Homeland 4, Damian Lewis: ‘Il season finale è stato destabilizzante’ [SPOILER]

Homeland 4, Damian Lewis: ‘Il season finale è stato destabilizzante’ [SPOILER]

Homeland: le considerazioni di Damian Lewis e i primi spoiler per la quarta stagione anticipati dallo showrunner Alex Gansa

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    All’indomani del finale di Homeland e dopo l’intervista con spoiler al producer Alex Gansa, anche Damian Lewis fornisce spiegazioni sul finale e i suoi sentimenti per le scelte degli autori: l’intervista contiene spoiler giganteschi sul finale della terza stagione, e vi invitiamo a non leggerla se non siete a pari con la messa in onda americana e non gradite sapere in anticipo cosa succederà.

    Come abbiamo scritto più volte, Homeland 3 si è concluso con la morte del personaggio di Damian Lewis, uno dei pochi non sorpreso dal finale:

    ‘L’ho saputo all’inizio della stagione, ma non mi sono sorpreso: sapevo che l’aspettativa di vita di Brody era minore di quella degli altri personaggi’.

    L’attore confessa di essere contento per come è finita la storia di Brody:

    ‘Gli autori hanno fatto un buon lavoro: sapevo era diventato un personaggio popolare e volevo interpretarlo al meglio, farlo andar via col botto, volevo che avesse un gran finale.’

    ‘Non volevo un finale da eroe perché Brody non lo è, è diventato una figura tragica nel corso delle tre stagioni, un uomo danneggiato: ma volevo che il finale scatenasse una qualche reazione, volevo che fosse toccante, anche per tutte le cose non dette e non fatte, che si sentisse il dolore tra lui e Carrie, e che lei lo vedesse morire. Spero che siamo riusciti a rendere al meglio tutte queste cose.’

    Lewis rivela inoltre che è stato ‘destabilizzante‘ girare il finale:

    ‘Ero nell’auto e tutte le comparse gridavano il mio nome, poi sono uscito col cappio al collo e dovevo guardare questa gente venuta lì per un’esecuzione: è stato angosciante. Dovevo interpretare un ruolo, ero immerso nella sua storia.’

    ‘Aveva detto a Carrie che non voleva fosse lì, ma negli ultimi secondi la cerca tra la folla e la trova: nel momento della sua esecuzione, in una terra straniera e di fronte a facce che non conosce, è chiaro che gli piacerebbe vedere qualcuno di conosciuto, e chi meglio della donna che ama? Mi stavo concentrando su questo, rendere in maniera credibile la mia morte.’

    ‘Alcuni fan mi hanno scritto una mail del tipo, spero tu possa tornare, altri che sono rimasti annichiliti dopo il season finale; Brody era diventata una figura controversa, alcuni pensavano che lo show non potesse andare avanti finché Brody era in vita, altri pensavano che Brody fosse il centro dello show e che questo non potrebbe sopravvivere senza di lui: per parte mia, posso dire che è stato divertente e un gran privilegio interpretare questo personaggio’.

    L’attore aggiunge anche che gli autori hanno fatto di tutto per mantenere il segreto, e che durante la scena della sua morte ha dovuto interrompere le riprese, non perché stava effettivamente soffocando ma perché aveva avvistato una delle comparse che tentava di fotografare la scena:

    ‘Abbiamo dovuto cacciare una delle comparse perché tentava di fare delle foto: indossava un burka nero e aveva un iPhone bianco, l’ho vista mentre penzolavo a sei metri da terra e ho cominciato a gesticolare, dimentico che agitare le braccia era il segnale che stavo soffocando. ‘

    Considerando che l’ultimo giorno di riprese si è concluso a notte fonda l’addio è stato tutto sommato tranquillo, ma Lewis spiega che gli mancherà la ‘famiglia Homeland’, si dice aperto ad eventuali ritorni sottoforma di sogni o flashback (già smentiti però da Alex Gansa) e pronto ad altri lavori: oltre a Queen of Desert di Werner Herzog (nel cast Nicole Kidman, James Franco, Robert Pattinson; le riprese inizieranno a gennaio in Marocco), non esclude un ritorno in tv:

    ‘Non credo tornerò a lavorare da quest’anno, ma è mia intenzione, se mi proporranno qualcosa di nuovo: e comunque continuerò a guardare Homeland, anche quest’anno non ho sentito molto la mia mancanza e penso lo show possa farcela anche senza di me’.

    Originariamente scritto il 16 dicembre 2013, aggiornato il 17 e il 18 dicembre dicembre.

    Homeland 4, Alex Gansa: ‘Nella quarta stagione ci sarà un reboot’ [SPOILER]

    Il season finale della terza stagione di Homeland fa segnare il record per la serie Showtime: i telespettatori sintonizzati live, secondo i dati diffusi dallo stesso canale, sono stati 2.4 milioni di persone, quasi 3 milioni se si contano le repliche, più 27% rispetto al finale dell’anno scorso. A questi numeri record vanno aggiunti gli utenti che usufruiscono dello show utilizzando tutte le piattaforme Showtime, pari a 7 milioni di persone in media per ogni singola puntata dello show, un risultato migliore di quello ottenuto da Dexter. Ma viene spontaneo domandarsi, alla luce del finale, se questi numeri reggeranno nel corso della quarta stagione, su cui ci fornisce qualche spoiler lo showrunner Alex Gansa: se però non avete visto la dodicesima puntata della terza stagione, vi invitiamo caldamente a non leggere oltre.

    Come scrivevamo ieri, Homeland 3 si chiude in maniera sanguinosa: dopo aver ucciso Danesh Akbar, capo dell’Iranian Revolutionary Guard, Nicholas Brody (Damian Lewis) viene infatti giustiziato sulla pubblica piazza, confermando l’anticipazione di Ausiello secondo cui proprio il gioiellino Showtime avrebbe perso il suo protagonista principale.

    Dice Alex Gansa, showrunner della serie:

    ‘Perdere Brody e Damian è triste, ma lo show deve andare avanti e lo farà con alcuni – se non tutti – fan: alcuni vogliono uno show di spie, altri uno show romantico, altri chissà cosa vogliono: sappiamo che non soddisferemo tutti, ma ci sembrava il momento giusto per la scomparsa di Brody, stava per finire il periodo in cui lo sentivamo come un personaggio vitale la cui presenza era essenziale ogni volta che appariva sullo schermo: la sua apparizione limitata in questa stagione è stato un po’ un testamento, volevamo fosse sullo schermo solo quando la sua presenza significasse qualcosa’.

    Come già notavamo ieri, la morte di Brody era una delle poche, se non l’unica, delle conclusioni possibili, e Gansa conferma che ‘tutta la stagione è stata strutturata per questa fine, non Brody ammazzato nella pubblica piazza di Tehran, ma comunque con la sua morte‘. L’autore ha anche ringraziato la rete per aver permesso una simile svolta narrativa – ‘Erano esitanti, ma quando hanno sentito le nostre spiegazioni ci hanno lasciato fare‘ – e fa sapere di ritenere improbabile che Damian Lewis possa tornare nello show in sogno o via flashback (anche se aggiunge ‘Mai dire mai‘). Nonostante il rinnovo già assicurato, molti hanno percepito questo finale come un series finale, tesi smentita dallo showrunner:

    ‘Sembrava un series finale, ma non lo è: nella scena finale (in cui Carrie disegna una stella per Brody sul muro degli eroi) capisci che la relazione centrale dello show è finita, ora servirà un grande ripensamento dello show, un reboot: non ci stiamo ancora pensando, ma abbiamo la tentazione di mostrare al pubblico una Carrie che fa le cose per cui è stata addestrata, ossia la capo-stazione CIA in un paese straniero.’

    ‘Ci sembra un punto interessante da cui partire, e abbiamo scelto la Turchia per la sua vicinanza all’Iran, hanno un confine in comune e sarà più facile controllare Javadi (il nuovo capo dell’IRG scelto dalla CIA all’insaputa degli iraniani, ndr) da lì; inoltre Istanbul è una città fantastica in cui girare, anche se non sappiamo se gireremo fisicamente lì, per quanto sarebbe bello girare alcune scene oltreoceano’.

    Questo non significa però che rivedremo Javadi, gli autori devono infatti ancora decidere come strutturare la quarta stagione di Homeland, non solo per la gravidanza di Carrie (porterà il bambino in Turchia – e quindi sarà una ‘working mom’ – o lo lascerà al suo – di lei – padre?) – ma anche a livello temporale; dice Gansa:

    ‘Una delle cose da chiarire è quanto tempo passerò, potremmo fare un grande salto temporale – o no: ma da questa decisione dipenderanno molte altre cose, ad esempio se Javadi tornerà e avrà un ruolo di primo piano, o se Carrie dovrà affrontare una nuova sfida.’

    Rivedremo invece sicuramente Saul (Mandy Patinkin), che non lavora più per la CIA:

    ‘Posso confermarlo al 100%, non ha più un ufficio alla CIA, ma l’Agenzia delega molte cose ai contractor privati e lui fa parte del giro: di sicuro alla CIA fa comodo lavorare con una persona dalle grandi qualità e dalla grande conoscenza che ha Saul.’

    Gansa non si sbilancia invece sul ritorno di Morena Baccarin (Jessica Brody, moglie di Nicholas) e Morgan Saylor (Dana Brody, figlia di Jessica e Brody), che non faranno più parte del cast regolare: l’autore spiega che Carrie potrebbe prima o poi avere dei rapporti con loro per un motivo o per l’altro (ad esempio spiegare perché Brody è morto), ma al momento è improbabile perché le circostanze della morte del protagonista devono rimanere segrete:

    ‘L’ultima cosa che la Revolutionary Guard o gli Ayatollahs di Tehran vorrebbero sentire è che la morte di Akbari è una decisione della CIA: il gesto di Brody deve sembrare quella di un pazzo, così che i negoziati possano procedere. Gli iraniani non sanno con sicurezza che Brody non è il bombarolo di Langley, chi lo sapeva per certo era solo Abu Nazir, cui Tehran aveva appaltato il lavoro di Langley’.

    Originariamente scritto il 16 dicembre 2013, aggiornato il 17 dicembre.

    Homeland 4, due addii nel cast regolare; e nel finale della terza stagione… [SPOILER]

    Ieri su Showtime si è conclusa la terza stagione di Homeland con una serie di colpi di scena degni di un series finale, che ci spinge a chiederci… cosa succederà nella quarta stagione? Dopo il salto, spoiler sul finale di Homeland 3 e le prime – labilissime – anticipazioni sulla quarta stagione; come sempre, un post da evitare se non siete a pari con la messa in onda americana e non volete sapere niente di niente.

    La terza stagione di Homeland si chiude in maniera sanguinosa e con un colpo di scena che priva lo show di uno dei protagonisti principali: dopo aver completato con successo la missione di uccidere Danesh Akbar, capo dell’Iranian Revolutionary Guard sostituito dall’infiltrato Majid Javardi, Nicholas Brody (Damian Lewis) viene infatti giustiziato sulla pubblica piazza, esecuzione cui assiste un’impotente Carrie Mathison (Clare Danes).

    La puntata ci mostra poi un flash-forward di qualche mese dopo, con Saul (Mandi Patinkin) che – nonostante il successo dell’operazione Javardi – oramai lavora nel settore privato e Carrie (incinta e determinata a tenere il bambino, anche se non lo crescerà) promossa responsabile CIA in quel di Istanbul.

    Certo, non è la prima volta che uno show perde uno dei protagonisti – pensiamo ai bagni di sangue di Game of Thrones o The Walking Dead – ma qui il problema è che i protagonisti di Homeland sono fondamentalmente due, di cui uno… morto ammazzato; va anche aggiunto però che a) da un lato Homeland è già sopravvissuto senza Brody (il protagonista è stato un fantasma per metà della terza stagione) b) i produttori hanno avuto il coraggio di fare, ai fini della storyline, una mossa che era l’unica possibile.

    In attesa di spoiler e spiegazioni più certe che arriveranno tra qualche ora, relativamente alla quarta stagione di Homeland possiamo anticipare per certo che non rivedremo (in maniera regolare) due protagoniste, Morena Baccarin (Jessica Brody, moglie di Nicholas) e Morgan Saylor (Dana Brody, figlia di Jessica e Brody).

    La notizia è arrivata nel weekend via TVLine (ed assume molto più senso alla luce del finale della terza stagione), con una stagione di ‘ritardo’ rispetto a quanto pensato da molti fan all’indomani dell’esplosivo finale della scorsa stagione che aveva fatto di Brody un fuggiasco; in realtà (anche complice la gravidanza dell’ex protagonista di V.) le due attrici si erano viste molto poco nel corso di Homeland 3 e, al massimo, saranno guest star come avvenuto in questa terza stagione per l’ex regular Diego Klattenhoff.

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