Happy Days, mezzo cast contro CBS per il mancato guadagno sui gadget

Happy Days, mezzo cast contro CBS per il mancato guadagno sui gadget

Cinque attori della serie Happy Days – Anson Williams, Don Most, Marion Ross, Erin Moran, più gli eredi del defunto Tom Bosley – hanno citato in giudizio CBS per i mancati guadagni sul merchandising dello show

    Cinque attori della serie Happy Days – Anson Williams, Don Most, Marion Ross, Erin Moran, più gli eredi del defunto Tom Bosley – hanno citato in giudizio CBS che, secondo quanto scritto nei documenti presentati alla corte, deve loro decine di milioni di dollari frutto dei ricavi di tutto il merchandising ispirato allo show (fumetti, vestiti, poster, dvd, videopoker) sui quali non hanno mai intascato nulla. Breve la replica di CBS, che riconosce di dover dei soldi ai querelanti, aggiungendo però di “aver cercato per lungo tempo di arrivare ad un accordo, senza esito” anche vista la distanza tra l’offerta (circa 10.000 dollari a testa) e le richieste (40 milioni di dollari).

    Non è cosa da tutti, dopo 27 anni dall’ultimo episodio, riuscire ancora a fare soldi: ci riesce Happy Days, da cui si pensa di trarre un musical ed i cui gadget, decenni dopo la fine, vanno ancora a ruba; una cosa che magari fa piacere ai vecchi protagonisti, che però vogliono pure guadagnarci. Secondo una causa intentata da Anson Williams (Potsie Weber), Don Most (Ralph Malph), Erin Moran (Joanie Cunningham), e Marion Ross (Marion Cunningham), più gli eredi del defunto Tom Bosley (l’interprete di Howard Cunningham è morto lo scorso ottobre), CBS si rifiuta di pagare quanto stabilito nel contratto firmato decenni fa, secondo cui il 5% del guadagno sarebbe andato a loro se il prodotto riportava un’immagine ‘solista’, il 2.5 se il prodotto venduto era con una foto di gruppo.

    Il problema – spiega Jon Pfeiffer – è che a questi cinque membri del cast di Happy Days non vengono pagate le royalties, le loro facce e i loro nomi vengono usati per vendere t-shirts, biglietti di auguri, slot machine vendute ai casinò americani, giochi, tazze e dvd“. Una cosa tanto più stupefacente, se si pensa che chi va matto per questi gadget – sostengono i querelanti – non sono persone anziane, ma le donne tra i 18 e i 54 anni e gli uomini tra i 18 ed i 34.

    La distanza tra richiesta dei querelanti e offerta di CBS è siderale, secondo la rete (che riconosce comunque il diritto ad un compenso per gli attori) i guadagni persi si limitano a 8.500/9.000 dollari per gli ultimi quattro anni, mentre i querelanti chiedono 10 milioni di dollari (complessivi, all’incirca 10 a testa compresi gli interessi e le spese legali). Da sottolineare che nella querela mancano i nomi di Ron Howard (Richie Cunningham), Henry Winkler (Fonzie) e Scott Baio (Chachi Arcola), ma Pfeiffer non sembra preoccuparsi, visto che ritiene Baio un personaggio minore e non sfruttato quanto gli altri e per quanto riguarda Howard, ha intenzione di chiedergli a breve se almeno lui ha ricevuto i suoi compensi.

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