Happy Days e il salto dello squalo, parla il producer Fred Fox Jr.

Happy Days e il salto dello squalo, parla il producer Fred Fox Jr

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    All’epoca non lo sapevano, ma con quel Fonzie che salta lo squalo stavano scrivendo un pezzo di storia della televisione: come abbiamo detto più volte, infatti, saltare lo squalo significa quando una serie raggiunge il punto più alto, e poi comincia a declinare, proprio come (secondo alcuni) successe ad Happy Days con il celebre salto dello squalo.

    Nel 1976-1977 Happy Days era all’apice del suo successo, avendo cominciato la stagione con uno storyline tripartito (Fonzie che si ritrovava con Pinky Tuscadero, suo ex amore) che ABC e Paramount decisero di replicare anche l’anno successivo: la gang di Happy Days sarebbe dovuta andare ad Hollywood per un provino cinematografico di Fonzie, che in una delle storyline minori, si sarebbe dovuto scontrare con “The California Kid“, il belloccio locale con cui avrebbe dovuto dare vita ad una gara di sci nautico, che come prova finale avrebbe avuto il saltp dello squalo.

    A dedicare una ‘retrospettiva’ a quella particolare scena è il Los Angeles Times, che ha interpellato il producer Fred Fox Jr., uno degli sceneggiatori dello show che pensò di inserire quella scena per utilizzare in qualche modo le vere capacità acrobatiche di Henry Winkler sugli sci d’acqua. Nessuno ha fatto troppo caso all’esatta dinamica di quello che sarebbe diventato un momento storico, né si sa chi abbia sceneggiato quel particolare momento, “ma ricordo – scrive Fox – che nessuno protestò, nessuno di noi disse ‘Che? Fonzie che salta uno squalo? Ma ti sei impazzito?’, né si opposero gli attori, lo studio o il network“.

    Nonostante da allora la definizione di saltare lo squalo significa cominciare il declino, Fox rifiuta il parallelo, “‘Hollywood 3′ – scrive – è andato in onda il 20 settembre del ’77 ed è stato una grande hit, al terzo posto in quella settimana, con più del 50% di share e 30 milioni di telespettatori“. Certo, Fox riconosce che “prima o poi tutti i grandi show cominciano a calare, ma non fu quello il ‘salto dello squalo’ di Happy Days, che continuò ad andare in onda su Fox per sei stagioni ed altri 164 episodi, classificandosi nella top 25 in cinque di queste ulteriori sei stagioni“.

    E nonostante il sito www.jumptheshark.com, che da allora ha segnato per sempre Happy Days, “fortunatamente – conclude Fox – neanche la mia carriera ha saltato lo squalo, dopo Happy Days ho diretto Webster, ed ho prodotto e sceneggiato ‘It’s Your Move’, ‘He’s the Mayor’, ‘The New Leave It to Beaver’ and ‘Family Matters’ ed assieme a Bryan Levant abbiamo vinto un International Emmy per la action comedy ‘My Secret Identity’“. Show che non avranno raggiunto il successo di Happy Days, che ma per Fox sono comunque importanti…