Grande Fratello 11, i concorrenti: Cristina Nadia Alberto

Cristina ha 12 tatuaggi ed è la concorrente più tatuata della storia del Grande Fratello

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    cristina nadia alberto gf11

    Cristina è stata l’ultima concorrente a entrare ieri nella prima puntata del Grande Fratello numero 11. Gli autori l’hanno fatta penare un po’, prima preferendole Francesca e Rosa, per poi ripescarla in finale. Ma andiamo a leggere la sua scheda. Nata a Milano, da genitori calabresi, vive a Sellia Marina (in provincia di Catanzaro), Cristina Nadia Alberto ha 27 anni ed è una tipa tosta. A saltare subito all’occhio sono i suoi 12 tatuaggi, fra questi: un’ancora, il numero 23, le parole “credi“, “libertà“, le scritte “combatti” e “rock you tears away“, iniziali e numerose stelle e rose. Cristina ha anche un piercing all’ombelico.

    Adora leggere e scrivere e il suo autore preferito è Alessandro Baricco. Oltre ai libri, la sua più grande passione è la musica “accompagna in ogni momento i miei stati d’animo”, ama praticare lo snowboard e si diletta anche con il giardinaggio.

    Figlia unica, Cristina ha avuto un’educazione molto rigida alla quale si è ribellata presto: “Ho vissuto un’adolescenza travagliata, rifiutavo di essere come volevano i miei genitori, volevo vivere la mia vita e ho tentato in tutti i modi di dimostrarglielo con piercing, atteggiamenti e abbigliamento“. A 20 anni ha lasciato Milano per andare a vivere da sola, in un piccolo centro della Calabria, qui vive con il suo fidanzato Alessio. Cristina è comunque felice delle sue scelte ed è molto soddisfatta: “Ho fatto la scelta giusta, qui ho trovato la mia dimensione“. Non sopporta l’arroganza, la prepotenza e le ingiustizie e si definisce una ragazza trasparente e allegra. Non ha nessun problema a crearsi nuove amicizie “perché sono una specie di giullare che fa ridere tutti“. Il suo sogno è aprire una galleria d’arte dedicata agli artisti underground con ancora poca visibilità. Partecipa al GF per i soldi: “È un modo per concretizzare economicamente i miei sogni, giocando. Lo considero una specie di ‘gratta e vinci’ che non puoi non grattare“.