HBO vuole The Lobotomist, la storia del padre americano della lobotomia

HBO vuole The Lobotomist, la serie prodotta da Leonardo DiCaprio che racconta le gesta del padre americano della lobotomia, Walter Freeman

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    Un’altra serie controversa per HBO, che si dedicherà alla biografia di Walter Freeman, il padre americano della lobotomia: lo show è stato proposto al canale via cavo da Leonardo DiCaprio insieme al producer Brad Fischer e alla sceneggiatrice Laeta Kalogridis, che hanno comprato i diritti del libro ‘The Lobotomist: A Maverick Medical Genius and His Tragic Quest to Rid the World of Mental Illness’ che appunto racconta la storia di Freeman. A dirigere il pilot potrebbe essere Robert Schwentke, già regista di The Time Traveller’s Wife.

    Sarà Daneil Thomsen a sceneggiare il progetto su un altro dottore controverso, dopo Jack Kevorkian aka il Dr Morte, HBO ha messo gli occhi su Walter Freeman, il padre della lobotomia americana, tecnica che esportò dall’Europa insieme a James W. Watts. Come riporta Wikipedia Freeman, senza l’appoggio di Watts, sviluppò una versione che prevedeva di raggiungere il tessuto del lobo frontale attraverso i dotti lacrimali, con un punteruolo chirurgico (lungo 20 cm e spesso 5 mm), detto orbitoclasto, che trapassava lo strato osseo appena al di sopra della palpebra.

    Il punteruolo veniva quindi mosso energicamente al fine di danneggiare il lobo frontale, una pratica di pochi minuti (ambulatoriale) che Freeman raccomandava questa procedura anche ai pazienti con lievi sintomi ed egli stesso la praticò su migliaia di persone: in quattro decenni – e nonostante non fosse un chirurgo – Freeman praticò 3.400 lobotomie in 23 Stati, facendosi pagare 25 dollari a operazione.

    La serie sarà basata su libro di Jack El-Hai intitolato ‘The Lobotomist: A Maverick Medical Genius and His Tragic Quest to Rid the World of Mental Illness‘, e secondo Variety racconterà delle tecniche più o meno raccapriccianti messe in atto da Freeman per stupire il mondo attraverso una nuova forma di chirurgia del cervello, appunto la lobotomia.

    Una tecnica dai risultati controversi, se infatti molti pazienti affermarono di essere migliorati dopo il trattamento, altri – come tale Howard Dully, autore del libro ‘My Lobotomy’ in cui racconta la sua lobotomia da dodicenne e il lungo recupero che ne seguì – criticarono il dottore per aver eseguito anche operazioni non necessarie.