Heroes, Tim Kring salverà la serie?

Heroes, Tim Kring salverà la serie?

"Se la tagline della prima stagione di Heroes era 'salva la cheerleader', questa stagione potrebbe essere 'salva la sceneggiatura'": così Variety sintetizza la crisi di Heroes, uno degli argomenti più gettonati sui maggiori siti internet e magazine televisivi americani

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    “Se la tagline della prima stagione di Heroes era ‘salva la cheerleader‘, questa stagione potrebbe essere ‘salva la sceneggiatura‘”: così Variety sintetizza la crisi di Heroes, uno degli argomenti più gettonati sui maggiori siti internet e magazine televisivi americani.

    Oltre ad andare male negli ascolti, secondo molti fan e critici la serie ha perso ‘appeal creativo’, per questo il produttorie esecutivo e creatore di Heroes, Tim Kring, è stato messo sotto pressione per apportare alcuni cambiamenti: il licenziamento dei co-produttori esecutivi Jesse Alexander e Jeph Loeb sarebbe proprio dovuto al fatto che Kring ha delegato troppe responsabilità ai due, determinando un calo della serie in qualità e quantità (di ascolti).

    Secondo Variety, domenica sera Kring avrebbe avuto una dura chiamata con gli executives della NBC per spendersi nei confronti di chi, come appunto Alexander e Loeb, hanno mandato avanti la baracca sin dalla prima stagione. Nel corso della telefonata, il creatore della serie avrebbe fornito rassicurazioni tanto alla NBC quanto alla Universal Media Studios sul fatto che tutto quello che viene criticato sarà semplificato, così come sarà semplificata la storia e verrà dato più spazio ai personaggi piuttosto che ai ‘cambiamenti’ di trama.

    Secondo insider vicini alla situazione, vero è che Kring è sempre stato uno showrunner diligente, ma il problema dello show sta non tanto nell’ampio cast, quanto nella post produzione e negli effetti speciali che prendono a Kring troppo tempo, e che ‘succhiano’ gran parte dei 4 milioni messi a disposizione dalla NBC per ogni puntata.

    Adesso, Kring avrebbe assicurato a tutti che concentrerà le sue energie sulle storie da raccontare e sul ‘ridefinire’ il tono dello show per il resto della terza stagione: se questo servirà a salvare una serie che era ottima, e a far aumentare i 10.4 milioni di telespettatori (meno 21% rispetto ai telespettatori totali e meno 18% nella fascia 18-49), ne saremo tutti contenti.

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