“Grande Fratello 10 sembra Uomini e Donne”

“Grande Fratello 10 sembra Uomini e Donne”

Per Aldo Grasso, critico del Corriere della Sera, Il Grande Fratello 10 somiglia sempre di più a Uomini e Donne: lacrime, triangoli amorosi, prede e conquistatori la fanno da padrone in un reality che ha perso la sua identità

    Grande Fratello 10 somiglia sempre più a Uomini e Donne: questo il giudizio di Aldo Grasso sulla decima edizione del Grande Fratello, che si appresta a vivere la sua undicesima puntata, la prima del 2010. L’edizione dei record, che ha visto la prima gita fuori porta dei concorrenti (Maicol e George a Parigi), il primo Capodanno dentro la Casa e il primo scambio di concorrenti con l’estero ha ormai perso la patina di ‘esperimento sociologico’ per diventare a tutti gli effetti un ‘pianto show”, “con Alessia Marcuzzi che sembra ormai una Carrà rivisitata da Maria De Filippi“. In alto la Marcuzzi cucina per i concorrenti.

    Secco il giudizio dato al Grande Fratello 10 da Aldo Grasso sulla sua ribrica del Corriere della Sera, A Fil di Rete. Cast poco azzeccato per una edizione no limits, che potrebbe concludersi ad inizio marzo – un mese in più delle 16 puntate finora previste -, e che ha fatto delle lacrime la sua caratteristica distintiva, sembrando sempre di più un mix tra Carràmba che Sorpresa (tra videomessaggi di parenti e visite di familiari), e Uomini e Donne, con le sue sue love story sempre più ingarbugliate e amanti in cerca di visibilità.

    Con tutte quelle lacrime, e quelle lettere a Babbo Natale, e quelle madri che ricordano ai figli il loro figlio, e quelle continue uscite rimpiazzate da nuove entrate, e quelle… Insomma, Alessia Marcuzzi sembra ormai una Raffaella Carrà rivisitata da Maria De Filippi, e questa edizione del Grande Fratello tende molto a Uomini e Donne” scrive Grasso che continua: “L’impressione è che ci siano troppi colpi di scena provocati dall’’esterno’. Mi spiego meglio: forse la compagnia del GF 10 non è stata molto azzeccata. Il cast è tutto, specie per un’edizione così lunga. Non c’è un personaggio che emerga, non c’è una storia che conquisti, non c’è una lite che passi agli annali: allora si fa ricorso alla panchina lunga, come quando una squadra di calcio non riesce a esprimere un gioco. Gente che va, gente chi viene e la Casa assomiglia molto a un albergo“.

    Ormai perso il fascino della reclusione, l’isolamento dalla realtà, la scoperta delle dinamiche di gruppo “la domanda che molti si fanno è questa – scrive Grasso – la continua esibizione di sentimenti («Ho scoperto cos’è l’amore», ha detto un recluso) è autentica o fa parte di una recita per accaparrarsi il premio finale? Quando la madre di George, in un videomessaggio, dice al figlio «Fuori c’è tuo figlio e la tua compagna.

    Mi sento preoccupata e anche un po’ arrabbiata. Fai venir fuori quello che sei realmente, George», dice la verità o è complice anche lei? E cosa vuol dire «quello che realmente sei»? La tv ci ha insegnato questo: che la verità si nutre anche di finzione. A patto che sia buona finzione“.

    Sceneggiatura debole, quindi, per questa decima edizione: siamo d’accordo con Grasso soprattutto nell’evidenziare l’eccessivo ricorso all’esterno, che quet’anno tocca il suo culmine con la determinazione dei nominabili da parte del pubblico che finisce per mandare al televoto sempre le stesse persone. Ai concorrenti è stato tolto anche l’ultima difesa, l’ultimo accenno di ‘realtà’, visto che sapere chi è primo in classifica e chi è ultimo modofica necessariamente il loro atteggiamento con i compagni: Mauro sa che gli è concesso quasi tutto, visto che da settimane è primo in classifica, gli altri magari non si schierano apertamente contro di lui perché temono ‘ritorsioni’ da parte del pubblico. A questo punto del Grande Fratello cos’è rimasto? Lo show dei sentimenti, una sorta di lungo C’è Posta per Te, perfetta sintesi di Uomini e Donne e Carràmba.

    658

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI