Hollywood sciopera

Hollywood sciopera

Gli sceneggiatori del cinema e della televisione e i produttori americani non sono pervenuti a un accordo domenica sera durante le trattative (durate undici ore) avvenute con l’ausilio di un mediatore federale

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    E’ sciopero: gli sceneggiatori del cinema e della televisione e i produttori americani non sono infatti pervenuti a un accordo durante le trattative (durate undici ore) avvenute fino a ieri sera con l’ausilio di un mediatore federale.

    Venerdì, la Writers Guild of America aveva votato all’unanimità per lo sciopero che è cominciato oggi a mezzanotte locale (le 8 di questa mattina in Italia). La Wga esige che l’associazione dei produttori (Alliance of Motion Picture and Television Producers, Amptp) accetti una rivalutazione dei diritti d’autore degli sceneggiatori legata ai nuovi modi di diffusione delle loro opere, quali Internet, telefonini, Ipod, Dvd, per i quali quest’anno, secondo le stime di Adams Media Research, i consumatori spenderanno oltre 16 miliardi di dollari. Le major, rappresentate dall’Amptp, sono drasticamente contrarie a qualsiasi aumento di questi diritti. E’ il primo sciopero degli sceneggiatori dal 1988, quando la vertenza era durata cinque mesi e costata oltre cinquecento di milioni di dollari all’industria cinematografica e televisiva americana.

    “Lo sciopero è un’esigenza che tocca ogni membro del Writers Guilde, e anche ogni attore”, ha detto Carlton Cuse, produttore esecutivo di Lost. Come già detto, lo sciopero non avrà dirette conseguenze nell’immediato, soprattutto per la produzione di film e programmi per la prima serata, perché molti studios hanno dozzine di sceneggiature per film e alcuni degli show televisivi sono stati completati da mesi.

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