Heroes, una serie meno serializzata?

Ign propone un interessante articolo su Heroes (che vi proponiamo spezzato in due parti, la seconda domani), contenente dichiarazioni rilasciate da Tim Kring nel corso dei "Creative Screenwriting's 2008 Screenwriting Expo", cerimonia andata in scena lo scorso weekend

da , il

    Eric Goldman di IGN scrive un interessante articolo su Heroes (che vi proponiamo spezzato in due parti, la seconda domani), contenente dichiarazioni rilasciate da Tim Kring nel corso dei “Creative Screenwriting’s 2008 Screenwriting Expo“, cerimonia andata in scena lo scorso weekend.

    Secondo quanto riportato, Kring & company stanno pensando di tornare alle origini, ma soprattutto di rendere la serie meno…serializzata: la NBC, infatti, non trasmette show ‘concettuali’ come Lost, progetto che a Kring sarebbe piaciuto ‘ricreare’ proprio con Heroes ma che probabilmente non si farà (o si smetterà di fare).

    Kring ha spiegato infatti che la serializzazione è stata “compromessa” dall’avvento dei lettori dvd e dello streaming online, perché se una volta una serie tv si poteva vedere solo ed esclusivamente davanti alla tv, “e questo era il ‘motore’ che faceva funzionare l’intera cosa, adesso, uno può guardare uno show quando vuole e dove vuole, e streaming e dvd stanno sorpassando la tv“.

    Al momento, comunque, per Heroes non c’è niente di certo, nemmeno il finale: “Non abbiamo un’isola da cui scappare, ha spiegato Kring, e la mia idea originale era di rimpiazzare quasi tutti i personaggi stagione per stagione: una volta che la storia originale si fosse esaurita, una volta che i personaggi avessero smesso di essere interessanti, per me sarebbe stato difficile connettermi con loro“.

    Il problema è che noi andiamo in una direzione, lo show ed il business in un’altra“, e se per Kring è difficile connettersi ai personaggi una volta che questi hanno esaurito la loro funzione, network e telespettatori si sono invece “innamorati” dei loro Heroes, senza considerare “che è difficile scritturare molte persone per pochi episodi. E così ti ritrovi a scrivere di personaggi di cui certe volte pensi che sarebbe stato meglio se se ne fossero andati“.

    Ma le reazioni dell’audience influenzano le sceneggiature? Kring ha spiegato che questo non avviene direttamente, nel senso che quando noi abbiamo visto il primo episodio della terza stagione, produttori e attori stavano già filmando il tredicesimo episodio della stagione: “La maggior parte dei feedback sono irrilevanti, ha detto il creatore di Heroes, ma ci sono dei ‘trend’ che non puoi non seguire. E comunque, ha aggiunto è impossibile accontentare tutti, perché quello che uno ama, l’altro odia“.

    Quanto ai ‘Volumi’ più corti, circa metà stagione invece che una intera, la scelta è stata fatta perché, oltre alla meno serializzazione, c’è la possibilità di ‘agganciare qualche nuovo telespettatore; sul piano sceneggiatura, invece, gli sceneggiatori non fanno tutto tutti insieme, ma ad ognuno dello staff creativo viene assegnato uno storyline differente, che segue dall’inizio alla fine, tra sceneggiatura, limatura per armonizzarlo alla trama generale, produzione e consegna al network, “così, ha concluso Kring, da fargli avere un senso di ‘sua’ proprietà“.

    Sarà per questo che la serie non “piace” più e sembra meno ‘armonica’? In attesa di sapere cosa ci aspetta da Heroes, domani sarà pubblicata la seconda parte dell’intervista, con qualche spoiler e anticipazione sul futuro della serie…