Heroes, come imparare dai propri errori

Dopo aver visto la terza puntata della terza stagione di Heroes, finalmente possiamo dirlo: alleluja, Tim Kring & compagnia cantante degli sceneggiatori hanno ascoltato le critiche post seconda stagione della serie sci-fi, e a guardare le sceneggiature della terza stagione, di carne al fuoco e di motivi per essere ottimisti ce ne sono a profusione

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    Dopo aver visto la terza puntata della terza stagione di Heroes, finalmente possiamo dirlo: alleluja, Tim Kring & compagnia cantante degli sceneggiatori hanno ascoltato le critiche post seconda stagione della serie sci-fi, e a guardare le sceneggiature della terza stagione, di carne al fuoco e di motivi per essere ottimisti ce ne sono a profusione. (Attenzione, seguono spoiler)

    Lo storyline è – almeno finora – ambientato in un solo ‘tempo’, gli Heroes sono al pieno delle loro potenzialità, le sceneggiature nascono, muoiono e rinascono, nessun personaggio ruba troppo spazio agli altri. L’anno scorso, tra giapponi feudali con Hiro che è stato lì tutto il tempo, Peter che non sapeva chi fosse, Maya e Alejandro tra i personaggi più inutili della storia, Sylar senza poteri, Claire che voleva essere una cheerleader…la serie non si poteva guardare.

    Tutti errori corretti nella terza stagione, dove uno degli storyline più divertenti della serie, quello tra Hiro e Daphne, è stato interrotto ancora prima che ci fosse il rischio di farlo diventare senza senso: l’Haitiano è arrivato ed ha condotto Hiro e Ando al Livello 5. Heroes, e non è la prima volta che lo diciamo, funziona meglio quando i personaggi principali interagiscono tra loro, ed aver ‘accantonato’ le capacità di viaggiare nel tempo di Hiro è stata una mossa intelligente.

    Come dimenticarci di Tracy, il cui storyline ci ha catturato sin da subito: e anche qui, gli sceneggiatori ci hanno stupito, visto che invece di passare la stagione a tentare di capire come Tracy fosse connessa a Niki, le hanno fatto vedere il cadavere della mamma di Micah, tramite Micah le hanno fatto scoprire il dottore che è il loro ‘creatore’, e -se tutto va come deve andare – non dubitiamo che ne vedremo delle belle per almeno 3/4 episodi.

    E Peter? Qui, per la verità, dobbiamo un attimino lamentarci, visto che l’idea di bloccare Peter nel corpo di un cattivo era intrigante, ma gli sceneggiatori hanno ‘eliminato’ lo storyline dopo pochi episodi. Come che sia, non crediamo certo che tutti i problemi di Heroes si siano magicamente risolti, ma se le premesse saranno mantenute, la serie della NBC ha tutte le carte in regola per tornare ai livelli della prima stagione: cosa che noi tutti, da fan di Heroes, ci auguriamo fortemente…