Hill Harper (CSI:NY) al Giffoni Film Festival

Hill Harper (CSI:NY) al Giffoni Film Festival

Hill Harper di CSI:NY ha incontrato questa mattina centinaia di ragazzi al Giffoni Experience: un'occasione per parlare di integrazione razziale e di diritti civili in qualità di testimonial del Black History Month in Italia

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    Questa mattina Hill Harper, protagonista di CSI:NY, ha incontrato circa 500 ragazzi ospiti di Giffoni Experience, meglio noto come Giffoni Film Festival, per discutere e riflettere con loro sui temi dell’integrazione razziale e dei diritti civili in occasione delle celebrazioni del mese della cultura Afro-americana.

    Perfetto testimonial del Black History Month, Hill Harper, volto noto del cinema e della tv non solo negli Usa, giunto al grande successo internazionale con il ruolo di Sheldon Hawkes in CSI:NY, ha finito per ribaltare la prospettiva dell’incontro. È giunto a Giffoni – prima tappa del tour organizzato dalla Missione Diplomatica Americana che lo porterà poi a Napoli, Roma e Bologna – per rispondere alla domande dei ragazzi, ma ha finito per interrogare i ragazzi sui propri sogni e le proprie ambizioni, incoraggiandoli a perseguirli sempre con coraggio e con determinazione, come insegnano la storia e i successi della comunità afro-americana celebrati ogni anno negli Usa a febbraio.

    E la sua storia ne è una dimostrazione: cresciuto con un solo genitore, ricorda un’infanzia non proprio agiata che non gli ha impedito prima di laurearsi, grazie anche alla sua bravura nel basket, e poi specializzarsi in legge ad Harvard, coltivando il suo amore per la recitazione. E proprio ad Harvard ha incontrato e stretto amicizia con un ragazzone alto e dinoccolato, “dai calzini troppo lunghi” che di nome faceva Barack (“Nome davvero strano, non l’avevo mai sentito”) e di cognome Obama, con il quale ha stretto una profonda amicizia proseguita oltre i tre anni di corso universitario, passati a scambiarsi idee sul proprio futuro a fare progetti, a lavorare per raggiungere i propri sogni. E di certo non si può dire che non siano riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati, magari anche superandoli.

    Vi porto i saluti del mio amico Barack Obama” ha detto entrando nel cinema Truffaut dove lo aspettavano circa 300 ragazzi delle scuole elementari giunti a Giffoni per i Movie Days, gli incontri per le scuole che il Festival organizza quasi quotidianamente per avvicinare i più giovani al cinema per ragazzi, e i 200 alunni delle superiori del salernitano venuti apposta per incontrarlo. E proprio a loro, sfiduciati dalla crisi, ormai privi di sogni e ambizioni, schiacciati dalla paura di fallire, ha parlato a lungo, scendendo in platea, microfono in mano, saltando da un lato all’altro del cinema per ascoltare le loro perplessità e spronarli a non perdere mai la fiducia. “In inglese ‘paura’ di dice Fear – dice Harper ai ragazzi – per me Fear è acronimo di False Evidence Appares Real (una prova falsa che sembra vera, n.d.r.) come succede spesso in CSI”. Insomma la paura è un falso problema, di cui bisogna liberarsi, così come la crisi può in realtà essere una grande opportunità di successo: “Nell’attuale situazione delle borse qualcuno ora può permettersi di investire qualcosa e quel qualcosa può quintuplicarsi nei prossimi tre anni: questa è un’opportunità che prima non si aveva” dice pragmaticamente Harper, con quello spirito dell’Everything is Possible tipico della cultura Usa, del Paese del Sogno, dello Yes, We Can. E certo Barack Obama, “perfetto esempio di cosa vuol dire non smettere mai di seguire il proprio cuore” dice Harper, incarna perfettamente questo senso di Tutto è Possibile.


    Impegnato da sempre nel sociale, Hill Harper, con il suo sorriso disarmante, la sua energia, la sua capacità di tenere a bada 200 adolescenti, di affascinarli, conquistarli e nello spesso tempo incoraggiarli a guardare avanti perseguendo le proprie ambizioni, mette perfettamente a frutto tutto ciò che ha imparato facendo teatro e recitazione. In fin dei conti, come dice ai giornalisti che lo hanno incontrato dopo la full immersion nella gioventù di Giffoni, le tecniche di recitazione lo hanno aiutato anche a ottenere migliori risultati in questo tipo di incontri, diremmo motivazionali. Una pratica che non gli è sconosciuta, visto che ha scritto due libri motivazionali per i teenagers, uno per i ragazzi e uno per le ragazze (Letters to a Young Brother nel 2006 e Letters to a Young Sister: DeFINE Your Destiny, nel 2008) visto che lottare e difendere l’uguaglianza dei diritti non equivale a cancellare le specificità di ciascuno. “Libri in cui gli editori non credevano – racconta Harper – dicevano che non avrebbero avuto mercato: e invece li ho pubblicati lo stesso, arrivando in cima alla classifica dei libri più venduti del NY Times”. Quando si dice guardare avanti e non lasciarsi abbattere dai no. Con questa stessa determinazione potrebbe davvero decidere di iniziare una nuova pagina della sua vita: “Aprirei volentieri una bella pescheria a Salerno” ha detto Harper, raccogliendo un’ovazione e invitando tutti a diventare suoi clienti.

    Davvero un bell’incontro: siamo pronti a giurare che questa prima volta a Giffoni non sarà l’ultima. Chissà che non torni in occasione della 39ma edizione del Festival, che si terrà dal 12 al 25 luglio. Nel frattempo siamo tutti invitati a diventare suoi amici su Facebook.

    (Foto: Lea Mancino – GFF)

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