Homeland, i graffiti contro Showtime: il ‘sabotaggio artistico’ di Arabian Street Artists

Homeland, i graffiti contro Showtime: il ‘sabotaggio artistico’ di Arabian Street Artists

Sabotaggio artistico contro Homeland: Showtime trasmette (a sua insaputa) dei graffiti in arabo che criticano lo show

    In onda all’interno di Homeland, i graffiti contro la serie Showtime: tra scritte razziste contro la serie e critiche al format, gli Arabian Street Artists – aka Heba Amin, Caram Kapp e Stone — hanno confezionato un bello scherzetto (altrimenti detto sabotaggio artistico) ai produttori di Homeland. Lo showrunner Alex Gansa non ha mostrato di prendersela troppo, ma Showtime, quantomeno nelle future messe in onda in patria e all’estero (e nei dvd), potrebbe comunque alterare digitalmente o rimuovere i graffiti contro Homeland. Ecco come sono andate le cose…

    Graffiti contro Homeland

    Ci credereste che durante una puntata della quinta stagione di Homeland sono andati in onda graffiti critici/offese nei confronti dello show? Il tutto è successo durante un episodio della serie trasmesso domenica 11 ottobre 2015 da Showtime, dove facevano bella vista di sé graffiti contenenti ‘offese’ nei confronti della serie. Nella puntata, The Tradition of Hospitality, la protagonista Carrie Mathison aka Claire Danes stava passando a piedi in un fittizio campo di rifiugiati siriani, e sui muri si vedono delle scritte: nessuno sapeva cosa significassero, fin quando Heba Amin, Caram Kapp e Stone hanno spiegato al mondo il loro sabotaggio artistico.

    Invitati a lavorare sul set di Homeland a Berlino da un loro amico, i tre artisti non erano troppo convinti del lavoro vista la reputazione della serie, da anni e da molti criticata per la scarsa veridicità con cui rappresenta il mondo musulmano. La quarta stagione è finita nel mirino dei pakistani per come il loro Paese e il governo venivano rappresentati (il Pakistan veniva accusato di aiutare i talebani); la premiere della seconda stagione di Homeland, ambientata nel distretto di Hamra in Libano (Stato descritto quasi come una succursale di Hezbollah) vedeva soldati in ogni angolo e personaggi velati minacciosi, quando nella realtà quel quartiere è pieno di bar, negozi e ristoranti ed è in generale abbastanza cosmopolita.

    In breve, per dirla con gli Arabian Street Artists, ‘Homeland offre una descrizione di arabi, pakistani e afghani inaccurata, omologata e molto stereotipata‘.

    Poi gli artisti hanno deciso di accettare pensando – scrive Heba Amin nel suo blog – di poter esprimere le loro perplessità politiche – e quelle di molte altri – sulla serie e che non potevano farsi sfuggire l’occasione di poter criticare direttamente Homeland, anche considerato che al di là di generiche raccomandazioni, ad esempio no a messaggi politici, il contenuto dei graffiti in Homeland non era fonte di preoccupazione.

    Interpellato da Deadline, lo showrunner Alex Gansa si complimenta con gli autori dei graffiti apparsi in Homeland, spiegando che sì i produttori avrebbero dovuto e voluto accorgersi di queste immagini prima della messa in onda, ma Homeland è sempre stato a suo modo sovversivo e fonte di conversazione, e ‘non possiamo che ammirare questo atto di sabotaggio artistico‘. Nel bene o nel male, insomma, che se ne parli…

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