Guido Caprino: “Nessuna conferma per Il Commissario Manara 2″

Guido Caprino: “Nessuna conferma per Il Commissario Manara 2″

Guido Caprino, protagonista della serie rivelazione dell'anno, Il commissario Manara, è stato ieri ospite di Giffoni Experience e ha parlato dei suoi prossimi progetti: due film in lavorazione, ma ancora nessuna nuova sulla seconda serie del poliziesco interpretato con Roberta Giarrusso, anche lei ieri sul Red Carpet della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana (SA)

    Guido Caprino, protagonista della serie rivelazione dell’anno, Il commissario Manara, è stato ieri ospite di Giffoni Experience e ha parlato dei suoi prossimi progetti: due film in lavorazione, ma ancora nessuna nuova sulla seconda serie del poliziesco interpretato con Roberta Giarrusso, anche lei ieri sul Red Carpet della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana (SA).

    Giornata densissima quella di ieri per i giurati di Giffoni Experience, che hanno avuto modo incontrare non solo Eva Mendes e Matteo Branciamore, ma anche Guido Caprino e Roberta Giarrusso, anche lei nel cast de Il Commissaro Manara dopo anni di militanza nel corpo dei Carabinieri di Canale 5.

    Caprino non ha tradito la sua fama di uomo affascinante e ironico, anche se ride alla definizione di sex symbol: non ci si riconosce, stanta persino a credere che qualcuno si ricordi de Il Commissario Manara a qualche mese dalla messa in onda. Sarà anche perché al momento è impegnato in due progetti cinematografici, uno per la regia di Cristina Comencini, Lo Spazio Bianco (trasposizione dell’omonimo romanzo di Valeria Parrella, prodotto da Fandango e RaiCinema) che ha in Margherita Buy la protagonista, che catalizza la narrazione, e che vede Caprino in un “piccolo ruolo”, come l’ha definito lui stesso, Pietro; l’altro per la regia di Mario Martone, Noi ci Credevamo, pellicola sul Risorgimento scritta da Martone e da De Cataldo la cui uscita è prevista per aprile 2010, nel quale interpreta Felice Orsini, patriota italiano artefice di un attentato all’imperatore Napoleone III.

    Nessuna novità, invece, per la seconda stagione de Il Commissario Manara: manca ancora una sceneggiatura e i tempi per il ritorno in tv del commissario in tv si allungano per la ‘disperazione’ dei fans, appassionatisi alle vicende del protagonista, che ‘sublima’ in sé una serie di citazioni cinetv da far rabbrividire, consensate nell’atteggiamento sbruffone, ironico, ma mai sopra le righe regalato dall’interpretazione di Caprino. Un ruolo che gli è piaciuto molto, figlio anche di perfetto gioco di squadra sul set, coordinato dall’ottimo regista Davide Marengo, che lascia molto spazio all’improvvisazione: “Molto Manara è nato sul set” spiega Caprino che continua: “Per me non c’è differenza tra un personaggio per il cinema e uno per la tv: io lavoro allo stesso modo“. L’attore muove però una critica all’attuale sistema audiovisivo italiano: “C‘è sempre meno tempo per realizzare i progetti, sia al cinema che in tv: ormai questa è la modalità, l’importante, però, è riuscire a trarre il meglio anche da questa situazione. Al di là di questo, uno dei difetti del nostro cinema è quello di essere troppo provinciale, troppo legato al proprio orticello, troppo autoreferenziale“. Una condizione ormai ‘consolidata’ nella nostra industria cinematografica e fictional, da cui sembra difficile uscire, aggiungiamo noi.
    E a proposito della recente polemica lanciata da Roberto Castelli sull”abuso’ del romanesco nelle fiction tv, Caprino non si sbilancia, ma sembra avvicinarsi alle posizioni da noi espresse qualche giorno fa: “Non voglio entrare in questa polemica che sa di politico.

    Dico solo che bisognerebbe lavorare di più sull’interpretazione: ogni personaggio ha la sua storia, anche nel dialetto e nella lingua usata“. Intelligenti pauca…

    Per natura, Caprino ama cambiare. Non sa per quanto tempo ancora farà l’attore, anche se una certezza ce l’ha, non farà mai un reality show: “Manco morto!“, precisa nel dubbio di poter essere frainteso. Nel suo futuro non vede set fino alla fine dei giorni, piuttosto non gli dispiacerebbe mettere a frutto la patente nautica presa ancor prima di quella automobilistica, magari girando il mondo navigando per i sette mari. Noi come skipper ce lo vediamo benissimo, ma intanto ha ancora un sogno da realizzare nel cinema: “Vorrei lavorare con Emanuele Crialese, capace di raccontare il mondo in maniera mai banale: sono due anni che lo ripeto sperando che mi chiamo, ma non è ancora accaduto“. Noi ovviamente peroriamo la sua causa e gli facciamo i nostri più calorosi in bocca al lupo.

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