola e, ancora, Dumbo, Alice nel Paese delle Meraviglie, la Sirenetta, Pocahontas, La Bella e La Bestia, Aladdin e il Re Leone. Molti sono diventati dei successi anche al cinema, altri qualche volta abbiamo ancora il piacere di ‘assaporarli’ in tivù, tra un vecchio film di Totò e un cine-panettone dell’ultima epoca. Eppure, i cartoni animati della Disney, un posto, nel cuore e nella mente, ce l’hanno ancora in ognuno di noi.

    Dumbo: le orecchie come ali

    Chi non vorrebbe volare. Come un supereroe. Così dal 1941, l’anno di uscita, ci pensa Dumbo, l’elefantino dispettoso, al posto nostro: tutti lo prendono in giro a causa dei suoi enormi padiglioni auricolari ma il riscatto per lui è dietro l’angolo, pardon l’orecchio; trova infatti un amico del cuore, il topo Timoteo…tranquilli!

    Dumbo infatti è il primo elefante a non aver paura dei topi! E’ uno dei classici Disney che dura di meno: 64 minuti, un’ora circa, e racconta di un piccolo elefantino ‘adottato’ dal circo; farà parte di un’esibizione (una piramide di elefanti) che però andrà deserta…a causa delle sue grandi orecchie.

    Cenerentola: fiaba pop dagli anni ’50

    E’ senza dubbio tra le fiabe popolari più famose, sin dagli anni ’50. Il Dopoguerra in fondo aveva bisogno di rigenerarsi in una forma migliore; è la storia che ha più versioni in assoluto le cui origini, secondo alcuni fonti, sono allo stesso tempo tra le più incerte.

    Sulla trama, siamo più o meno giusti nel raccontarvi quella a cui, per cultura e per amore dei cartoni animati (qui quelli più tristi della storia della tivù), abbiamo avuto accesso più facilmente: il film-tv racconta di una donna, orfana di entrambi i genitori. Tutti ricordano la matrigna, moglie del padre, che la schiavizzò mentre le sue sorellastre se la godevano a crepapelle, alla faccia sua.

    Ma a fare breccia nel cuore di Cenerentola sarà una speranza: in città un ballo può cambiare la sua tristezza in amore e fantasia, per conoscere il suo principe. E qui, la magia ha inizio: la Fata madrina di Cenerentola l’aiuta a ‘trovare’ un abito e le famose scarpine, ad una condizione però: l’incantesimo svanirà dopo la mezzanotte. Non tutti sono d’accordo sulla natura della scarpina (chi dice di legno, chi di pelle, chi di cristallo), di fatto si sa che il ‘tacco’ verrà perso…nonostante l’amore, e il matrimonio, con il Principe…E vissero felici e contenti.

    Da sempre, la tivù ha intuito (qualche volta meglio del solito) il potenziale racconto, ancora attuale, della fiaba: così nel 2011 è approdata in HD su Rai1, oltre al celebre spin-off Once Upon a Time.

    Biancaneve e i sette nani: se l’altezza è la grande bellezza…

    La ‘penna’ artistica è dei Fratelli Grimm ed è tra le più antiche. Non ci crederete ma Biancaneve, dal 1812, ancora oggi è viva e vegeta; ricorderete un’ambientazione particolare, nella bassa Germania. La versione più famosa, e più raccontata, è però quella dei Fratelli Grimm del 1857: una regina cattiva vuole il cuore e il fegato e i polmoni di Biancaneve, ma il cacciatore-boia incaricato del delitto si compiace della bellezza della protagonista;

    uccide un cinghiale e porta gli organi alla regina, ma non sono quelli di Biancaneve che, nel bosco, si imbatte in una casa (che non è di marzapane) popolata dai 7 nani. Ma la regina, si sa, non demorde..pronta a ‘sommistrarle’ la mela avvelenata… La Disney pubblicherà la prima Biancaneve, a fumetti, sulle pagine dei news-paper Usa, nel 1937.

    La Bella e la Bestia

    Nei giorni dell’Oscar riconosciuto al film di Sorrentino, La Grande Bellezza, non possiamo non parlarvi di un antesignano che, a modo suo, ha fatto la storia dell’animazione.

    Volendo raccontare a mo’ di C’è posta: è la storia di una fanciulla che può vantare le bellezza a dismisura. Bella, questo il suo nome, ha uno spasimante d’eccezione, un mercante trasferitosi e a cui lei chiede la rosa più bella. Ma…il mercante incapperà nelle gesta poco eroiche della Bestia, al suo castello che gli imporrà di portargli Bella, in cambio della sua stessa vita. Ma il resto è storia: tornata al castello, dopo la morte del padre, per Bella un bel Principe…

    Lilli e il Vagabondo: vita da cani, amore da umani

    Una vita da cani, un amore come se fossero stati umani. Come dimenticare la scena madre di animazione: uno spaghetto così lungo ma non troppo se poi Lilli e il Vagabondo si uniscono in un bacio conclusivo.

    In effetti, Lilli e il Vagabondo pare aver ispirato molti degli amori da fiction della tivù attuale (e non solo per la recitazione…da cani, in alcuni casi). Piuttosto, Lilli è una cagnolina che appartiene ad una ricca famiglia, mentre insieme al Vagabondo dovranno tentare l’impossibile: fuggire alla vista dell’Accalappiacani

    Il nostro viaggio d’animazione per oggi è terminato. Ne abbiamo scelti alcuni, forse i più belli forse i più famosi. Siamo certi però che in ognuno di voi sedimenta, ancora vigile, il ricordo di storie di bellezza e bruttezza, allo stesso tempo. Voi quale preferite?

    La tivù, per non svincolare dal tema, è infatti spesso di…cartone – è il caso di dirlo – e non sempre restituisce alle fiabe che prende in prestito il giusto valore, altre volte lo ha fatto benissimo: è il caso dello storico Pinocchio, o la Carica dei 101, o ancora La spada nella roccia (il più recente Merlyn) e tanti altri che non abbiamo citato ma che restano unici.